Continua la mia battaglia per lo scandalo dell’Auditorium di Isernia.
Giuridicamente incomprensibili gli atteggiamenti della Procura della Repubblica.
La Procura di Isernia vuole escludermi dal procedimento dell’Auditorium.
Lo fa con un inaccettabile sistema: su cinque ipotesi di reato da me segnalate (truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, rifiuto di atti d’ufficio, favoreggiamento e associazione a delinquere) procede solo su una, la prima, nella quale non rivesto la qualità di parte offesa perché è un reato ai danni dello stato. Sulle altre si limita a non esprimersi, togliendomi anche il diritto a interloquire.
Così non mi viene consentito di partecipare all’incidente probatorio in corso che, è bene ricordarlo, si sta svolgendo solo ad una delle mie innumerevoli opposizioni accolte dal gip.
In questo modo l’indagine va avanti gravemente menomata: con la sparizione di almeno quattro gravi ipotesi delittuose da me segnalate e con la mia estromissione.
Restano così in gioco solo gli indagati e un inquirente, la Procura isernina, tutt’altro che convinta della sussistenza dei reati e quindi tutt’altro che determinata, come provano le ripetute richieste di archiviazione, per fortuna mai accolte dal GIP.
Si tratta di comportamenti gravissimi a fronte dei quali ho già chiesto l’intervento della procura generale presso la corte di appello di Campobasso.




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