Croci stazionarie

1799 – Una data importante sulla croce stazionaria di Fossalto

By 3 Gennaio 2010 Gennaio 8th, 2010 No Comments

1799 – Una data importante sulla croce stazionaria di Fossalto

Franco Valente

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Nelle vicinanze di una delle porte antiche del nucleo di Fossalto nel XVIII secolo fu posta una croce stazionaria che, dopo vari spostamenti, oggi si trova definitivamente collocata sotto il campanile della Chiesa Madre di S. Maria Assunta e di fronte all’altra chiesa di Sant’Antonio.

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E’ una croce abbastanza simile alla gran parte delle altre del territorio molisano, ma la data 1799 appena leggibile sulla base la rende particolarmente interessante.

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Quell’anno, infatti, fu drammaticamente importante per il Meridione italiano perché il 23 gennaio, con l’appoggio dei francesi, a Napoli veniva proclamata la Repubblica Partenopea.

Il suo breve ed agitato governo riuscì a varare solo alcune leggi che nella sostanza cambiarono la storia del Meridione.

Il 29 gennaio venne promulgata la legge che aboliva i fedecommessi (una disposizione testamentaria attraverso la quale si stabiliva l’obbligo di conservare indivisibile il patrimonio) e si eliminava la cosiddetta primogenitura (il diritto per il primogenito di ereditare l’intera proprietà)

Il 25 aprile venne promulgata la legge di eversione della feudalità che ebbe difficoltà ad essere applicata perché già il 7 febbraio il cardinale Ruffo aveva cominciato a riorganizzare le forze filoborboniche che avrebbero portato Ferdinando IV a dichiarare decaduta la Repubblica Partenopea l’8 luglio 1799.

La repressione fu violenta e ne pagarono le conseguenze anche molti molisani. Alcuni con la vita.
Prosdocimo Rotondo, nato a Gambatesa nel 1757, avvocato, fu giustiziato il 30 settembre 1799.
Giovanni Varanese, nato a Monacilioni nel 1777, studente di medicina, fu giustiziato il 22 ottobre 1799.
Gian Leonardo Palombo, nato a Campobasso nel 1749, avvocato, fu giustiziato il 9 novembre 1799.
Nicola Neri, nato ad Acquaviva Collecroce nel 1761, medico, fu giustiziato il 3 dicembre 1799.
Carlo Romeo, nato a Guardialfiera nel 1755, avvocato, fu giustiziato 12 dicembre 1799.

Vincenzo Cuoco, nato a Civitacampomarano, a pochi chilometri da Fossalto, invece, fu esiliato in Francia dove completò un’opera che sarebbe divenuta fondamentale nella storia italiana: Saggio storico sulla rivoluzione napoletana.

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Dunque, mentre accadevano questa cose, a Fossalto veniva innalzata la nostra croce. Non sapremo mai se ciò avvenne durante i pochi mesi della Repubblica Partenopea o durante i mesi seguenti della repressione.

Nessun documento ci aiuta a capirlo.

Neppure sapremo mai dove essa fosse esattamente collocata, perché la sistemazione attuale appartiene solo all’ultimo degli spostamenti.

Certamente non sono originali alcuni pezzi della base nonché il capitello quadrato. Del 1799, invece, dovrebbe essere la croce vera e propria che ha i bracci a terminazione trilobata limitata da una pronunziata cornice a listello.

Il Cristo, che è inchiodato su una sottile croce a rilievo, ha le braccia leggermente alzate senza mostrare di essere sottoposto a trazione perché tutto il peso si scarica sulle gambe appena piegate. In alto è posto il cartiglio con l’acronimo INRI, mentre sotto i piedi di Cristo è il teschio di Adamo con le tibie incrociate.

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La croce sembra conficcata su un montarozzo a tre colli sui quali sono scanalati i tre chiodi usati per crocifiggere Cristo.

A destra, sinistra e sopra del crocifisso sono rispettivamente rappresentati tre simboli della passione: le tenaglie che servirono per sistemare la corona di spine sulla testa di Cristo, il martello per inchiodarlo alla croce e la colonna a cui fu legato per la flagellazione.

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Sulla faccia posteriore, invece, è rappresentata nella parte centrale la madre Maria, con il Bambino in braccio, che sembra appoggiarsi ad una nuvola. A destra e sinistra due rosette abbottonate a sette petali. In alto un fiore a otto petali posti in forma di spirale.

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