15 aprile 2012. Dimora del Prete. Ore 17,30. Maria Giusti presenta il suo ultimo volume a Venafro

Maria Giusti presenta E IMMENSAMENTE RESPIRO IL MARE
Domenica 15 aprile 2012, ore 17.30

Venafro, DIMORA DEL PRETE (presso la Chiesa di Cristo)

http://www.youtube.com/watch?v=VSxBj-qTBmU&feature=share

Intervista di Maria Cristina Giovannitti

Domenica, 15 aprile 2012 alle ore 17 e 30, presso la Dimora Del Prete, nel centro storico di Venafro (Is), la poetessa Maria Giusti presenterà il suo ultimo lavoro E immensamente respiro il mare, edito Aletti, Roma.
E immensamente respiro il mare è una silloge con la quale l’autrice ha partecipato al Concorso letterario organizzato proprio dalla Aletti Editore, vincendo la Menzione d’Onore. In questa raccolta di poesie sono riproposte anche altre liriche già premiate in precedenti concorsi e pubblicate in altre antologie. La serata di presentazione vedrà la presenza di Franco Valente, cultore e storico dei beni culturali in Molise, e l’intervento di tre scrittori, critici letterari e poeti della nostra terra, Amerigo Iannaccone, Ida Di Ianni e Giuseppe Napolitano. Accanto al piacere delle parole, musica e immagini arricchiranno la presentazioni attraverso un video creato dalla stessa poetessa Giusti, in cui si spiegherà il senso dell’opera, l’importanza della natura e questo senso d’immensità che pervade la nostra vita.
Maria Giusti è una giovane poetessa venafrana che «ha fatto una scelta di vita, che vive intensamente la poesia e che, per usare un’espressione di Giachery, abita poeticamente la terra», come ha scritto Amerigo Iannaccone nella Prefazione al libro.

Maria, madre e poetessa. La poesia come una “figlia”, quando è nata nella tua vita questa passione?

La poesia è non solo “figlia” ma, madre e sorella: è l’universo in cui mi perdo. Beh! Sapere esattamente quando sia nata credo sia molto difficile: non esiste data o momento preciso, “esiste” semplicemente. Io credo che essa sia parte integrante di me; è nata con me ed inconsapevolmente mi sono cibata di lei, fino al giorno in cui l’ho “veduta” ed ho finalmente appreso che non sarei potuta vivere più senza di lei. “….si adagia il tuo volere nelle mie ossa ed io, a te m’inchino”. Così dichiaro tutto il mio amore per lei nella chiusa di una mia poesia.

Quanto t’influenza la concezione pessimistica della natura de I Sepolcri di Foscolo?

Più che influenzare, credo mi appassioni! Mi appassiona il suo sentimento romantico della morte, la sua sete di libertà e di giustizia. I suoi grandi ideali. Sappiamo benissimo che “I Sepolcri” sono paradossalmente un incitamento alla vita, alla voglia di guardare avanti, di lottare sempre e comunque. E forse, proprio per questo, scelsi di discutere quest’opera agli esami di Stato, perché in quel momento stavo attraversando un periodo molto difficile, la mia salute era assai precaria e di conseguenza avevo bisogno di “credere”; avevo bisogno delle “illusioni” che, come dice appunto Foscolo, sono necessarie per continuare a vivere!  La poesia, è anche questo.

Che tipo di poesia è la tua?

La mia è una poesia semplice. Io non cerco e non voglio “impressionare” nessuno! Scrivo semplicemente e soprattutto lo faccio istintivamente, senza costrizione alcuna. Scrivo in versi sciolti, non amo scrivere in rima perché mi sentirei soffocare. Non sarei più spontanea e i miei versi diverrebbero figli di “calcoli” precisi. La mia è una poesia senza “spazio” e “dimensione”, è il mio animo che vaga liberamente. Ovviamente la “parola” quella sì che va ricercata e riveduta, ma questo non significa calcolo ma semplicemente la necessità di rendere pienamente il pensiero così come nasce nel “ventre” e farlo divenire suono. Ma questa, ahimé! Non è cosa semplice. Nessuno di noi, e soprattutto io forse, riuscirò mai a fare questo.

