Le reliquie di S. Patrizia e quelle dei santi Nicandro e Marciano
Oggi 25 agosto si festeggia S. Patrizia. La sua data di morte è controversa per la confusione che si fa sul nome dell’imperatore che la perseguitò. Secondo alcuni era Costanzo II (337-361), secondo altri Costante II (668-685). La storia delle sue reliquie si intreccia con quella dei santi Nicandro e Marciano.
Se ne occupò anche Cosmo De Utris nei suoi Annali di Venafro, scritti agli inizi del XIX secolo e rimasti ancora inediti.
Riporto un estratto relativo proprio alla vicenda delle reliquie.
Cosmo De Utris, Annali di Venafro, ms. sec. XIX
E’ da sapersi che S. Basilio nacque in Cesarea di Cappadocia nel 329, ove morì nel 379; studiò in Costantinopoli, indi in Atene; circa il 355 si diede alla vita monastica in una solitudine nella Provincia di Ponto, in dove anche si ritirarono S. Gregorio Nazianzeno, e parecchi fratelli di esso Basilio, che poi divennero tanti celebri vescovi; i suoi istituti diretti alla contemplazione insieme ed all’azione, furono abbracciati dalla maggior parte de Monaci dell’Oriente, cosicché in breve si dilatò la sua Religione; e prima che S. Basilio nel 370 fusse fatto Vescovo di Cesarea sua padria, vediamo la sua Religione in Napoli nel Monastero di S. Nicandro, e Marciano, che fu poi di S. Patrizia.
Questa Santa nativa di Costantinopoli, d’onde fuggì per non aderire alle nozze propostole dall’Imperator Costanzo, menando seco eunuchi e donne, tra le quali la sua nutrice Aglaja, approdò in Napoli, visitò Roma, ove fu da papa Liberio vestita con abito di Religiosa : visitava essa frequentemente il monastero de Basiliani (in dove forse vi erano i suoi paesani) sotto il titolo di S. Nicandro, e Marciano in detta città di Napoli: ed in un giorno segnandovi una croce sul muro, profetizzò che essa sarebbe stata ivi sepolta, ed i monaci dovevano essere rimossi da quel luogo; saputasi la morte di Costanzo, che sortì a Decembre del 361 ritornò in Costantinopoli: vendé tutti li suoi averi: li applicò ad opere pie, ritenendosi il solo denaro bisognevole per la fondazione di un monastero di donne. Fece il giro della Palestina: visitò quei santi luoghi: e ritornando in Napoli approdò nel Castello Lucullano ove infermatasi morì nel 365, e forse più tardi.
La nutrice Aglaja in seguito di una visione, pose il corpo della Santa sopra un carro tirato da due buoi indomiti senza guida, li quali lo trasportarono nella Chiesa suddetta di S. Nicandro, e così i monaci dopo pochi anni dovettero sloggiare da quel luogo, e cederlo alle Religiose donne di S. Patrizia, e la Chiesa mutò il suo titolo.
All’incontro sappiamo che la Chiesa di S. Nicandro di Venafro esisteva nel 955. Vi troviamo quattro celle ed alcuni monaci sotto un lor capo chiamato Priore nel 1328, e 1416. L’immagine di S. Basilio sistente anche oggi sopra la porta di quel monastero, che poi fu dato in commenda ci dimostra che fu un tempo de Basiliani.
Può dunque credersi, che avendo li Basiliani l’origine e corrispondenza ne luoghi di Costantinopoli, Ponto e Cappadocia, avessero essi ritirati dalla vicina Mesia li corpi di S. Nicandro, e Marciano circa il 360 in 70, appunto quando li barbari miscredenti minacciavano di totalmente invaderla, e che essi Basiliani l’avessero trasportati per mare nel Monastero di Napoli, a cui non per altra ragione potettero dare il titolo di S. Nicandro.
Ed indi sloggiando, avessero quei sacri pegni trasferiti ad altro loro monastero, e presto o tardi in questo di Venafro.
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