21 ottobre – S. Orsola in un quadro venafrano e in un affresco a Larino
Franco Valente
Dalla chiesa abbandonata di S. Angelo di Venafro il suo parroco, circa 40 anni fa, fece opportunamente prelevare i quadri che, dopo una serie di peripezie, furono consegnati alla Soprintendenza ai Beni Culturali che li ha fatti restaurare.
Tenuti in deposito per un’altra trentina di anni, alcuni di essi si trovano provvisoriamente (e fortunatamente) esposti nel Castello di Venafro. Un altro paio dovrebbero essere in Isernia in attesa (si spera) che prima o poi la piccola chiesa, un gioiello barocco, possa essere restaurata e riaperta per un uso compatibile con la sua storia.
Tra i quadri anche uno dedicato alla Madonna con Bambino tra Santa Rosa e Sant’Orsola, le undicimila vergini ed il papa Ciriaco.
Santa Rosa, riceve dal Bambino un nastro bianco su cui si legge ROSA CORDIS MEI TU MIHI SPONSA EST.
Sul tondo DEIPARA PURITATIS, ricavata da uno scritto di S. Tommaso d’Aquino, domenicano come S. Rosa.
S. Rosa, era nata a Lima in Perù nel 1586 ed era entrata non Terz’Ordine domenicano dopo aver rifiutato il matrimonio. Morì nel giorno di S. Bartolomeo aspettando la morte come se si trattasse del giorno del suo matrimonio.
S. Orsola è una santa la cui fama si estese in tutta Europa in conseguenza dell’errore di lettura della sua lapide tombale quando il suo corpo fu ritrovato nel X secolo.
Il numero XI, che si riferiva alla sua giovane età, fu interpretato come abbreviazione di undicimila e nacque di conseguenza la leggenda delle undicimila vergini che l’avrebbero seguita nelle sue peripezie per sfuggire alla morte avendo rifiutato di andare in sposa al principe pagano Ereo.
Giunta a Roma Orsola e le sue compagne sarebbero state accolte da papa Ciriaco (personaggio leggendario).
Successivamente ritornando in patria giunsero a Colonia che era stata conquistata da Attila. Le undicimila vergini furono trucidate in un solo giorno, mentre il re unno risparmiò Orsola promettendole salva la vita se l’avesse sposato. Al suo rifiuto la fece uccidere a colpi di freccia e con lei fu ucciso pure papa Ciriaco, che l’aveva seguita nel suo viaggio.
Un’immagine trecentesca di S. Orsola si ritrova a Larino sulla parete di destra della Cattedrale.

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