Qual’ è il leitmotiv di base che lega le tue poesie, in maniera anche sottile?

La “vita” questo dono meraviglioso che dura un solo “respiro” e spesso se ne perde di vista il senso. La “natura” e tutte le bellezze del creato. Ma anche la morte! Quella morte però, che non riesce mai svolgere il suo lavoro per intero: non riesce a prendersi tutto, no! ll corpo si svuota ma l’anima sopravvive, sempre.

E poi la luce è stata la prima silloge che hai pubblicato. Questo titolo fa presupporre ad una luce di “speranza”, un messaggio positivo. Tu come l’hai inteso?

Sì è vero, di speranza si tratta. La speranza di una vita migliore. La voglia e la necessità di non arrendersi mai. Quando ho scritto le poesie di questa raccolta non era mia intenzione pubblicare, il bisogno è nato immediatamente dopo la morte di mia madre, molto probabilmente dettato dalla necessità di renderle, in qualche modo, la vita eterna anche su questa terra. “E poi la luce” è dunque quella luce salvifica, figlia della sofferenza dalla quale sono riuscita a fuggire e nella quale ho colto qualcosa di “straordinario”.

Il 15 aprile sarà il momento per ‘E immensamente respiro il mare’. Ci dai qualche anticipazione? Che tipo di poesie sono?

‘E immensamente respiro il mare’ è una silloge pubblicata dalla Aletti Editore (Roma). Ha ricevuto una Menzione d’Onore lo scorso ottobre a Bari. Il libro è diviso in quattro sezioni, nella prima, “frammenti di pensiero” è appunto il mio “pensiero” che “dilaga” e diviene corpo attraverso i miei versi; nella seconda “pensieri d’amore”, parlo d’amore in senso universale; nella terza “come fossi pietra” è il mio tormento a parlare, la mia inquietudine, gli interrogativi che mi assillano; l’ultima sezione invece, “bagliori di senso” è la sezione dedicata all’attimo che fugge. All’istante che non “cogliamo”, al tempo, questo “Impavido Signore” che avanza inesorabile. Per questo libro ho preparato un booktrailer che invito tutti a visionare, cliccando su questo link: http://www.youtube.com/watch?v=VSxBj-qTBmU . Alcune delle mie poesie sono anche pubblicate su youtube con video-poesia che ritengo un mezzo assai utile per avvicinare la gente alla poesia. A proposito invito tutti a vedere un video realizzato da un grandissimo poeta siciliano (Alessio Patti), autore di numerosissimi video che realizza dietro richiesta e che io invece, ho avuto l’onore di ricevere in dono: http://www.youtube.com/watch?v=SWGpybNKVG4&feature=endscreen&NR=1 .

Cosa t’ispira a “buttar giù” le emozioni?

La necessità di superare la quotidianità che a volte è spesso difficile. La necessità di dare corpo ai miei pensieri che altrimenti resterebbero sopiti nel mio animo e dunque incompresi. Poesia dunque, come presa di coscienza ed evasione.
Attraverso di essa la mia esperienza interiore affiora, si manifestano i miei stati d’animo, le mie emozioni: è il mio “io” che si manifesta e si confronta con l’altro.
La scrittura mi permette di vedere il mondo in maniera diversa, costruendomi uno spazio mio senza dimensione dove la memoria si muove liberamente, senza costrizione alcuna, senza spazio e tempo.
E’ il mio io che cade continuamente, come risucchiato dentro di se e chiede aiuto; è il dolore che provo quando non “comprendo” e questo dolore, diviene corpo attraverso i miei versi; diviene forza esorcizzante sugli interrogativi che mi spesso assillano.
La poesia per me è panacea; è la migliore terapia per la cura dei “dolori della mente”, per la mia mente, e per questo io oggi non potrei più vivere senza di lei: “… e di lei mi nutro per non morire invano”.

Hai già altri progetti in cantiere?

Sì! In realtà ne ho, ma la vita mi insegna, ogni giorno, che è meglio fare un passo alla volta e vivere pienamente il presente. Godiamoci quest’attimo che già sta svanendo!

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