Il patto scellerato

Colgo l’occasione del passaggio di Walter Veltroni per il Molise per fare una riflessione sui pericoli che si annidano all’interno del nascente Partito Democratico di cui sono un sostenitore convinto ma non imbecille.

Purtroppo il Molise, come al solito, pare essere una repubblica autonoma e le indicazioni nazionali sembrano interessare poco o niente gli attuali vertici del partito. Ovviamente di quello che accade nel partito molisano Veltroni non saprà mai niente impegnato come è in problemi di tutt’altra natura.

E’ a tutti noto che il Partito Democratico molisano è rimasto saldamente nelle mani di Augusto Massa e Roberto Ruta che, ovviamente, fanno della classe direttiva costruita a loro immagine e somiglianza uno strumento di controllo della fase di organizzazione elettorale evitando qualsiasi pubblica discussione sulla gestione politica.

Ciò è nell’ordine naturale delle cose e la conservazione del potere fa parte della storia dell’umanità.

Ma quello che non condivido del loro operato è la totale indifferenza alle problematiche che vengono sollevate da chi, non facendo la politica per campare, cerca di dare un contributo al rafforzamento in sede periferica della struttura del partito nella convinzione che un cambiamento sia necessario.

L’aspetto grave del fenomeno è che in questo gioco perverso vengono coinvolti personaggi che sul piano personale avrebbero anche indubbie capacità dialettiche e che sicuramente avrebbero potuto dare un contributo di idee, ma che appaiono solo come quei postulanti che sono fuori alla porta ad aspettare che si liberi qualche posto per aspirare ad occuparlo.

Altrimenti non si capirebbe quel loro silenzio che è molto simile al rispetto del mussoliniano ordine di non parlare al guidatore.

Ormai nel Partito Democratico molisano si è già stabilita la regola che chi tiene in mano comanda e che tutto ciò che riguarda la vita amministrativa locale non ha alcuna importanza purché alla fine sia garantito il numero minimo di voti per essere eletti alla Regione o al Parlamento.

Questo atteggiamento di ipocrisia formale e di disinteresse sostanziale sta avendo riflessi preoccupanti, per fare un esempio, sulle elezioni amministrative di Venafro dove al disinteresse della direzione politica del Partito si aggiunge una visione imprenditoriale da parte di chi pensa di trasformare una storia antica di partecipazione attiva in una sorta di azienda in cui il possesso dei diplomi di partecipazione alle primarie (che qualcuno confonde con un tesseramento) corrisponde al possesso di azioni societarie.

Dai giornali apprendo che a Venafro anonimi esponenti del Partito Democratico avrebbero sottoscritto patti che definire scellerati sarebbe un eufemismo. Patti più o meno sconsiderati per sostenere la ricanditatura a sindaco della città di Nicandro Cotugno, fiduciario della destra di Forza Italia e responsabile in prima persona dello sfascio della città in sostituzione del sindaco uddiccino Vincenzo Cotugno dichiarato decaduto dai tribunali italiani.

Ciò nel momento in cui gli storici esponenti del centro-sinistra, in gran parte confluiti nel Partito Democratico, cercano di trovare una via alternativa ad una gestione a dir poco disastrosa della città.

Non so dove vogliono arrivare quelli che ritengono che il Partito Democratico possa crescere come un’impresa in cui uno comanda e gli altri eseguono.

La Democrazia è una scelta difficile e costoro non sanno neanche dove sta la Democrazia.

Ho sprecato decine di telefonate con Antonio D’Ambrosio che, essendo presidente dell’Assemblea del Partito, avrebbe potuto esprimere una sua posizione autorevole e disinteressata sulla questione venafrana, ma la necessità di acquiescenza alle strategie struzzesche di Ruta e Massa gli hanno impedito di dire pubblicamente il suo parere su una questione che porterà ad un degrado dei rapporti interni a tutto vantaggio di chi nel partito si propone solo obiettivi poltroneschi.

Ovviamente in tutto questo non ha alcuna rilevanza la figura del Segretario Regionale Annamaria Macchiarola che vive beata in una inconsistente nuvola programmatica.

Venafro 18 febbraio 2008 Franco Valente

Post Scriptum

In questi giorni è stato diffuso un farneticante comunicato stampa che riporta notizie prive di qualsiasi fondamento e, sotto certi aspetti, addirittura ridicole. Se ne può prendere conoscenza attraverso “Altromolise” cliccando su: http://www.altromolise.it/notizia.php?argomento=venafro&articolo=30202

Il Partito Democratico di Venafro non solo non ha partecipato ad alcuna riunione con questo fantomatico gruppo che si definisce Progetto Molise, ma soprattutto sconfessa chiunque abbia partecipato a nome del Partito Democratico ad una riunione avente lo scopo di delegittimare gli organi ufficiali del partito.

Questo fantomatico Ufficio Stampa di un fantomatico Progetto Molise  farebbe bene a dire i nomi di coloro che si sono presentati a nome del Partito Democratico in maniera che gli autentici aderenti al Partito possano avviare le procedure di espulsione di questi strani soggetti, qualora essi risultino aver fatto un qualsiasi atto di adesione in qualunque modo espresso.

Siamo veramente sconcertati per la leggerezza con cui l’aspirante sindaco Nicandro Cotugno ritenga in un solo momento che il Centro Sinistra di Venafro possa lontanamente pensare di vederlo sedere al posto di Primo Cittadino dopo che la sua amministrazione ha provocato alla città danni peggiori dell’ultima guerra mondiale.

Ovviamente i rappresentanti di questo fantomatico ed anonimo Ufficio Stampa di Progetto Molise si guarderanno bene dal fare i nomi di colo che hanno sottoscritto patti scellerati in nome e per conto del Partito Democratico a dimostrazione che un tale accordo non solo non esiste ma non è neppure immaginabile.

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