Mettiamo la cultura a carico dei consiglieri regionali del Molise.
Tocchiamo con mano e vediamo chi la sottoscrive!
Franco Valente
Spero che riusciate a seguirmi in questo ragionamento elementare che parte dal presupposto che l’attività politica non debba servire per impoverirsi, ma neanche, soprattutto, per arricchirsi.
E’ ampiamente noto che i consiglieri regionali molisani a volte godano di privilegi che vanno al di là della loro oggettiva capacità di procurarsi un reddito da attività professionali.
Credo che tutti i cittadini molisani (di destra, di centro e di sinistra) siano d’accordo nel sostenere che il reddito annuale di un consigliere regionale non debba essere superiore a quello del suo ultimo reddito annuale dichiarato prima di essere eletto.
Allora che si segua questo criterio morale.
Una volta eletto, il consigliere regionale renda pubblico e manifesto il suo reddito dell’anno precedente.
Se alla fine dell’anno il reddito derivante dalla sua attività professionale, commerciale o di pensionato sarà diminuito, il consigliere dovrà essere risarcito fino alla concorrenza di quello che aveva guadagnato l’anno prima, ovviamente nei limiti dell’indennità regionale fissata per i consiglieri e gli assessori regionali.
Se, invece, alla fine dell’anno il reddito derivante dalla sua attività professionale, commerciale o di pensionato sarà aumentato, l’intera indennità dovrà essere versata ad una o più associazioni culturali molisane.
Tali associazioni dovranno essere regolarmente riconosciute e in grado di dimostrare di fare attività con spese documentate e avendo anche collaboratori regolarmente retribuiti laureati in Conservazione per i Beni Culturali o che abbiano i requisiti di operatori nel campo della cultura, del turismo e della valorizzazione dell’arte e del territorio molisano.


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