Sul problema dell’attraversamento di Venafro, in tempi non sospetti, Giampaolo (un tecnico rimasto anonimo) fece una considerazione che, alla luce delle assurdità autostradali che si vanno predicando, appare sempre più seria.
Premessa e ribadita la nostra contrarietà all’autostrada intesa come strumento per collegare velocemente due punti escludendo tutti quelli intermedi, dobbiamo ragionare in termini di efficienza e migliorabilità dell’esistente e siamo fermamente convinti che l’esempio dell’Umbria, con la superstrada a 4 corsie, sia il riferimento che dobbiamo sostenere.
Il progetto che il Comitato di Affari del Molise intende sostenere ha solo la finalità di spendere una montagna impressionante di denaro senza che, necessariamente, a tale spesa corrisponda un beneficio complessivo.
Per questo motivo, non essendo dimostrato il beneficio finale, è semplice verificare le madornali incongruenze.
Vediamo il NODO DI VENAFRO.
E’ noto che il segmento ROCCARAVINDOLA-VENAFRO sia gravato dalla sovrapposizione del traffico di due direttrici di grande comunicazione:
A) NAPOLI (Campania) – PESCARA (Abruzzo)
B) ROMA (Lazio) – MOLISE (Puglia).
Il grafico schematizza le due direttrici.
Più particolarmente tutto il traffico attraversava Venafro. Con la realizzazione della bretella ROCCARAVINDOLA-SESTO CAMPANO si è risolto una parte del problema spostandolo a Sesto Campano da dove si deve seguire la vecchia statale per giungere a CAIANELLO.
Rimane, apparentemente, da risolvere solamente il problema del traffico sulla direttrice MOLISE (Puglia) – ROMA (Lazio).
Il Comitato d’affari per il momento mette da parte il problema del tratto SESTO CAMPANO – CAIANELLO e si concentra sulla realizzazione di un faraonico collegamento tra SESTO CAMPANO e ROMA.
Da SESTO CAMPANO (tutto SOPRAELEVATO E CON VIADOTTI SPETTACOLARI) dovrebbe partire un corno stradale che si dovrebbe infilare sotto il Colle di S. Nazzario (uno dei punti paesaggisticamente e storicamente più interessanti ed incontaminati della piana di Venafro) per introdursi nella montagna all’altezza di Vallecupa con una nuova galleria di oltre DUE CHILOMETRI e uscire dall’altra parte con un altro viadotto che dovrebbe scavalcare S. PIETRO INFINE per raggiungere in sopraelevata S. VITTORE ed innestarsi sull’Autostrada del Sole all’altezza dell’attuale casello.
Per dare l’idea di quanto sia grande l’area che necessita per la confluenza di due Autostrade basta osservare l’innesto tra l’Autostrada del Sole con la bretella con il Nord all’altezza di Colleferro-Valmontone o quello molto più piccolo ipotizzato al Torrino di Roma.
Ma questi problemi sono degli abitanti di S. Pietro Infine e di S. Vittore.
Al Comitato di affari molisano non interessano.
Ammesso che questo pateracchio risolva il problema del collegamento tra il MOLISE (Puglia) e ROMA (Lazio) resterebbe integralmente irrisolto quello del collegamento con CAIANELLO.
Di qui la necessità di realizzare in futuro un altro collegamento autostradale con la Campania e una nuova sopraelevata spettacolare che passi sopra Taverna Vecchia di Sesto Campano per andare a creare un altro innesto auostradale a CAIANELLO (dello stesso impatto di quello di S. Vittore).
Se il Comitato di affari si fosse preoccupato di queste cose avrebbe dovuto ragionare in termini di risparmio e di razionalizzazione del percorso.
La cosa più ovvia sarebbe stata quella di progettare un solo innesto autostradale sull’Autostrada del Sole e la cosa ancora più ovvia sarebbe stata quella di forare la Montagna di Cesima ed innestarsi con soli 5 chilometri di strada (in gran parte in galleria) all’altezza di Mignano Montelungo.
In tal modo sarebbe definitivamente risolto il problema del collegamento PESCARA (Abruzzo) – NAPOLI (Campania) e MOLISE (Puglia) – ROMA (Lazio) e si darebbe finalmente il casello a Mignano Montelungo che lo reclama da decenni per le comunicazioni con le aree interne di Roccamonfina.
Ovviamente noi siamo per una SUPERSTRADA A QUATTRO CORSIE che sia semplicemente la prosecuzione diretta dell’attuale bretella ROCCARAVINDOLA – SESTO CAMPANO, secondo lo schema che segue e che anche i bambini riescono a capire.





Lascia un commento