Il Partito Demotivatico nel Molise

Il Partito Demotivatico nel Molise

Franco Valente

StemmaxBLOG

Nel Molise (ma il malore è italiano) a sinistra (sic!) si soffre di “demotivaticismo strutturale”.

Non faccio parte di nessun organo del Partito Democratico molisano e, da iscritto sul quale pende una espulsione mai ufficialmente revocata, partecipo ogni tanto a qualche riunione aperta al pubblico.

Nel Partito Demotivatico molisano almeno è rimasta questa libertà.

Ho assistito alla introduzione dell’ultima assemblea e sono rimasto sconcertato per quello che è avvenuto. Il Presidente si è seduto alla presidenza, ha annunziato con tre parole che si era dimesso irrevocabilmente, è andato a fumarsi una sigaretta e poi è rimasto in sala ad ascoltare pazientemente le scemenze che si sono dette successivamente.

Compreso il mio intervento con il quale, da esterno, ho sostenuto che questa Assemblea non ha più alcuna legittimazione perché i rappresentanti rappresentano solo se stessi.

Mi sono venute a mente gli ultimi sprazzi del grande movimento del “68” quando le grandi idee si erano ridotte a celebrazioni liturgiche  per l’istituzionalizzazione di qualche segreteria di gruppi ormai in libera uscita.

Mentre dicevo le mie parole in libertà, ho avuto la sensazione che il Partito Demotivatico del Molise, del quale, stando alla tessera, faccio parte, sia diventato come quel drappello di cani sciolti dalle più svariate dimensioni, pezzature e razze che a primavera vedo passare davanti a casa mia trotterellando appresso a una cagna in calore che prende ora una direzione ora un’altra mentre tutti vanno dietro nella speranza di avere una agognata ricompensa.

L’aspetto inquietante del drappello canino è l’assoluta mancanza di espressione nelle facce dei cani i quali non mostrano alcun tipo di turbamento, di passione, di speranza, di gioia, di dolore.

Seguono zig-zagando la cagna che sparge nell’aria i segnali della sua ovulazione mandando messaggi che  tutti cercano di interpretare, a prescindere dal risultato finale.

Il paragone vale ancora di più se provo ad analizzare le razze di provenienza ideologica dei  componenti del nuovo soggetto politico di cui faccio parte.

Cani grossi che fanno ricordare vagamente i molossi del Partito Comunista. Cani veloci come levrieri che sembrano allenati nelle segreterie della Democrazia Cristiana. Cagnolini da salotto radical-chic. Spinoni da riporto del sottobosco cattolico. Qualche dalmata pezzato del disciolto Partito Socialista.

Insomma, forme incerte che evocano vagamente nelle sopravvivenze genetiche antiche e gloriose razze politiche.

In questo bestiario molisano del quale faccio parte è difficile capire quale sarà la razza finale conseguente alla variazione clinale in atto nei singoli soggetti.

Intanto, mentre aspettiamo che la cagna decida con quale soggetto accoppiarsi, prevale una forte demotivazione che non lascia ben sperare.

Ho l’impressione che il numero di cani che sarà attirato da altri profumi sia destinato ad aumentare.

Tonino e Michelone tengono la coda alzata.

Intanto, per sicurezza, mentre mi tenevo il naso tappato me ne sono andato. Nessuno se ne è accorto.

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Commenti

5 risposte a “Il Partito Demotivatico nel Molise”

  1. Avatar Francesco
    Francesco

    come sempre solo la verità!

