Gino Strada: «L’emendamento anti immigrati: una norma stolta prima ancora
che perversa»
A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di denunciare gli
immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la loro presenza in
Italia non fosse regolare.
Un emendamento approvato al Senato intende sopprimere questa norma. Si
metterebbero cosi’ gli individui nella condizione di scegliere fra l’accesso
alle cure e il rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della
popolazione presente in Italia nella clandestinita’ sanitaria, con grandi
rischi per se’ e per la collettivita’.
Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso diritto
alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del paziente e nel
rispetto del segreto professionale, oppure se esercitare la facolta’ di
denunciare i loro pazienti “irregolari”.
Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l’unico modo giusto e
civile per fare medicina e’ garantire a tutti la miglior assistenza
possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della
pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalita’ o
status giuridico. Questo e’ il modo in cui Emergency ha lavorato, per
quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre milioni di persone senza
distinzioni. Questo e’ il modo con cui continuiamo a lavorare, anche in
Italia, nel Poliambulatorio per migranti e persone indigenti di Palermo.
Anche di fronte all’incivilta’ sollecitata da una norma stolta prima ancora
che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel rispetto del
giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione
e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel rispetto,
soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un medico.
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