I boiardi del Ministero chiudono il Castello di Gambatesa!

NEL MOLISE, SE I MONUMENTI SCAMPANO ALLE INSIDIE DEL TEMPO E AI GUASTI DEGLI UOMINI, POI CI PENSA LA SOPRINTENDENZA!

Da ieri è partita (prima firmataria Maria Chiara D’Amico) una petizione perché la Soprintendenza del Molise revochi la sciagurata decisione di chiudere al pubblico il castello di Gambatesa per sei giorni su sette e di tenerlo aperto solo la domenica mattina!


La Giustizia che sta a perdere tempo sulle pareti del castello di Gambatesa.

Dio, non peggio!” diceva quel poveraccio trasportato nel precipizio dalla corrente del fiume.

Nel Molise sembrava che il Ministero per i Beni Culturali avesse toccato il fondo, ma ora ci siamo accorti che era solo l’inizio del disastro.

Vi ricordate le idiozie che diceva Pinoculus, il berlusconiano capelluto comunicatore scientifico, sulla svolta epocale nella struttura periferica del Molise a favore della cultura?

Adesso stiamo toccando con mano i guasti della politica berlusconiana  e dei fiduciari mandati a distruggere quel poco di cui la nostra regione ancora poteva godere (in perfetta continuità con i ministri dell’altra sponda politica).

Spero di riprendere e concludere il mio monologo solitario cominciato 35 anni fa: “NEL MOLISE, SE I MONUMENTI SCAMPANO ALLE INSIDIE DEL TEMPO E AI GUASTI DEGLI UOMINI, POI CI PENSA LA SOPRINTENDENZA!”.

Di questa petizione io sono orgogliosamente il centesimo frmatario.

Spero che anche voi facciate la stessa cosa. Se non altro per lasciare detto ai nostri figli che noi ci abbiamo provato!

PETIZIONE ON-LINE

“Simbolo monumentale e storico di una comunità e patrimonio artistico dell’umanità intera, il castello di Gambatesa (un piccolo paese dell’entroterra molisano in provincia di Campobasso) chiude letteralmente le sue porte, in seguito al pensionamento di uno degli storici custodi, prevedendo un solo giorno di apertura (la Domenica) rispetto all’intera settimana, mentre per coloro che vorranno visitarlo durante la settimana sarà necessaria la prenotazione con 3 giorni di anticipo per permetterne l’apertura.

La decisione, presa dalla soprintendenza ai beni culturali e motivata dalla crisi economica, è una bella mazzata per i gambatesani poiché, tenere chiuso il glorioso castello con i suoi bellissimi affreschi, soprattutto quelli a tema mitologico, significa ridurre a zero l’afflusso di turisti che periodicamente visitano l’antico maniero con effetti imprevedibili per la già scarna economia, da una parte, e per la comunità gambatesana, dall’altra, le cui vicende storiche sono legate in modo indissolubile al reale monumento.

Pertanto, la presente petizione è rivolta non solo ai gambatesani in ogni parte del mondo ma anche a coloro che hanno avuto la fortuna di visitare il nostro castello e apprezzarne i suoi affreschi e a tutte le persone che vogliono salvare un monumento di inestimabile valore e patrimonio di tutti. Aderendo alla petizione si chiede alla soprintendenza ai beni culturali la revoca di quanto disposto nella circolare riferita al destino del nostro Monumento.

http://www.petizionionline.it/petizione/castello-di-gambatesa-non-chiudeteci-le-porte/4241

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Commenti

4 risposte a “I boiardi del Ministero chiudono il Castello di Gambatesa!”

