Le evanescenze demagogiche in un articolo di Primo Piano Molise.
Franco Valente
E’ noto che a me gli articoli che cercano di sfruttare l’imbecillità umana per vendere qualche copia in più non fanno né caldo, né freddo, specialmente quando dietro la malafede si nasconde anche qualche politico che, non sapendo come guadagnare qualche voto, è disposto a mandare a scatafascio anche iniziative che si fanno nell’interesse della collettività.
A differenza della Giunta Comunale di Venafro, della quale notoriamente non sono un sostenitore, ma che nel campo dei beni culturali della Città ha dato piena ed insindacabile fiducia nella mia persona.
Comunque delle interferenze politiche sul mio operato parlerò in altra occasione e non avrò, secondo il mio solito, peli sulla lingua.
Per quanto riguarda il titolo dell’articolo pubblicato sulla pagina venafrana di Primo Piano Molise, suggerito o addirittura scritto da parte interessata, preannuncio che in Tribunale ci andrò io per denunciare gli abusi edilizi e l’utilizzazione di un ponte fuorilegge per far transitare veicoli per fini imprenditoriali.
Le evanescenze demagogiche contenute in quest’articolo sono incommensurabili, a cominciare dalla fantasmagorica visione del terrapieno secolare e dei presunti impedimenti alle attività di pizzaiolo.
Attraverso Primo Piano Molise i titolari della pizzeria annunziano al mondo che sporgeranno querela contro di me.
Mi fanno un baffo!
Se solo ci provano li denunzio per calunnia, perché sanno benissimo che nell’operato della Giunta e in quello mio non vi è alcun disegno criminoso e non è stato commesso alcun reato.
Sanno benissimo che nel progetto di restauro del fossato vi è solo l’interesse della città e i primi a ricavarne benefici sono proprio loro che attualmente sono in piena crisi commerciale esclusivamente per colpa loro.
Anzi sanno benissimo che da quest’opera ricaveranno vantaggi enormi di visibilità e di accessibilità.
Addirittura, nella qualità di Responsabile Unico del Procedimento, li ho invitati a quantificarmi il danno presunto che avrebbero subito dalle opere che si andranno a fare e non sono stati capaci di indicare neppure un euro di risarcimento.
Evidentemente da buoni opportunisti cercano di pretendere l’impretendibile.
Tra l’altro, l’evidenza della malafede, sta in un messaggio inviato SMS che porterò in tribunale,
Comunque mi preme ancora una volta precisare che svolgo l’incarico professionale affidatomi dal comune a titolo assolutamente gratuito.
Tanto per farlo sapere a chi finge di non saperlo.

Questo è il ponte illegale che i titolari della pizzeria vogliono tenere a sfregio del castello e questa è la situazione igienica che piace tanto ad essi
Questo l’articolo di Primo Piano Molise del 7 gennaio 2010






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