VENAFRO: Se ne sono andati in gloria i primi trenta giorni della nuova Amministrazione

Sono passati i primi trenta giorni dall’insediamento della Nuova Amministrazione e nulla di nuovo si vede all’orizzonte.
Anzi, mai come in questi giorni la città appare in ginocchio e mai come oggi i cittadini di Venafro si rendono conto della triste eredità che Cotugno ha ricevuto da se stesso.
Io, che sono un ottimista di natura, comincio ad avere paura.
Lo sfascio non si avverte solo nella sporcizia, nell’abbandono, nella negligenza, nel disordine, nei parcheggi barbari, nelle pareti imbrattate, nelle case cadenti del centro antico, nei giovani che guardano nel vuoto, negli anziani abbandonati.
In un altro contesto una situazione così drammatica sarebbe stata uno stimolo a rimboccarsi le maniche.
A Venafro, invece, la sensazione è che i nuovi Amministratori si rimbocchino le maniche per fare non si sa che cosa.
La verità è che l’Amministrazione che si è insediata pensava che sarebbe bastato mettere la fascia a Nicandro Cotugno per avviare un processo di rinascita della città.
Invece gli stessi assessori danno l’impressione di vivere nel terrore di non sapere da che parte cominciare.
La città è in ginocchio e nessuno di essi sa che cosa fare oltre l’ordinaria, pessima, amministrazione.
Un’ordinaria amministrazione che avrebbe avuto senso se si fosse trattato di amministrare un vantaggio.
Quando una città oltre il disastro urbanistico ed ambientale, vive anche il disastro culturale, non vi è scampo.
Il disastro venafrano tra un paio di mesi assumerà il carattere della irreversibilità perché manca un’idea di Città, manca la cultura della Città..
L’unica idea sconvolgente, di cui il Sindaco mena vanto, è stata quella che va nella direzione diametralmente opposta a ciò che la buona ragione avrebbe richiesto.
Il Sindaco Cotugno, invece di indicare autorevolmente una strada, si è scappottato dal problema con la politica delle deleghe.
Non avendo mai avuto un’idea motrice ha scelto la via più semplice e deleteria: lo scappottamento dalle responsabilità.
Oggi pomeriggio ho fatto un giro per Venafro limitandomi alla zona della cosiddetta Fontana.
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Dalla fognatura escono 500 litri di acqua pura al secondo!!!

E’ venuta una stretta al cuore nel vedere che un fiume di acqua (oltre 500 litri al secondo) bypassa la Fontana e si riversa nelle fognature per uno sciagurato intervento di sistemazione delle sorgenti antiche di Venafro e contemporaneamente non esce una goccia di acqua dalla storica Fontana della Quattro Cannelle.
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A secco le Quattro Cannelle dorate a spruzzo

Una fontana ignobilmente assalita da una vegetazione spontanea che ormai la fa da padrona e mette in evidenza che i cannuoli sono stati sostituiti da ignobili curve in ferro zincato (peraltro con la filettatura a vista…!) ridipinte in oro con uno spruzzo che ha imbrattato anche la pietra.
Per non parlare dell’antico Molino della Corte il cui rifacimento liberty sta vergognosamente crollando mentre la vasca da dieci giorni è stata prosciugata senza sapere come fare per eliminare quelle alghe che sono comparse in maniera esponenziale da quando il fondo della Pescara fu sciaguratamente coperto da decine di camionate di ghiaia.
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Da 20 giorni la Pescara è ridotta così!

Se prima si poteva intervenire con il rastrello per pulire il fondo, adesso si dovrebbe entrare con l’escavatore a rimuovere la ghiaia per riportare la situazione allo stato originario.
Un disastro ecologico di dimensioni straordinarie ed inimmaginabili mentre il Sindaco dirige la barca verso il naufragio economico in attesa delle ingiunzioni miliardarie che sono già nelle mani dei messi notificatori del Tribunale.
Intanto la Magistratura Penale e Contabile tace.
Mi è passata anche la voglia di segnalare alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti la sciagurata ed irresponsabile condotta degli amministratori di Venafro.
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Questo è il Molino della Corte dopo i primi restauri!

Ho segnalato le distrazioni di fondi pubblici per realizzare muri privati e strade destinate dalla Comunità europea a investimenti, ho segnalato le opere realizzate dalla Telecom senza concessione edilizia, lo sperpero di denaro pubblico, la trasformazione di un arco comunale in sala privata per le conferenze di un notaio, le norme per i pubblici appalti interpretate a comodo, gli affidamenti di incarichi professionali con il sistema comparativo (… quello dei compari), MA NON HO AVUTO IL PIACERE DI VEDERE PERLOMENO RINVIATO A GIUDIZIO UN SOLO RESPONSABILE DI QUESTE COSE SCIAGURATE!
Le varie denunce presentate da me e da altri illustri cittadini si sono perse nei meandri dei Tribunali senza che si venisse informati dell’esito delle inchieste. Tutto secondo legge, perché, dicono gli addetti alla Giustizia, la Magistratura non è tenuta a far sapere le conclusioni delle sue attività investigative.
A Venafro si possono fare e non fare le cose più sciagurate della terra, tanto gli amministratori non pagheranno mai di persona.
Adesso noi cittadini dovremo pagare un danno di DUE MILIONI di Euro fatto dall’Amministrazione Comunale di Venafro alla ex-Lodigiani, ma di un inutile tubo progettato e messo sottoterra dalla medesima Lodigiani a “babbomorto”, costato un miliardo di lire, nessun amministratore fino ad oggi ha chiesto ragione per non toccare i tabernacoli dei responsabili.
Pagheremo fino all’ultimo Euro ma del tubo a “babbomorto” non sapremo mai nulla.
Vedrete che alla fine finirò io sotto processo per aver detto troppe verità!
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… e per non toccare il tubo a “babbomorto” questa è la sistemazione in corso al Castello!!!

 

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Commenti

2 risposte a “VENAFRO: Se ne sono andati in gloria i primi trenta giorni della nuova Amministrazione”

  1. Avatar Francesco Bozza
    Francesco Bozza

    Caro Franco,
    se ti può consolare, posso dirti che noi a Limosano stiamo molto peggio: io non posso più andare nel ‘nostro’ Centro Storico.
    E, poi, a Limosano la cultura è diventata men che un ricordo.
    Molto partecipe.
    Francesco Bozza

  2. Avatar Monica
    Monica

    E’ pazzesco, come a Venafro, tutto ciò che è illecito diventi lecito!!! Ma la cosa che fa piu’ inorridire e’ la strafottenza che vi regna sovrana. Mi viene in mente una celebre frase di George Orwell: Accettare la civiltà quale essa è, significa praticamente accettare la sua
    decadenza.

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