Beni culturali: chi sono i boiardi responsabili dei disastri in questa regione?
Franco Valente
Qualche giorno fa ho messo sul mio sito le immagini di Sepino scattate durante una visita di ragazzini di quinta elementare di Isernia e le ho commentate con una frase piuttosto pesante.
Ovviamente, avendo sparato nel mucchio, ho colpito tutti. Anche chi non ha alcuna responsabilità.
Perciò sento il dovere di chiarire a chi io mi riferisca.
Buona parte di coloro che leggono il mio blog non hanno alcuna conoscenza dei meandri della burocrazia. Le mie considerazioni, pertanto, facevano riferimento alle inadempienze ministeriali dando per scontato che il cittadino medio pensasse immediatamente al Ministro e ai suoi diretti collaboratori.
E per diretti collaboratori io intendo precisamente i Direttori Generali e i Direttori Regionali, cui compete da una parte il determinare le risorse necessarie per gestire i beni culturali in sede regionale e dall’altra l’attivarsi per gestirli con le risorse attribuite.
Non mi sembra che i Boiardi nazionali abbiano mai avuto particolare riguardo per il Molise non solo per l’esiguità delle risorse stanziate per questa regione ma anche per controllare cosa i funzionari periferici abbiano fatto di esse.
Aggiungo che non mi sembra che i Boiardi regionali abbiano dato dimostrazione di grandi capacità nella utilizzazione dei fondi messi a loro disposizione.
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Da qualche anno il Ministero per i Beni culturali ha stabilito di affidare la gestione dei beni culturali del Molise a tre diversi Soprintendenti.
Credo che per la prima volta il Molise possa dire di avere tre ottimi Soprintendenti: l’arch. D’Amico, la dott.ssa Russo e il dott. Ferrara ai quali compete la gestione dei beni culturali. Non ci provo neppure a criticare il loro operato.
Non ne avrei motivo perché non si era mai visto nel Molise un interesse così puntuale nel divulgare l’immagine dei beni culturali nei tre settori di loro competenza e non si era mai visto un coinvolgimento così impegnato nei confronti delle associazioni culturali della regione.
Perciò la mia critica alle condizioni dell’area archeologica di Sepino non poteva essere indirizzata a nessuno dei tre soprintendenti che, per i campi di rispettiva competenza, sono tutti e tre interessati a quell’area anche se l’aspetto prevalente di Sepino è quello archeologico.
Io ho rivolto crtitiche alla gestione generale del sito che è un problema di Direzione Regionale.
Confesso di non sapere neppure che volto abbia l’attuale Direttore Regionale la cui presenza viene sistematicamente annunziata in tutti i convegni ai quali sistematicamente non partecipa mai.
A volte mi viene da pensare che non esista.
Anche gli imbecilli sanno che gestire i beni culturali a livello regionale non è impresa semplice.
Diventa un’impresa impossibile se il Direttore Regionale è una entità inafferrabile.
Il Direttore Regionale ha un potere straordinario perché decide delle sorti dei Soprintendenti e delle Soprintendenze.
Soprattutto decide dgli appalti e delle concessioni.
Il disastro ambientale di Sepino (che non è riferito ai monumenti che, grazie ai Soprintemdenti, sono in ottimo stato) riguarda la gestione degli spazi riservati ai naturali destinatari del patrimonio che non sono i dipendenti dello Stato.
Quest’anno, come l’anno scorso, come gli anni passati, come sempre, l’area di Sepino è in totale abbandono.
L’erba va tagliata all’inizio della primavera e le aree devono essere costantemente pulite. Non si fa la pulizia una volta l’anno come di solito accade.
Le pozzanghere vanno eliminate quando piove e non d’estate.
Per non parlare di totale assenza di guide e di nessuna prospettiva che tali guide possano essere formate e possano esistere.
Il patrimonio culturale del Molise è allo sfascio completo perché affidato a una serie di personaggi che sicuramente non danno alcun contributo ai Soprintendenti. Anzi sistematicamente remano contro. Tra essi i Direttori archeologici (che dovrebbero essere il braccio operativo dei Soprintendenti e che rappresentano l’anello mancante della catena culturale)
Personalmente non ho alcun interesse per le attività archeologiche perché mi occupo di altre cose, però vedo con dispiacere che alla caparbia volontà della Soprintendente Alfonsina Russo, non corrisponde un altrettanto caparbio interesse dei suoi funzionari. Perciò alla fine vengono ricondotti a lei i disastri che i suoi predecessori hanno creato e ai quali cerca di porre rimedio con un ammirevole coinvolgimento di ogni tipo di volontariato.
Quando parlo di boiardi dello stato mi riferisco proprio alla pletora di nullafacenti, spesso anche irritanti, che hanno squalificato il più prestigioso dei Ministeri italiani mantenendo nei confronti del volontariato culturale un arrogante posizione di disprezzo.
E non è un caso che abbia terminato la sequenza delle immagini con il volto del Ministro Bondi a cui vanno ricondotte le responsabilità politiche di questi disastri, in perfetta continuità con le responsabilità di Rutelli, di Urbani, di Melandri e così via.
A me del colore politico del Ministro interessa nulla. Valuto i risultati.
Da un po’ di tempo non sto più denunziando il degrado del Verlascio di Venafro, del teatro di Pietrabbondante, del castello di Gambatesa e di Castropignano e dei tanti luoghi interessanti del Molise.
Non sto più segnalando il degrado delle opere d’arte della Regione.
Qualcuno mi ha detto che sto zitto per deferenza nei confronti dei Soprintendenti D’Amico, Russo e Ferrara
E’ vero, perché io so che in questo momento attaccarli gratuitamente come fanno alcuni soggetti del loro stesso ufficio significherebbe compromettere il delicato compito che si sono assunti di ricucire con la collettività un rapporto compromesso da irresponsabili predecessori.
Io non vedo, però, da parte della Direzione Regionale alcun tentativo di costituire un buon rapporto con la comunità locale. Tantomeno dalla Direzione Nazionale che sembra vivere sulla luna.
E di questa indifferenza ad alto livello mi lamento.
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