  1. Il tuo commento…Come si dice: non c’è limite al peggio

  2. Ho firmato la petizione, spero che svegli un pò le coscienze.

  3. Ho firmato la petizione, ma non servirà, servirebbe piuttosto che io, noi, i molisani tutti, frequentassimo più spesso i “nostri” luoghi della cultura, i musei, le aree archeologiche, i palazzi storici. Purtroppo non è così e il risultato della nostra indifferenza è ben visibile sotto i nostri occhi. La Soprintendenza è fatta di persone, cittadini, come noi, e rispecchia la realtà che noi creiamo, fatta spesso di incuria, campanilismo, provincialismo, indifferenza. Quello che eravamo forse non interessa a nessuno, quello che siamo ancora meno, eppure non basta l’indignazione dei sensibili, degli illuminati, degli addetti ai lavori, le parole di protesta di pochi ragionevoli molisani. Quanti, di quelli che firmeranno la petizione, sono mai andati a visitare il Castello di Gambatesa in un giorno infrasettimanale? Io diversi anni fa…e lo trovai chiuso, da allora non sono più tornata, questo è vero. Ma lo spreco di risorse esiste anche per i beni culturali, soprattutto per quelli ed è ignobile. Altrettanto lo è abbandonare un bene culturale a se stesso, un bene che appartiene alla comunità e che la comunità stessa non considera affatto come tale se non quando gli viene sottratto. Questo è il punto. Quest’anno, durante un giorno di apertura gratuita (organizzati sempre più spesso dal Ministero), mi sono recata all’area archeologica di San Vincenzo al Volturno, bellissima e vuota, completamente. Era tarda mattinata, una giornata mite e assolata di marzo e l’area archeologica era completamente deserta. Questo è il punto. Eppure nei dintorni i bivacchi erano tanti e anche ben nutriti. E comunque, senza una guida competente, le pietre sono sempre mute per i profani, anche quando accompagnate da illustrazioni e didascalie, peraltro brevissime e non invogliano certo alla visita i “nostri” concittadini. Non è il tempo che aiuta a desiderare, ma è quello che con il tempo, anche se poco, si può fare di concreto per aiutare in nostro sofferente patrimonio culturale ad essere amato, desiderato e capito ma, soprattutto, protetto, per chi avrà, nel futuro, una sensibilità maggiore della nostra. La mia non vuole essere una sterile polemica, ma solo uno spunto di riflessione. Grazie.

  4. Gentilissima Alessandra,
    hai sintetizzato efficacemente la questione e di questo ti ringrazio.
    Frequento la Soprintendenza di Campobasso dal 1974 e sono stato tra i primi collaboratori quando vi lavoravano quattro gatti. Allora era diretta dalla grande Maria Luisa Mortari (alla vigilia del pensionamento) che è stata forse l’unica Soprintendente esterna che ha amato questa regione come fosse la sua patria. Poi piano piano è arrivata gente raccogliticcia, anche se piena di buona volontà. Nel pacco dei nuovi assunti anche professionisti che avrebbero potuto dare contributi di alto livello.
    Il male della Soprintendenza è stata una dirigenza ottusa e sostanzialmente incapace. Una dirigenza che è stata capace di spegnere ogni entusiasmo nel personale che man mano entrava a far parte del carrozzone.
    Una dirigenza che ha ritenuto che il patrimonio culturale molisano fosse di sua esclusiva proprietà e che il popolo dovesse essere solo un passivo fruitore delle sue capotiche scelte culturali, il più delle volte gestite con la tipica puzza al naso dei boiardi dello Stato.
    Ne è sortita una situazione di degenerazione totale che sta davanti agli occhi di tutti.
    Non basta tenere aperti i luoghi antichi, i musei, gli uffici.
    Hai perfettamente ragione. Bisogna sollecitare la condivisione delle forze locali. Bisogna sollecitare l’interesse con guide “animate” e che non siano semplici amplificatori di notizie registrate (quando si ha la fortuna di trovarle…). Bisogna far capire alla Regione Molise che non si costruisce il futuro con la scellerata iniziativa della Fondazione Cultura, un altro costosissimo carrozzone che produrrà solo aria fritta.

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