Restauratori ministeriali:
Scellerati peggio degli scellerati saraceni!

Sono tornato a vedere lo scempio del restauro del Ponte della Zingara a S. Vincenzo al Volturno.
C’è da rimanere esterrefatti sulle capacità che ha il Ministero per i Beni Culturali del Molise di distruggere la memoria storica con interventi che, se venissero definiti solo sciagurati, significherebbe fare un apprezzamento.
Ormai da oltre un anno ho scelto di non andare più in questo luogo che ormai è un laboratorio per il saccheggio della nostra cultura regionale.
Dilettanti e in malafede hanno messo mano ad uno dei siti più importanti d’Europa che non va alla malora per carenza di soldi!
Il contrario. Si utilizzano soldi dello Stato per mandarlo alla malora.
Questo monumento, delicatissimo ma così forte da resistere da 13 secoli alle insidie del tempo e alle insolenze degli uomini, è oggi vittima delle violenza cementificatrice di architetti ministeriali che si sono accaniti su di esso come un violentatore di bambine inermi.
Mentre il ponte veniva tenuto fermo da metalliche impalcature, su di esso hanno vomitato una incredibile quantità di cemento dopo averlo impacchettato con volgare rete elettrosaldata.
Anche lo studente di architettura che viene ripetutamente bocciato all’esame di restauro sa che questi monumenti vanno consolidati utilizzando le stesse tecniche costruttive utilizzate da chi li ha costruiti.
A parte che prima di intervenire si dovevano rimettere in sesto i conci che sono fuoriusciti in questi ultimo millennio per le cause più disparate, mai si sarebbe dovuto consolidare senza aver prima ristabilito l’ordine architettonico.
Comunque mai si sarebbe dovuto intervenire con volgare cemento bastardo e rete elettrosaldata.
Senza dire che non ancora si può utilizzare e già una lesione trasversale attraversa tutta la fascia di appoggio dell’insulsa soletta.







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