Tornano all’attacco gli Attila nostrani: la bretella di Venafro e la ricaduta occupazionale.

Siccome a venafro stavamo scarsi a disastri, adesso si cerca di incrementare la distruzione del territorio con un’opera sciagurata che va sotto il nome di BRETELLA.

Non bastavano i matti sciolti. Ora si aggiungono anche i rappresentanti istituzionali che, invece di tutelare il territorio, cercano di accelerare il processo di degenerazione.

Anche di fronte ad opere che si devono fare spendendo imponenti somme di denaro per ottenere risultati illogici ed inutili.

Dalla stampa nostrana si legge: “Nemmeno gli agricoltori devono temere per la bretella, perché l’opera che si andrà a realizzare non è certamente un’opera di cementificazione selvaggia.”

Non so quale agricoltore riceverà benefici da questo ulteriore elemento di sconnessione e di divisione del territorio.

Ormai a  Venafro c’è gente che si sveglia la mattina e diventa scienziato, urbanista, ecologista, frittomistista, cazzatista, operatore sociale e mago dell’assetto del territorio.

Gente che non ha mai fatto nulla di concreto per il territorio che pontifica dicendo e proponendo CON I SOLDI DEI CITTADINI operazioni che vanno a solo ed esclusivo vantaggio di imprenditori a cui non interessa nulla della tutela del territorio e di amministratori molto spesso intruppati in consigli di amministrazione che hanno vantaggi non solo politici dalla realizzazione di quelle opere scellerate.

Dice la stampa che  “si pensa di chiudere l’iter amministrativo entro la prossima primavera per poi, entro l’estate del 2013, all’appalto dell’opera. Il termine ultimo per chiudere la partita pare che sia dicembre 2013. Per questo la Commissaria Ocello sta spingendo perché si arrivi a scrivere la partita fine sulla vicenda della bretella che, se realizzata, porterà lavoro con un indotto di grande ricaduta occupazionale”.

Ormai quando si vuole giustificare un’opera ingiustificabile basta parlare di ricaduta occupazionale e i pesci abboccano!

Per carità pelosa non entro nel merito della scelta dei tecnici che sono mobilitati per questa sciagurata opera…. ma saremo costretti a denunciare questo ennesimo sperpero di denaro pubblico nella piena consapevolezza che l’opera non serve a nulla di quanto viene DEMAGOGICAMENTE detto nei titoli dei comunicati degli interessati economicamente all’opera.

Sull’assurdità dell’opera basta vedere il tracciato:

 

GUARDATE LA CARTA DEL TERRITORIO

Questi sciagurati non conoscono neppure le basi della geometria elementare:

Per andare da A a B secondo questi matti si dovrebbe passare per il punto C.

OGNI COMMENTO E’ ASSOLUTAMENTE INUTILE

 

 

 

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Commenti

Una risposta a “Tornano all’attacco gli Attila nostrani: la bretella di Venafro e la ricaduta occupazionale.”

  1. A Roma, quando viene fatta un’opera asurda oppure si rimanda un espropio necessario per un’opera veramente mecessaria e tante altre cose di questo genere, ci si domanda: ma chi ci abita la’: cui prodest, dicevano i latini.
    Non ci sarà forse in località qualcosa che interessa a “qualcuno”?
    Sarà forse una fesseria, ma ho detto la mia.
    Ciao Franco
    Donatella Capo

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