L’ignobile arroganza dei violentatori di monumenti a Isernia. Appello alla eliminazione.

Appello per la eliminazione delle strutture metalliche dal Monastero di S. Maria delle Monache in Isernia

Isernia 20 febbraio 2012

Al Segretario Generale del Ministero per i Beni Culturali
Arch. Antonella Recchia
ROMA

Al Direttore Generale PA.B.A.A.A.C.
Dott.sa  Maddalena Ragni
del Ministero per i Beni Culturali
ROMA

Al Presidente  del Comitato Tecnico-Scientifico
per i Beni Architettonici e Paesaggistici
Prof. Arch. Giovanni Carbonara
ROMA

Al Direttore Regionale
del Ministero per i Beni Culturali del Molise
dott. Gino Famiglietti
CAMPOBASSO

All’Ufficio Sismico
della Regione Molise
CAMPOBASSO

All’avv. Gabriele Melogli
Sindaco della Città di
ISERNIA

In questi giorni si sta riaprendo con gran clamore la questione delle strutture metalliche applicate al monastero longobardo di S. Maria delle Monache.

Della vicenda ci siamo occupati con toni scandalistici puntando solamente ad evidenziare la totale mancanza di sensibilità da parte di tutti coloro che in qualsiasi modo hanno compiuto un gesto che offende anche il più elementare buon gusto.

Purtroppo in Italia a volte non si trovano soldi per salvare un monumento importante, un’opera d’arte che merita oppure un documento storico irripetibile mentre, invece, non si sa come, si trovano somme imponenti di denaro per fare cose oscene, costose e sostanzialmente inutili. Spesso con l’aggravante che sono pure pericolose.

La storia di queste ferraglie è tipicamente italiana perché rientrano tra quei monumenti alla inutilità che una volta realizzati non possono essere eliminati facilmente.

E ampiamente condivisa la convinzione che qualsiasi azione violenta, comunque venga fatta, nei confronti di un monumento è assimilabile ad una violenza carnale.

Il problema è che mentre un individuo violentato perlomeno sul piano ipotetico potrà in qualche modo difendersi o con una giustizia diretta o con azioni giudiziarie, i monumenti non hanno alcuna possibilità di difendersi dagli attacchi indiscriminati di persone scellerate al pari dei violentatori.

Chiunque abbia fatto l’esame di Restauro dei Monumenti nel percorso di formazione di un architetto ha imparato che nel trattare gli edifici antichi e le opere d’arte esistono delle regole e che le regole devono essere rispettate.

L’antica chiesa longobarda di S. Maria delle Monache non è il giardino di una villetta moderna. E’ uno degli edifici più importanti del Molise perché conserva la memoria di tutta la sua storia. Qualsiasi intervento di restauro sarebbe dovuto essere rispettoso della sue vicende passate e delle sue peculiarità architettoniche. Invece si è fatto un intervento che non rientra in nessuna delle regole del restauro. Un divertimento osceno senza alcuna sensibilità.

Un intervento assolutamente decontestualizzato e prepotente. La sua realtà è assimilabile ad una pubblica esibizione erotica durante la celebrazione di un funerale di vittime di una strage. Rappresentano con la loro violenza gestuale il desiderio di cancellare ogni segno del passato per ergersi a novo riferimento culturale senza alcun rispetto nei confronti di chi vede nella storia il motivo della propria esistenza in vita.

Tutto questo è avvenuto sul falso presupposto che il denaro pubblico può essere speso dalla Pubblica Amministrazione senza alcuna remora fidando sul fatto che le antiche mura di S. Maria delle Monache non sono in grado di difendersi da sole.
A questo punto appare indispensabile che chiunque abbia amore e sensibilità per i monumenti antichi si adoperi per pretendere che lo Stato adotti il solo provvedimento che possa restituire decoro alla storia di questo insigne monastero: demolire le strutture metalliche e provvedere a risarcire le ferite rimaste.

Ma oltre questo si deve pretendere che la questione venga posta anche all’Ufficio Sismico della Regione Molise perché allo scempio architettonico si deve aggiungere la disapplicazione di norme irrinunciabili per gli edifici in zona sismica.
L’inutile composizione metallica, infatti, è stata costruita senza alcun calcolo strutturale, senza indagini geologiche e senza il necessario visto sismico. Il pericolo per la pubblica incolumità e per le strutture antiche adiacenti sono ulteriori circostanze perché si proceda alla sua immediata demolizione.

Per tutto quanto sopra si chiede:

al Comitato tecnico-scientifico per i beni architettonici e paesaggistici
alla Direzione generale del Ministero per i Beni Culturali,
alla Direzione Regionale dei Beni Culturale del Molise
di adottare immediati provvedimenti per la demolizione e la eliminazione delle strutture metalliche apposte sulle absidi dell’antica chiesa longobarda di S. Maria delle Monache;

all’Ufficio Sismico della Regione Molise
di ordinare l’immediata demolizione delle strutture metalliche in assenza di necessaria indagine geologica e di deposito del Calcolo Struttura con verifica per le zone sismiche;

al Sindaco di Isernia
di emettere immediatamente ordinanza di interdizione al traffico pedonale e veicolare sulle vie su cui si affacciano le strutture metalliche di S. Maria delle Monache perché prive di necessaria verifica antisismica.
Arch. Francesco Valente

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Commenti

6 risposte a “L’ignobile arroganza dei violentatori di monumenti a Isernia. Appello alla eliminazione.”

  1. con tutti i distinguo che il caso merita,non sono del tuo parere.

  2. caro Pasquale,
    ma cosa vuoi distinguere nel momento in cui si fa violenza alla storia, alla cultura e all’architettura?
    Qui non siamo nel giardino di casa propria.
    L’autore di queste ferraglie ha approfittato della circostanza di essere funzionario pubblico e di utilizzare soldi nostri. Altrimenti lo scempio sarebbe rimasto solo nella sua mente.

  3. Ciao Franco, mi sono permesso di postarlo su Twitter. E’ orribile! E dal vivo è anche peggio …

  4. Grazie, dopo tanto tempo quest’Urlo è uscito fuori. Erano anni che sostenevo e sostengo quanto tu dici, ma ho notato che fare restauro dei monumenti è una specializzazione di pochi, grazie.

  5. Caro Franco,
    sono un giovane collega molisano che gli eventi hanno fatto approdare in Sardegna e seguo il tuo blog sempre e con molto interesse. La cosa che fa più male vedendo queste spade che trafiggono i monumenti e che sono pensate e realizzate da nostri colleghi. Girando in Italia di questi mostri purtroppo ce ne sono tanti e l’unica spegazione che sono riuscito a darmi e che costoro come i cani marcano il territorio.

  6. Carissimi,
    vi ringrazio per la condivisione.
    Fra qualche giorno riprenderò l’argomento.

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