Il Santo Palafreniere dei Boiardi del Ministero aveva annunziato l’imminente restauro del ponte della Zingara a S. Vincenzo al Volturno.
Cantava responsori gregoriani mentre riversavano quintali di cemento sul povero ponticello spendendo decine di migliaia di euro che venivano dalle nostre tasche.
Dopo le mie pubbliche denunce, i Boiardi della Soprintendenza di Campobasso, sempre con i soldi che vengono dalle nostre tasche, con il bisturi e spendendo almeno quattro volte quello che si è speso per metterle, adesso stanno tentando di togliere le immondezze che hanno fatto.

Con il bisturi si cerca di estirpare il cemento armato dai pori del travertino.
Guardate come è ridotto uno dei ponti più importanti della storia monastica europea!
A questi strani signori che si sentono autorizzati a distruggere con i soldi dei cittadini il patrimonio antico, invece di dare quattro calci nel culo e mandarli a chiedere l’elemosina a Berlusconi, mantengono un posto ministeriale che offende la dignità di chi lavora seriamente.





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