A qualcuno la natura piace morta
Riporto da Facebook alcune cosiderazioni ironiche di Ernesto Vettese sull’ autocombustione che puntualmente avviene, ogni anno, sulle montagne che circondano Pozzilli.
LO STRANO FENOMENO DELL’AUTOCOMBUSTIONE A POZZILLI.
di Ernesto Vettese
Puntuale come ogni anno a Pozzilli si manifesta il fenomeno dell’autocombustione.
La nostra cittadina è ormai nota in tutto il mondo, insieme al triangolo delle Bermuda, alla famosissima Area 51, zone in cui il mistero è l’elemento predominante. Zone in cui non si hanno spiegazioni degli strani fenomeni che vi avvengono.
Ma torniamo a Pozzilli. Nessuno ha saputo ancora spiegare il motivo per il quale nel periodo estivo, puntuale come un orologio svizzero, uliveti, cerreti, boschi collinari e, addirittura, automobili, improvvisamente prendono fuoco.
Molti scienziati stanno studiando il fenomeno. Il Comune ha messo a disposizione dei numerosi studiosi della materia giunti a Pozzilli i locali della futuristica struttura realizzata nei pressi delle scuole elementari, che seppure si trovi con i vetri rotti alle finestrei (anche qui il mistero è fitto su come dei vetri possano improvvisamente autofrantumarsi senza motivo) offre un ottimo punto di appoggio per chi, studioso della materia, vuole venire a Pozzilli a cercare di sbrogliare la matassa.
L’autocombustione, dicevamo: per autocombustione o combustione spontanea si possono intendere vari fenomeni (fonte Wikipedia):
1.L’accensione (o ignizione) apparentemente spontanea di un materiale infiammabile, che avviene in determinate condizioni di pressione e temperatura (si veda combustione);
2.Il fenomeno di accensione di sostanze piroforiche (come il rubidio, il cesio, i silani o i reattivi di Grignard) che avviene a contatto con l’aria;
3.Combustione umana spontanea (o autocombustione umana): fenomeno paranormale, mai provato, e privo di fondamento scientifico, di improvvisa combustione di esseri umani.
Gli eminenti studiosi intervenuti hanno disquisito sui tre punti sopra riportati, concludendo i lavori con una relazione che si può riassumere come segue e che sarà tema della prossima trasmissione di “Voyager, ai confini della conoscenza”, in onda su Rai 2:
Rispetto al punto 1, si può concludere che alberi e automobili non sono materiali propriamente infiammabili. Si potrebbe obiettare che le temperature nei giorni passati sono state effettivamente molto alte, ma di sera (quando l’autocombustione ha interessato un’automobile), la temperatura non può essere certamente così alta da essere presa in considerazione quale causa scatenante del misterioso fenomeno.
Quindi, ipotesi di cui al punto 1, scartata.
Rispetto al punto 2, gli eminenti scienziati hanno deciso di soprassedere considerato che alla lettura di vocaboli quali “rubidio”, “cesio”, “silani”, la maggior parte di loro ha esclamato: “che cazzo di roba è?”.
Quindi, ipotesi di cui al punto 2, scartata.
Rispetto al punto 3, non c’è stato bisogno di nessuno scienziato per concludere che magari si fosse verificato il fenomeno dell’autocombustione “umana”. A quest’ora avremmo di certo una o due teste di cazzo in meno in giro.
Quindi, ipotesi di cui al punto 3, scartata perché non si sono trovate tracce di resti di teste di cazzo carbonizzate.
Conclusione: gli eminenti scienziati convenuti a Pozzilli, hanno deciso di attendere un nuovo fenomeno di autocombustione che certamente non mancherà di manifestarsi per poterlo studiare più da vicino. Intervenendo magari personalmente sul posto, o appostandosi sul cavalcavia della zona industriale da dove è facile “avvistare” qualsiasi principio di incendio e magari qualche testa di cazzo che scappa col fiammifero ancora in mano.
Alla prossima, allora.



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