Carissimi, la madre degli imbecilli è sempre incinta…

Carissimi, la madre degli imbecilli è sempre incinta…

Ogni volta che questo blog inizia una battaglia contro l’illegalità o semplicemente contro le cose che non condivido, pervengono commenti anonimi che qualche losco individuo concepisce nel tentativo di ridurmi al silenzio.

Poiché non ho il tempo per correre dietro questi imbecilli che molto spesso sono utili pedine di personaggi di poco conto o altre volte sono essi stessi personaggi che credono di essere importanti per il fatto che delinquono quotidianamente facendola franca, sono stato costretto a mettere un filtro ai commenti.

Pertanto ogni commento apparirà dopo un veloce controllo.

Un filtro che adopererò solamente nei confronti di chi utilizza linguaggi scorretti o che offende sul piano personale mantenedosi anonimo

Da oggi in poi i commenti anonimi (o con pseudonimi) saranno sempre bene accetti, ma saranno pubblicati solo se espressi nei limiti di una elementare correttezza.

Pubblicherò anche commenti che contengano attacchi alla mia persona, ma solamente se saranno regolarmente firmati con nome e cognome e dopo aver verificato che siano stati effettivamente spediti dal firmatario dichiarato.

Non posso farmi rovinare questa esperienza di partecipazione culturale sostanzialmente privata da imbecilli perditempo ai quali ho permesso fin troppo nel passato.

Chi non è interessato alle cose che si dicono su queste pagine, non è obbligato a leggere.

Questo è il bello di INTERNET!

Intanto con soddisfazione posso comunicare che il giorno 22 marzo 2012 il blog ha raggiunto il vertice più alto di accessi in un giorno:
1408 visitatori!

Grazie!

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Commenti

2 risposte a “Carissimi, la madre degli imbecilli è sempre incinta…”

  1. Ve odie de n’amore sctreuse

    Mmiézze a ‘sse terre ca avéte addesertate
    avéte semendàte sole spìne.
    E’ la descordia chella ca c’è nata;
    e le veléne je ha fatte da cuncime.

    Vu, ca avéte jùte lemusenijenne:

    pe re paìsce vute a ccurte e a llunghe
    all’annascùse, all’uocchie de nesciùne,
    gné zingre ca z’arrobbene re pienne.*

    Vu, ca re mesengùne ete ‘mbarate:

    a cameniè che lénga sctrascenùne,
    accundendànne che ‘ne puoscteciélle
    re scufaniète e re langarùne.

    Vu, ca ve sete fatta la cerchiéra:

    tenenne l’uasene sott’arre basctone;
    e quille accenghenite e rassegniete
    camìna a coccia bassa e chiù ‘n ze move

    gna sctà chi z’è ammalate e ‘n zarresana
    e je arremascta sole la speranza.
    Può pure chella ze perde e ze zeffonna
    E ze cunzuma che ‘na raja ‘mbiette.

    Ammescelite Re senza curona!
    Ca sctruscene le siegge de vellute
    e ze ne futtene de chi lassa radice
    ma lassene re regne arre nepute.

    E tu Majella che ‘sse canalone,
    ca spute neve ghienga e ‘mmaculata,
    chemmuò ‘n de tigne ‘na ‘nzegna de culore!
    A pennellà sse figlie zitte e sctanghe !

    Ma forse, pure tu te sié ‘nzerrata!
    O zote aspiette ca te casca ‘n gape
    ‘na occia a Primavera che t’adacca
    e t’arreveglia da ‘na brutta angusctia

    chemmuò l’ome n’ è sole carne e sanghe.
    E pure coccia sendemiende e suonne;
    e quanda sonna vede ‘ne vallone
    Ca arreporta l’acca addunna sorge.

    *In passato, ai continui furti di biancheria stesa ad asciugare, nei nostri paesi si dava erroneamente la colpa ai nomadi.

    Vi odio di un amore strano

    Fra queste terre aride
    avete seminato solo spine.
    E’ la discordia, quella che è cresciuta;
    ed il veleno ha fatto da concime.

    Voi! Che siete andati elemosinando:

    per i paesi voti, in tutti i modi.
    Nascosti agli occhi di nessuno
    Come ladri di biancheria.

    Voi! Che i profittatori avete addestrati:

    ad agire in modo servile
    accontentando con un impiego
    i senza fondo e gli avidi

    Voi! Che vi siete chiusi in circolo:

    tenendo l’asino sotto il bastone
    ed ora dolorante e rassegnato
    cammina a testa bassa e non si muove.

    Come chi si è ammalato e non guarisce
    E gli è rimasta solo la speranza
    Poi anche quella si perde e si distrugge
    E si consuma con un livore dentro

    Miserabili Re senza corona
    che strofinano sedie vellutate
    e non gli importa di chi è costretto a emigrare
    Il loro regno lo lasciano ai nipoti.

    E tu Majella con il canalone
    che sputi neve bianca e immacolata;
    perché non dai un tocco di colore
    a questa gente rassegnata, e stanca!

    Ma forse anche tu ti sei arresa!
    O immobile aspetti l’occasione
    di una goccia che ti svegli a Primavera
    e ti liberi da una fastidiosa inquietudine

    perché l’uomo non è solo carne e sangue
    è anche testa, sentimento e sogno
    e nel suo sogno vede un torrente
    che porta indietro l’acqua, alla sua fonte.

  2. Avatar Pierluigi Giorgio
    Pierluigi Giorgio

    CONDIVIDO TOTALMENTE !
    P. Giorgio

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