LA CRICCA RISORGIMENTALE: La storia siamo noi!

LA CRICCA RISORGIMENTALE:  La storia siamo noi!

La ricostruzione storica del Nuovo Risorgimento Isernino. Questa è storia vera!

Seconda puntata

Franco Valente

Non sappiamo con quali mezzi uno degli esponenti della CRICCA RISORGIMENTALE sia venuto ad Isernia. Le cronache parlano di una macchina blu e di un autista.

Neppure si è riusciti a sapere dove siano avvenute le riunioni segrete nelle quali l’ing. Fabio De Santis interveniva come “RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO”.

Il sindaco Melogli ebbe cura di trattare con tutti i dovuti riguardi il moltiplicatore di milioni. Molto meglio di come furono trattati i garibaldini quando vennero in queste contrade a imporre la legge della massoneria settentrionale ammazzando gli eroici reazionari che avrebbero pagato con il sangue la loro opposizione ad una Unità di Italia che era una annessione al governo piemontese.

Melogli, rinnegando la storia locale e dei suoi avi, probabilmente alla proposta di moltiplicazione dei milioni di euro avrà detto: “Pecunia non olet …. chi è morto è morto e pace all’anima sua”.

E’ vero che a Isernia gli Isernini hanno memoria corta, ma tutti sanno che un certo Gabriele Melogli il 30 settembre 1860 ebbe un atteggiamento del tutto diverso nei confronti di chi veniva ad imporre l’Unità di Italia.

Forse, se il Gabriele Melogli di oggi andasse a rileggere i libri di storia della città di cui è sindaco, scoprirebbe che l’Unità di Italia ebbe proprio ad Isernia nel suo omonimo avo uno dei maggiori oppositori.

Ho ripetutamente annunziato ai miei amici che il 1° gennaio 2011, in occasione dell’inizio del 150° anniversario dell’Unità di Italia, esporrò un fiocco nero al cancello di casa mia per ricordare i morti ammazzati per iniziativa delle truppe che si avviavano a consegnare l’Italia ai Savoia e ai Piemontesi.

Antonio Maria Mattei, vicario diocesano di Isernia, nel 1978 ha dedicato il suo terzo volume della “Storia di Isernia” alle stragi di contadini molisani ed isernini ad opera delle truppe garibaldine.

Antonio Maria Mattei, sebbene non fosse un filoborbonico, ha avuto la cura di trascrivere e riportare senza particolari commenti i drammatici avvenimenti del settembre 1860 che gli Isernini farebbero bene a ricordare prima di inneggiare agli improbabili benefici che il Meridione italiano ha ricavato con l’annessione al governo piemontese di Cavour.

In Isernia, quando, a un’ora e tre quarti della notte, arrivò l’annuncio che a Venafro si erano accampati 100 gendarmi schierati con i Borboni,  “si creò un clima di fanatismo”.

Così racconta Mattei riprendendo dagli atti dei processi che poi furono celebrati a S. Maria Capua Vetere:
Il Di Pasquale postosi a capo dei reazionari, percorse la città gridando  “Viva Francesco II, … a morte Garibaldi”. I figli del De Lellis e Melogli erano stati i primi a gridare (Iadopi, Epitome del processo, pag. 98).
Si assalirono i posti di polizia già sguarniti di personale abbattendone lo stemma Savoia e asportandone le armi, con le quali resi più baldanzosi si diressero al palazzo del Governo (ex monastero di S. Pietro Celestino a lato della chiesa omonima) ove volevano impadronirsi del Sottogovernatore Venditti. Anche Antonio Melogli, armato di carabina era tra i rivoltosi

Ovviamente il giudizio del Mattei è tutt’altro che positivo per la reazione anti-savoiarda e, come accade per chi è istituzionalmente dalla parte dei vincitori, adopera parole pesanti nei confronti di coloro che difendevano le tesi borboniche come Gabriele Melogli:
Nessuna delle Guardie Nazionali si fece avanti per contenere questo dilagante fiume di odio, perché il comandante Gabriele Melogli con sottile astuzia aveva precedentemente arruolato in essa tutti elementi di parte borbonica, i quali in quei momenti torbidi o si erano associati alla folla reazionaria che rumoreggiava per le vie o si tenevano chiusi nelle abitazioni.

Il Gabriele Melogli di oggi è di tutt’altra posizione politica e, seguendo il vento delle celebrazioni risorgimentali, non trova nulla di scandaloso nel fiume di denaro che viene buttato in una impresa che egli stesso aveva inizialmente contenuto in limiti accettabili. Prima che giungessero ad Isernia quelli della CRICCA RISORGIMENTALE.

Per noi, che abbiamo la deformazione storica, i documenti contano e le chiacchiere se le porta il vento.

Sicuramente il Gabriele Melogli del 1860 qualche ragione l’aveva nel rifiutare di accettare l’onda del momento e difendere la storia della propria comunità contro gli abusi piemontesi e savoiardi.

Non so se altrettanto sicuramente il Gabriele Melogli di oggi abbia ragione nell’accettare la presenza della CRICCA RISORGIMENTALE in questa storia
di intrecci misteriosi,
di milioni di euro regalati alla città (sic!),
di incarichi professionali milionari conferiti agli amici e agli amici degli amici,
di assessori che diventano progettisti,
di varianti in corso d’opera di dimensioni imponenti,
di sorprese geologiche
!

Invece di rispondere alle mie domande, il nuovo Gabriele Melogli si affida alle interviste dei giornali di regime che, peraltro, hanno difficoltà a trasferire sulla carta stampata le plateali bugie sui costi dell’opera.

“Costerà solo 21 milioni di euro!”

Così il 27 giugno 2010 manda a dire Melogli al mondo attraverso le colonne del Quotidiano del Molise.

Costerà “solo” 21 milioni di euro… come se fossero bruscolini!

Non solo mente sapendo di mentire, ma addirittura si esprime come se avesse fatto un piacere personale nell’aver corrisposto al mio gruppo il premio che legittimamente ha meritato e che sarebbe stato maggiore se il vincitore non avesse barato.

Melogli, insieme al fido ex assessore Castiello, ha cambiato le regole del gioco quando la partita era finita ed ha sovvertito il risultato!

Perciò nulla dice sulla circostanza che il vincitore del primo premio, gli eredi del defunto prof. Culotta, avrebbero dovuto restituire i 30 mila euro perché l’opera da lui progettata non era realizzabile con la somma prevista di 5 milioni di euro!

Un bugiardo che sa di dire bugie quando afferma che l’Auditorium costerà “solo 21 milioni di euro”, facendo finta che il quadro economico, dove si prevede una spesa di 41 milioni di euro, che lui ha approvato insieme all’ex assessore, ora progettista, dott. Giulio Castiello sia solo carta da cesso.

pat352 copia 2

Un quadro economico che prevede una spesa di 41 milioni di Euro, dei quali DUE MILIONI CINQUECENTOVENTINOVEMILA EURO per i progettisti amici degli amici!

pat352 copia

Eccolo il Quadro Economico allegato al progetto preliminare che porta la firma
del Sindaco Melogli,

del Responsabile del Procedimento ing. Fabio De Santis (della CRICCA RISORGIMENTALE),

dell’ex assessore (ora progettista) Giulio Castiello,

e dell’anima del defunto prof. Pasquale Culotta.

pat352 copia 3E’ semplicemente scandaloso!

Spread the love

Commenti

Una risposta a “LA CRICCA RISORGIMENTALE: La storia siamo noi!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *