Fornelli, nel Molise, è tra i nuclei urbani più compatti. La sua struttura urbana è facilmente riconoscibile e facile è il riconoscimento della sua cinta muraria.
Sebbene nel tempo abbia subito pesanti manomissioni per una diffusa mania di mettere infissi di alluminio o pavimentazioni a coda di pavone, ultimamente comincia a recuperare il gusto del bello e del pittoresco.
Per questo motivo aspira a entrare nel grande sodalizio dei Borghi Belli d’Italia.
Un contributo notevole a definire le qualità di questo vivace paese dell’Alta Valle del Volturno viene da un volume piccolo di dimensioni ma grande di contenuto che da un paio di anni è stato pubblicato da una giovane architetto, Anna Iannarelli, con la presentazione del prof. Marcello D’Anselmo.
La ricognizione insieme agli Amministratori e a Maurizio Varriano dell’Associazione dei Borghi Belli per le vie di Fornelli per verificare le qualità dell’ambiente urbano è stata l’occasione per leggere questo saggio che mi era sconosciuto.
Nel Molise capita spesso che i libri si infilino in circuiti strani e che ha interesse a conoscerli fa fatica a trovarli.
Anna Iannarelli, con la deformazione professionale dell’architetto, cerca di dare una spiegazione logica alla formazione della struttura urbana di Fornelli attingendo non solo alle fonti ormai consuete della storia vulturnense, ma anche e soprattutto direttamente dalle architetture che si spiluppano dentro una cinta muraria miracolosamente sopravvissuta, con le sue sette torri angioine e con il palazzo dei Laurelli, alla furia degli uomini e alla inesorabilità del tempo.
Un bel volume che dovrebbe far parte del patrimonio culturale di chiunque voglia sentirsi partecipe della storia del proprio territorio.



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