Solo per farlo sapere agli altri… tanto i boiardi sono sordi!
Brunella ci ha sollecitato a leggere i risultati della politica di apertura della Soprintendenza del Molise attraverso le cifre obituarie delle statistiche.
Appare evidente, leggendo le cifre, che grazie alle iniziative della Direzione Regionale per i Beni Culturali invece di salire, scendiamo.
Tra il 2008 e il 2009 le presenze nei siti gestiti dai boiardi ministeriali del Molise sono scese del 17%.
per una lettura migliore cliccate su:
http://www.statistica.beniculturali.it/rilevazioni/musei/Anno%202009/MUSEI_TAVOLA6_2009.pdf
S. Vincenzo, se si toglie qualche migliaio di persone che ho personalmente accompagnato nelle mie visite domenicali del 2010, si può considerare il più grande fallimento di una sgangherata organizzazione ministeriale.
Uno dei siti più propagandati dalla Regione Molise, nel quale si sono spesi miliardi di soldi per pagare consulenze a presunti archeologi e trasferte ad ispettori centrali conniventi perché iscritti nel libro paga degli Istituti che scavavano in quel luogo, è allo sfascio totale.
L’erba è arrivata ad altezza di giraffa. Lo schifo, la sciatteria, l’abbandono, il disordine e il menefreghismo ministeriale si associa alla mancanza dei più elementari servizi igienici.
Signore attempate e visitatori prostatici sono costretti a inoltrarsi nella boscaglia per assolvere le più banali esigenze fisiologiche ed è inutile implorare gli uscieri per poter utilizzare il cesso della baracca in cui, senza energia elettrica, sono costretti a svolgere la loro attività istituzionale.
Fino a qualche settimana fa era possibile, con complicate autorizzazioni e con una selezione rigorosa, effettuare anche qualche visita alla cripta di Epifanio.
Ora, grazie ad un accordo tra la Direzione Regionale e l’Abbazia di Montecassino, per visitare la cripta bisogna fare domada scritta a Montecassino ed attendere una improbabile autorizzazione.
Tutto questo mentre un Presidente del Consiglio consiglia agli Italiani di rimanere in Italia a visitare i monumenti italiani e il direttore regionale del Ministero PER i Beni Culturali, dott. Gino Famiglietti, opportunamente nel periodo estivo si gode le vacanze lontano dal Molise nella piena consapevolezza che la barca affonda e che il patrimonio che dovrebbe tutelare è alla frutta.
I cittadini italiani con chi se la devono prendere?
Oltre che lasciare messaggi indignati sul registro delle presenze, non sanno che fare.
Qualcuno scrive a me condividendo le sdegno per quello che accade a S. Vincenzo.
Oltre che diventare una cassa di risonanza non posso fare altro che indignarmi con loro.
Mi scrivono, oltre gli altri che hanno commentato direttamente sotto i vari articoli di questo sito:
Gentilissimo dott. Valente,
mi sono imbattuto nel suo blog e nella sua intervista su “primapaginamolise” per caso. O forse no.
In realtà ho cercato maggiori informazioni circa l’area archeologica di san Vincenzo poichè visitandola, qualche giorno fa, sono rimasto stupito e sconcertato. Stupito dalla ricchezza del sito e sconcertato dalla ignobile situazione in cui versa, non riuscivo a capacitarmi di come un importante sito archeologico possa giacere abbandonato e fatiscente.
Scorrendo le pagine del “guestbook” presente nel sito ho avuto anche modo di appurare che il mio sdegno era anche quello di molti altri visitatori.
Rimango sempre più allibito di come le amministrazioni pubbliche (ministeri & co) riescano a sperperare danaro e ignorare le tante risorse disponibili nel territorio italiano.
Ho letto che è stato molto duro (e a ragione) nei confronti del Ministero e dei suoi indegni dirigenti. La prego di combattere la causa di San Vincenzo al Volturno anche per me.
Cordiali saluti
Vito Falco (Bari)
Caro Franco,
come ti avevo anticipato, sono andato proprio il 22 agosto scorso a Castel San Vincenzo e, purtroppo ho dovuto constatare che “Il Molise che sogniamo” è veramente lontano, soprattutto quando la crescita culturale e turistica di questa splendida regione, viene affidata a persone sbagliate, sia politicamente che tecnicamente. Comunque noi ti seguiamo sempre con affetto e stima,
un abbraccio sincero
Vincenzo Manocchio.



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