Nicolaus di Mira, il santo che porta i doni. Da S. Nicola a Babbo Natale è uno dei santi più venerati nel Molise.

Non c’è paese del Molise che non abbia una chiesa con una statua o un quadro di S. Nicola. E se manca vuol dire che qualcuno l’ha fatto sparire. Come è accaduto recentemente a Guglionesi dove hanno rubato la tela seicentesca dalla chiesa che gli è dedicata

E’ uno dei santi più venerati nella regione.
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Venafro

S. Nicola di Mira, nella tradizione iconografica, viene rappresentato vestito da vescovo, perché lo era stato nella sua città, oppure con un bambino a lato, Deodato, preso per i capelli mentre mantiene una coppa, oppure con tre bambini nudi in un piccolo tino di legno.

Ma l’attributo che più ricorre sono le tre palle d’oro che egli regge su un libro.
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SepinoS.Nicola     Sepino.S.Nicola
Sepino

La leggenda di Deodato, il bambino salvato dalle acque, viene riportata da Jacopo da Varagine e rac­conta di un uomo che pregò il Santo perché gli facesse avere un figlio; in cambio egli lo avrebbe portato in pellegrinaggio presso la sua chiesa dove avrebbe of­ferto una coppa d’oro. Il figlio nacque e diven­ne adulto, sicché il padre decise di sciogliere il voto facendo realizzare la coppa promessa. Questa fu fatta così bene che l’uomo ne volle far fare un’altra dello stesso valore per tenerla in casa.
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Pietracupa                              Cercemaggiore                               Guardialfiera

Dopodiché prese la via del mare con il figlio per raggiungere la chiesa di S. Nicola. Durante il viaggio il genitore chiese al ragazzo di raccogliere dell’acqua dal mare con la coppa destinata all’altare, ma quest’ul­timo, essendosi sporto eccessivamente, cadde in mare e scomparve tra i flutti. Nonostante la disgrazia, il padre disperato volle andare ugualmente alla chiesa del Santo, dove tentò tre volte di offrire l’altra coppa appoggiandola sull’altare, ma questa veniva respinta da una forza invisibile, finché, all’improvviso comparve il figlio con la coppa in mano. A questo punto il padre, felice per la grazia ricevuta, donò am­bedue i vasi e partì raccontando a tutti del mi­racolo.

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S.Giuliano del Sannio

I bambini che escono dal tino ricordano, invece, l’episodio di quell’oste che, rimasto senza carne, li aveva fatti a pezzi e messi in salamoia. Anche in questo caso Nicola, venutolo a sapere, intervenne facendoli resuscitare.

Ma l’episodio che più degli altri ha alimentato la fama di Nicola protettore dei fanciulli è quello delle tre giovinette che ricevono le monete d’oro.
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Castel del Giudice

Un padre cattivo, trovandosi in difficoltà economiche, decise di avviare alla prostituzione le sue tre figlie. S. Nicola, saputa la cosa, di notte lanciò dal camino tre monete d’oro nella casa dove le tre ragazze erano tenute prigioniere, sicché il padre risolse i suoi problemi e le figlie furono salve.

Questo episodio piano piano è divenuto il simbolo del Natale. E non solo perché S. Nicola si veneri il 6 dicembre, in periodo prossimo alla festa.
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Venafro

Nel tempo, come spesso accade, l’immagine religiosa è stata catturata da chi aveva interessi commerciali ad utilizzarla. Così avvenne ai primi dell’Ottocento quando un americano di origine olandese, John Pintard, (lo racconta con dovizia di particolari Charles W. Jones, San Nicola, ed. Laterza) riuscì a farlo diventare protettore di Nuova Amsterdam, poi divenuta Nuova York.

La commemorazione cominciò a ripetersi con un banchetto annuale nel periodo natalizio e la distribuzione di doni fu accompagnata dall’immagine di Santa Klaus (abbreviazione di S. Nicolaus) che arriva di notte dall’alto.

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Capracotta

La cosa prese piede e Washington Irving  qualche tempo dopo ebbe l’idea di far fare scatole metalliche con l’effige di S. Nicola per conservare dolci da distribuire ai ragazzi il primo giorno di ogni anno.

Furono scritti anche dei versi:
O uomo buono, o uomo santo, che chiamiamo Santa Klaus!
Ogni cuore ferve di gratitudine
per i doni che con tanta bontà distribuisci
alle fanciulle da te amate e ai ragazzi del tuo cuore.
Orsù vieni con i tuoi panieri e le tasche ben colme.
Le nostre calze ti aiuteranno ad alleggerire il tuo carico.
E non dimenticare i famosi grandi biscotti….

Dal 1822 all’immagine di Santa Klaus furono associate delle renne ed una slitta carica di giocattoli mentre in mano gli furono messi tre sacchetti sfavillanti di oro.

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 S. Elia a Pianisi                                                   Colle d’Anchise

Verso la fine del secolo cominciava a cambiare anche il suo abbigliamento. Il “New Mirror” lo mostrò con un copricapo di pelliccia e le scarpe con le fibbie.

Così vestito e per la presenza delle renne nella fantasia dei ragazzi americani Santa Klaus fu immaginato come vivente al Polo Nord dove aveva la sua fabbrica di giocattoli.

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La Coca-Cola non poteva rimanere indifferente al grande richiamo di Santa Klaus e affidò al disegnatore Haddom Sundblom il compito di sacralizzare definitivamente l’icona commerciale di Babbo Natale che fece la sua prima apparizione sulle confezioni negli anni Trenta.

A noi piace ricordare il santo Nicola che porta le tre monete d’oro alle tre fanciulle in età di matrimonio per liberarle dal padre cattivo. Però, se capita di andare a Mira (oggi Demre), in Turchia, a rivedere il sarcofago in pietra da cui i marinai baresi trafugarono il suo corpo nel 1087, vi accorgerete che, anche nel luogo dove il vescovo amico dei bambini visse, la sua immagine si è trasformata in  un moderno “Baba Noel”.

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Vastogirardi

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