Palle archeologiche e sindacalisti pallonari. L’allegro mondo del Ministero per i Beni Culturali
Franco Valente
Sarà l’ambiente apocalittico, sarà l’eccitazione che prende i visionari, ma ogni volta che si parla di S. Vincenzo al Volturno i toni diventano surreali.
Tra quelli che non mancano di infilarsi in avventure cultural-dialettiche vi è pure il Direttore-Coordinatore dell’Area della Comunicazione – Settore Arti della Direzione regionale del Ministero per i Beni Culturali, Esperto della informazione e della Comunicazione che non perde occasione per rappresentare il Ministero dei Beni Culturali con comunicati “ufficialoidi” e, nello stesso tempo, per annunciare iniziative che non si capisce bene se siano di contestazione o di approvazione nella qualità di Segretario Regionale UILBAC Molise.
Qualche giorno fa quasi tutti i giornali del Molise hanno riportato un suo clamoroso Comunicato stampa con il quale annunciava “urbi et orbi” che a S. Vincenzo iniziava una nuova era.
San Vincenzo al Volturno, inizia una nuova era
di EMILIO IZZO
Dalle battaglie di pasquetta a San Vincenzo al Volturno e da tutto quello che ne è seguito è passato un po’ di tempo ma non invano:
“…in quel sito dove fiumi di denaro non sono serviti a dare un briciolo di recettività, decoro e credibilità, la O.S. scrivente ed il personale aderente hanno realizzato un sogno e tanti, tanti, ma tanti visitatori largamente soddisfatti. Ma, dopo le dolorose vicende (il personale coinvolto e chi scrive lo sanno bene), rimaneva in piedi quanto dal direttore regionale Famiglietti e dal soprintendente D’Amico veniva promesso, al fine di scongiurare quanto dal sottoscritto annunciato e cioè una battaglia dura tesa all’ottenimento di garanzie lavorative dignitose e ad un miglioramento del sito….
… Il segretario scrivente non si pente di aver creduto al direttore regionale perché, notizia di queste ore, finalmente dopo tanti anni e tanto denaro buttato al vento, quanto promesso si realizzerà! In modo particolare bisogna riferire che è stata già esperita la procedura per la gara di appalto e la successiva aggiudicazione per la realizzazione di un ufficio per il personale, che avrà altresì la funzione di assistenza ed informazione al pubblico e di bagni per i visitatori, quelli che dovevano essere realizzati, unitamente alle aree parcheggio ed ad altre strutture logistiche, con i soldi assegnati della Regione Molise all’Abbazia di Montecassino, ma utilizzati per altre e non chiare finalità.
E’ poi prevista la realizzazione di un locale prefabbricato ad uso biglietteria nella zona d’ingresso e, udite udite, il restauro e la messa in sicurezza del Ponte della Zingara, per intenderci quello attraverso il quale si accede all’area e che, attualmente, si presenta come un “residuo bellico” retto da tubi innocenti, senz’altro più innocenti di chi avrebbe dovuto ristrutturarlo venti anni fa prima di ogni altra cosa.
Per completare verranno migliorati i percorsi di visita con accorgimenti per la sicurezza. Tutto ciò con l’impiego di somme irrisorie rispetto alle decine di miliardi di lire andati in fumo finora. Questa vittoria della UILBAC è dedicata a quanti hanno atteso per anni un miglioramento di quel sito ed a tutti i lavoratori iscritti che hanno lottato e creduto in prima persona, con attaccamento e dedizione al di là dei compiti istituzionali, alla possibilità che questo accadesse.
Emilio Izzo *Segretario Regionale UILBAC Molise.
Erano tutte palle!
Sul sempre aggiornato “@ltromolise” leggo questa mattina una nota di Luigi Izzo che, non avendo creduto una sola parola del direttore sindacal-comunicativo, aveva chiesto informazioni direttamente all’Ufficio:
E-MAIL – Qualche precisazione su San Vincenzo
di LUIGI IZZO – Scorrendo l’articolo a firma di Emilio Izzo della UILBAC, del 02/09/2010 su “@ltroMolise”, in cui vengono trattate problematiche inerenti il sito archeologico di San Vincenzo al Volturno ed incuriosito dal tono autocelebrativo, ho chiesto informazione agli addetti ai lavori: il quadro scaturitone presenta inesattezze, lacune e forse non trova riscontro nella realtà dei fatti.
Pertanto occorre qualche puntualizzazione e/o ragguaglio a ristabilire gli effettivi termini della vicenda. La Soprintendenza mai ha inteso chiudere il sito archeologico di San Vincenzo al Volturno, quanto poi ai paventati problemi del personale di custodia, di cui si fa menzione nel suddetto articolo, giova sottolineare che le problematiche d’interazione tra il personale e la Soprintendenza traggono origine da comportamenti non istituzionali tenuti dal personale in ragione di un allaccio abusivo di energia elettrica nel sito di San Vincenzo al Volturno: questione risolta in maniera impeccabile dalla Soprintendenza con una amnistia.
Ancora, gli addetti ai lavori, precisano che, circa l’apertura dell’area archeologica, il personale svolge il lavoro di custodia a cui è preposto e che le aperture nei superfestivi prevedono un congruo compenso economico.
In merito ai lavori da eseguire nell’area, il sig. Emilio Izzo rappresenta una versione personale dei fatti, in quanto detti lavori (che tra l’altro non sono quelli descritti nell’articolo di Izzo) sono stati previsti nella normale attività di tutela della Soprintendenza.
I fondi sono stati recuperati da un vecchio progetto ed i lavori verranno realizzati con due anni di ritardo periodo che vede quale Direttore Regionale l’arch. Pentrella lo stesso Direttore ha anche una posizione al vaglio della magistratura, per aver affidato all’Università di Roma 320.000,00 euro di grafici da eseguire su San Vincenzo e sul Verlasce di Venafro, disegni già in possesso della medesima Soprintendenza.
Nei lavori appaltati è previsto: il restauro del ponte della zingara, non è dato invece riscontrare l’appalto né della realizzazione di un ufficio, né di bagni e prefabbricati ad uso biglietteria, come erroneamente riportato nell’art. di Emilio Izzo.
Le puntualizzazioni di cui sopra inducono alla necessaria riflessione sulla estrema approssimazione ed inesattezze dell’articolo del 2/09/2010 e pertanto si invita accoratamente l’autore dello stesso ad essere puntuale nelle esposizione ed a riferire SOLO causa cognita le “realtà” dell’ufficio nel quale lui presta servizio.
Luigi Izzo
Non so a che titolo parli l’omonimo Izzo e a quale amnistia si riferisca a proposito della vertenza con il personale, ma se le cose stanno così (ed io sono convinto che le cose stiano così) siamo di fronte ad una ennesima pallonata del direttore sindacal-comunicativo che doveva servire solo a stordire noi osservatori passivi e creare ulteriori dubbi (ammesso che si tratti solo di dubbi) sullo strampalato mondo dei boiardi pallonari del Ministero per i Beni Culturali del Molise.
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