“O prufessore” ha preso una cantonata saracena

“O prufessore” ha preso una cantonata saracena
Franco Valente

Credo che il desiderio di vendetta a volte giochi cattivi scherzi.
Eppure S. Giacomo il Minore aveva consigliato: Scitis, fratres mei dilectissimi. Sit autem omnis homo velox ad audiendum; tardus autem ad loquendum, et tardus ad iram. Ira enim viri, justitiam Dei non operatur (Jacobus 1,19-20).
In altri termini S. Giacomo il Minore voleva dire che l’uomo deve essere molto lesto ad ascoltare e molto lento nel parlare ed ancora più lento nell’adirarsi.
Evidentemente il prof. Marazzi, da quando gli hanno tolto ”la pazziella” dello scavo archeologico di S. Vincenzo, non sa più a chi rivolgersi e, senza ascoltare i consigli di Giacomo il Minore, non ha riflettuto abbastanza prima di sparare una pallonata nei confronti del suo maestro Richard Hodges.

Richard Hodges, il grande ed indiscusso archeologo di S. Vincenzo al Volturno, in occasione della 19esima Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, in corso a Rovereto a cura del Museo Civico ha spiegato che i Saraceni, come si apprende dalla cronaca scritta dal monaco Giovanni, erano mercenari assoldati dal vescovo Attanasio di Napoli, che annientando quel monastero pote’ estendere i confini entro cui riscuotere i tributi e sfruttare i poteri territoriali.
La dichiarazione è stata riportata dall’AGI e non è sfuggita al prof. Marrazzi che, senza contare fino a 10, si è affrettato a diramare una sua spericolata interpretazione della vicenda prendendo una cantonata di dimensioni apocalittiche.

Caro Hodges,
la tua lontananza ormai decennale dagli scavi di san Vincenzo al Volturno deve evidentemente aver contribuito a rendere le tue memorie relative a questo sito un po’ annebbiate; cosa comprensibile, perché nel frattempo tu ti sei occupato di tanti altri scavi importanti. Ma se i ricordi si sfrangiano e il senso dei fatti che si raccontano diviene meno chiaro, allora sarebbe bene astenersi dal fare dichiarazioni in pubblico che impastano il senso della storia.
Differentemente da quanto tu dici, il Cronista del secolo XII non ha mai neppure lontanamente ipotizzato che fosse stato il vescovo e duca di Napoli, Atanasio II, a far assalire dai “Saraceni” il monastero di San Vincenzo al Volturno in quel fatidico 10 ottobre 881. Egli si mostra invece convinto che, a razziare il monastero fossero stati sì dei guerrieri di fede islamica, ma spende l’intero III libro del Chronicon Vulturnense per spiegare che questi infedeli agirono “in proprio”, partendo dalle basi pugliesi dell’emirato di Bari, sotto la guida dell’emiro Sawdan.
(….)

Per concludere: caro Hodges, la storia e l’archeologia sono cose delicate, da trattare con cura. Se se ne vuole discutere in pubblico si deve usare sì un linguaggio semplice, ma non bisogna mai scantonare nel romanzo e tradire la memoria di chi è vissuto prima di noi e che, non potendo più parlare, può solo contare sulla correttezza e l’attenzione dei ricercatori di oggi per non vedere travisata la propria identità.
Prof. Federico Marazzi
Università Suor Orsola Benincasa – Napoli
Responsabile dei Laboratori di Archeologia Medievale di
San Vincenzo al Volturno

Marazzi evidentemente conosce una edizione ridotta del Chronicon Vulturnense, forse pubblicata da una casa produttrice di storie a fumetti.
Oppure, forse, non possiede l’edizione integrale della Cronaca.
Altrimenti avrebbe saputo che il Chronicon Vulturnense racconta più di una volta lo stesso episodio con due versioni diverse.
Se invece di sparare la pallonata il Marrazzi, dopo aver contato fino a 10, avesse aperto il capitolo riportato dal Federici nel I Volume, avrebbe avuto conoscenza dell’episodio, peraltro ripreso integralmente dal cronista Erchemperto.

Tra l’altro proprio in questo sito lo avevo riportato nello stesso giorno in cui l’AGI diffondeva la dichiarazione di Richard Hodges ( vedi : http://www.francovalente.it/?p=1029 )
(Chronicon Vulturnense. Edizione Federici, vol. I, pp.356.371: Prologus domni Johannis venerabilis abbatis in ystoria decollatorum nungentorum monachorum huius monasterii)
Lo stesso Atanasio, suo fratello, si fece principe al suo posto. Adalgisio, poi, mentre occupava il paese di Trivento, come ostaggio, tornando alla propria città, fu ucciso dai generi, nipoti ed amici durante il viaggio, non lontano dalla città, nel venticinquesimo anno del suo principato ed al suo posto fu messo Gaidei figlio di Radelgario. Nello stesso tempo il vescovo Atanasio era presule di Napoli, come capo dell’esercito.
Facendo egli pace con i Saraceni e collocandoli per la prima volta nel porto e tra le mura della città, essi, distruggendo tutta la terra di Benevento e quella romana e parte di quella di Spoleto, saccheggiarono tutti i monasteri e le chiese le città e i paesi, i villaggi, i monti e i colli e le isole. Ed allora, oh dolore, la gente paragona quasi a vendetta dei (nostri) peccati, sfrenata per giudizio divino, calpestando senza alcun timore i santuari consacrati da culti divini, non ponendosi alcun limite. Persone di ogni età, di ogni sesso, senza alcuna pietà erano continuamente uccise, nè vi era chi potesse salvare i destinati a morire ed anche offrire qualche sollievo. Infatti è scritto: “la spada vendicatrice di Dio mangiava le carni”. (Traduzione di Gennaro Morra).

E meno male che Marrazzi ha paternalisticamente affermato che la storia e l’archeologia sono cose delicate, da trattare con cura e non bisogna mai scantonare nel romanzo

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Commenti

2 risposte a ““O prufessore” ha preso una cantonata saracena”

  1. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Su Nuovo Molise Oggi (14 ottobre 2008, p. 11) è riproposta la “pallonata” del prof. Federico Marrazzi [sic] contro Richard Hodges.

  2. Avatar RionereseStelioSoriani
    RionereseStelioSoriani

    Se il prof Marazzi è prof nell’Univ di Orsola saprà che Papa Ciriaco riaccompagnò la vergine con le sue undicimila compagne vergini. Poi le infelici caddero in mano degli Unni i quali…..vivificarono il martirio . Ciriaco fu buon papa ad accompagnare le poverine solo per metà strada? Noi dal diz della Pizzagalli, Sanscrito, imparammo che “papa” = ‘cattivo’.

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