Se cerco un motivo per cui io mi debba sentire contento questa sera, lo trovo nella circostanza temporale che è finita la boiata delle celebrazioni del 150° dell’annessione dell’Italia del sud agli interessi dell’Italia savoiarda.
Le celebrazioni sono finite con lo stesso botto con cui era iniziata l’unità nazionale: l’Italia del Sud pagherà per le delinquenziali manovre delle banche europee.
Nel Molise del centocinquantesimo dell’annessione all’Italia savoiarda rimane il monumento alla imbecillità dei nostri politici paesani: l’Auditorium di Isernia.
Una costruzione inutile e faraonica che doveva essere inaugurata in concomitanza con le feste che il Governo nazionale aveva programmato in tutta la penisola e che miserevolmente è stata inaugurata con una sfilza di reati contestati dall’Autorità di Vigilanza sui pubblici contratti.
Doveva costare 5 milioni di euro. Costerà, se riescono a trovare i soldi per finirlo, 56 milioni di euro.
Doveva essere inaugurata nel marzo del 2011 alla presenza del Capo dello Stato. E’ stata inaugurata con la presentazione di un libro di canzonette napoletane utilizzando l’ingresso dell’Auditorium, l’unica parte utilizzabile dell’immenso pachiderma.
La storia siamo noi, ma le porcherie le fanno i nostri amministratori!


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