  2. Carissimo Franco,
    leggo sempre volentieri le stimolanti notizie provenienti dal tuo blog. Vorrei dare alcune mie valutazione su tre argomenti da te trattati:
    -la questione del PD in Molise e a livello nazionale;
    -l’Auditorium di Isernia progettato per i “festeggiamenti” per l’Unità d’Italia e le celebrazioni in onore di Celestino V. Sono tre argomenti lontanissimi fra loro, ma tutti meritevoli di un dibatito serio, e se possibile sereno.
    Sulle tue durissime critiche al PD:
    Io credo che si tratti di una battaglia del tutto inopportuna e soprattutto inutile. E’ inopportuna perchè continuo a non capire i motivi per cui resti dentro quel partito solo per parlarne male. Perchè non te ne vai se ritieni che sia così spregevole?
    Chi ti obbliga e restare un tesserato? Ma poi, non ti dice nulla il fatto che non ti abbiano ancora espulso? che ti consentano di usare ed abusare del logo del Partito? Io una spiegazione ce l’ho: il PD non può espellerti perchè non esiste. Se ciò fosse vero, sarebbe giustificata anche la mia riflessione circa la inutilità di questa tua offensiva. Stai sparando contro la Croce Rossa.
    Io credo, insomma, che la tua sia una battaglia senza finalità alcuna. Ti accanisci contro un soggetto politico che non esiste più sulla scena politica molisana e italiana. Il Pd è stato sepolto, e non perchè i dirigenti siano peggio di quelli degli altri partiti (anzi, in gran parte si tratta di brava gente), non perchè Bersani non scaglia le molotov, ma perchè non ci sono le condizioni storico-politico-sociologico-economiche per l’esistenza di un partito di tipo tradizional riformista.
    Tutto qui.
    Il PD è stato sepolto dalla valanga di ricchezza virtuale e di debito pubblico che negli ultimi cinquant’anni hanno sommerso il Paese.
    Ma questo potrebbe non allarmarci più di tanto. La vera tragedia italiana sta proprio nella sua incapacità di dare una risposta alla crisi che è ormai imminente. I nodi stanno arrivando al pettine.
    Caro Franco, smettiamola di tapparci occhi, naso e orecchie. In Italia sta per arrivare l’Apocalisse di cui parlava Giovanni.
    In questi ultimi quindici giorni si avvertono -per chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire- i primi terrificanti sintomi del crollo finale. Siamo ai primi gradi della scala Richter. Il botto, più devastante delle atomiche di Hiroshima e Nagasaki, è alle porte. Ci saranno fallimenti a catena, milioni di disoccupati, tumulti e sommosse ovunque, sangue, morti, barricate, saccheggi dei supermercati. La Grecia è vicina.
    Berlusconi non potrà più stampare monete false perchè il fondo del barile è stato raschiato; sta per consumarsi la ricchezza accumulata dalle generazioni passate, con la quale si sostentano le nuove generazioni. Siamo alla frutta.
    Ebbene, caro Franco, vuoi sapere qual’è il vero, inquietante dramma che incombe sul post-crollo? E’ che manca il soggetto politico in grado di trasformare questa imminente carneficina in una salutare svolta per la ricostruzione; per edificare su quelle macerie (che si saranno!) un Paese, come diceva Veltroni, normale.
    Manca il Soggetto!
    Te lo dico chiaramente: per capire quello che sta accadendo sto usando, magari in modo maldestro, un formidabile strumento diagnostico elaborato e costruito da un genio che si chiamava Karl Marx; sì, quel Karl Marx ferocemente stuprato da Stalin e vergognosamente calunniato dalla Chiesa.
    Diceva (Cfr. Antonio Grano, Goodbye, Marx!, ilmiolibro 2009): le contraddizioni del “sistema” esploderanno in modo inesorabile perchè fanno parte del suo DNA
    Ma -ed ecco il genio- non necessariamente da quell’inesorabile sbocco rivoluzionario sortiranno esiti positivi. Occorre, spiegava Marx, prepararsi per il giorno in cui quelle contraddizioni scoppieranno.
    Era uno fra i tanti capolavori partoriti dal cervello di Marx: il rapporto dialettico fra Determinismo e Volontarismo. Il frutto matura in esito a naturali spinte determinate dalla natura, ma se nessuno lo coglie (il Volontarimo implicito nel Partito che vuole il mutamento) cadrà a terra e marcirà.
    Occorre -diceva- preparare il Partito! Solo il Partito, minuziosamente e accuratamente allevato, costruito e addestrato per raccogliere quella sfida (quel frutto) potrà trasformare la rivolta popolare in opportunità di rinascita.
    Ma il Partito in grado di raccogliere quella sfida non c’è; non è stato progettato. Non esiste neppure all’orizzonte. E allora? E allora, il rischio che il frutto marcisca è serissimo.
    In pratica: nulla e nessuno esclude che quel frutto venga raccolto da una o più personalità autoritarie che instaureranno una nuova dittatura fascista. Il colpo di Stato di cui si parla in questi giorni sarà la sola risposta allo sfascio de questa Italia degenarata.
    In ogni caso è certo, certissimo, che l’imminente, devastante crisi non vedrà vedere protagonista il PD. Se tutto va bene, i protagonisti (nel bene e nel male) saranno Bossi, Casini, Di Pietro, Berlusconi e Lombardi, ma non Bersani. La partita si giochgerà fra loro. Il PD resterà -se glielo permetteranno e se prima non si è estinto- in panchina.
    E se tutto va male -ma è l’ipotesi più congrua- ci sarà un colpo di Stato militare.
    Catastrofista? Voglio solo ricordarti che l’ottimismo è stato da sempre lo strumento vincente dei tiranni di tutti i tempi, fino a Berlusconi.
    P. S. Per il cosiddetto Risorgimento e per Celestino V ne riparleremo.
    Ti abbraccio.
    Antonio Grano
    30 maggio 2010

  3. Caro Franco,
    come al solito il cece lo tieni in bocca?
    Ritengo e mi sembra che la tua moralità meriterebbe altra considerazione, ma così va il mondo.
    Ti dico solo, fammi vedere le foto della processione di san Nicandro intorno al castello.

  4. Avatar franco valente
    franco valente

    Carissimo Antonio,
    mentre aspetto la fine del mondo io mi incazzo se mi fanno un cappuccino con latte acido.

  5. Carissimo Franco, anche io mi incazzo se mi fanno un cappuccino con latte acido. Ma che facciamo? Continuiamo ad entrare in quel bar e magari -cornuti a mazziati- continuiamo a pagare lo scontrino?
    U caro saluto. Antonio Grano

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