Non si può vedere, ma esiste. Il castello di Civitacampomarano
Il Castello di Civitacampomarano
E’ situato su un grande banco di arenaria nell’entroterra molisano nella valle del Biferno. Da qualche decennio appartiene al Demanio dello Stato che ne ha promosso il restauro attraverso il Ministero per i Beni Culturali.
Poco si sa delle sue origini, ma la circostanza che nella Cronaca Cassinese all’anno 993 si richiami la donazione del presbitero Pietro di una terra alla chiesa di S. Maria intus Civitam betere Campo Maurani ragionevolmente fa ritenere che già in epoca tardo longobarda esistesse una qualche struttura fortificata le cui tracce si sono definitivamente perse negli adattamenti dei tempi seguenti.
Dal Catalogus Baronum il feudo di Civitacampomarano risulta avere una certa consistenza, nonché abitato, nella prima metà del XII secolo, sebbene nulla si conosca della struttura muraria normanna che, presumibilmente, era un adattamento di un impianto quasi quadrato posto nella parte apicale dell’abitato: Matheus filius Justasine tenet de eodem Hugone filio Acti Civitatem Campi Marini, et Casale Mirabellum quod est sicut ipse dixit feudum ij militum…
Sicuramente le grandi trasformazioni, con l’aggiunta di quatto torrioni circolari, sono riconducibili al XIV secolo. Sappiamo che all’epoca di Carlo d’Angiò Civitacampomarano sia stata assegnata a Paolo Marchisio per passare ai tempi di Carlo lo Zoppo nel dominio dei del Balzo. Tuttavia è da ritenere che solo durante il regno di Roberto d’Angiò, come accade per buona parte dei nuclei urbani molisani, il castello abbia assunto la forma turrita che ancora si riconosce nonostante le trasformazioni successive.
Nel 1328 è documentato come feudatario Nicola di Boiano. Carlo III di Durazzo (1381-1386) assegnò Civita alla moglie Margherita, che, dopo averla tenuta per un decennio, la cedette a Iacopo di Marzano. Alla fine del regime angioino il castello era della famiglia Zurlo.
Una sostanziale trasformazione del castello è riconducibile al periodo immediatamente successivo all’ascesa di Alfonso d’Aragona al trono di Napoli subito dopo la storica battaglia di Sessano del 29 giugno 1442 della quale fu protagonista Paolo di Sangro al quale Civitacampomarano fu assegnato nel 1443.
Lo stemma posto sul portale catalano del lato orientale del castello riconduce proprio a PAULUS DE SA(ngro) la committenza dei grandi lavori di adattamento alle nuove esigenze militari.
Paolo di Sangro, già al servizio di Antonio Caldora, capitano dell’esercito angioino, era passato nel 1442 al servizio di Alfonso I d’Aragona durante il decisivo scontro di Sessano dove consegnò alla storia un’immagine poco edificante della sua persona. Il cambio di campo, che fu determinante per la vittoria di Alfonso, si legge nel suo stemma di tre bande di azzurro in campo di oro sottoposto al grande drago alato che regge tra gli artigli due gigli francesi capovolti.
Il carattere catalano, però, non si ritrova solo nei riferimenti araldici ed ideologici, ma anche negli elementi stilistici della parte strutturale dell’arco che si inquadra nella grande produzione di portali ad arco ribassato con una cornice tagliata a manubrio, che costituì un vero e proprio marchio della presenza aragonese nell’Italia Meridionale.
Paolo di Sangro ottenne anche il feudo di Torremaggiore ma continuò, comunque, a partecipare ad azioni militari a servizio di Alfonso d’Aragona. Questa circostanza fa immaginare che la grande fortezza di Civitacampomarano strategicamente abbia costituito un presidio interno a un territorio che, per la sua asprezza, appariva utile per la sua organizzazione militare che si avvaleva di un numero consistente di cavalieri.
Il 1 novembre del 1450 Paolo sicuramente si trovava nel Castello di Civitacampomarano, in quadam camera dicti castri a latere sale ipsis versus septentrionem, per sottoscrivere il contratto di matrimonio di sua figlia Altabella con il conte Cola di Monforte.
Non si conosce esattamente la data della morte di Paolo di Sangro. Secondo alcuni sarebbe morto in uno scontro ulteriore con i Fiorentini nel 1454. Secondo altri sarebbe invece morto nel 1460. Sicuramente seguì personalmente le trasformazioni del castello che fu anche la residenza della sua famiglia. Secondo G. Palma le parti aggiunte rivelano una forte influenza delle tecniche militari applicate da Francesco Di Giorgio Martini alle sue architetture.
Di particolare interesse non solo la complessa articolazione del sistema delle bocche di fuoco, ma anche il disegno delle feritoie che presentano elementi originali per la tenuta delle armi che non sembrano ritrovarsi in altre strutture castellane dell’epoca.
Nel cortile da qualche anno è stata sistemata una fontana che proviene dalle campagne di Montefalcone. E’ una singolare composizione ispirata alle architetture di Pirro Ligorio, l’architetto napoletano che lavorò per papa Paolo IV, al secolo Giovanni Pietro Carafa, imparentato con i Carafa che furono feudatari e vescovi nel Molise.
Qualche anno dopo la morte di Paolo IV, nel 1567, mentre era papa Pio V, Carlo Carafa, nipote del papa Paolo IV e illustre esponente della famiglia napoletana, fu fatto vescovo di Guardialfiera. Il collegamento con le opere di Pirro Ligorio è inevitabile.

Bibliografia essenziale
A. DI COSTANZO, Historia del Regno di Napoli. Napoli 1735.
B. CROCE, Cola di Monforte conte di Campobasso, (ristampa) Campobasso 2001.
AA. VV., Il Castello di Civitacampomarano, Storia, archeologia, restauro, Campobasso 2007.
O. PERRELLA, Civitacampomarano, Castello angioino, in Atlante Castellano del Molise, Campobasso 2011.
G. PALMA, La Roccaforte di Civitacampomarano nel Molise e gli interventi di concezione martiniana, in Bollettino d’Arte (Gennaio/marzo), Roma 2011
F. VALENTE, Il Castello di Civitacampomarano, in Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise, in preparazione.
F. VALENTE, Il portale di Paolo di Sangro nel Castello di Civitacampomarano, in http://www.francovalente.it/2008/03/10/il-portale-di-paolo-di-sangro-nel-castello-di-civitacampomarano/
F. VALENTE, Paolo di Sangro, sua figlia Altobella e Cola di Monforte in http://www.francovalente.it/2009/07/30/il-castello-di-civitacampomarano-paolo-di-sangro-sua-figlia-altabella-e-il-conte-cola-di-monforte/
F. VALENTE, La fontana dei Fauni nel Castello di Civitacampomarano, in http://www.francovalente.it/2007/12/21/la-fontana-dei-fauni-nel-castello-di-civitacampomarano/






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