L’Agnello Crucifero, centro e vertice nella facciata della Cattedrale di Larino

L’Agnello Crucifero, centro e vertice nella facciata della Cattedrale di Larino

Franco Valente


Cattedrale di Larino (da M.S. Calò Mariani – foto M. Carrieri)

Confesso che non mi sono del tutto chiari tutti i processi di trasformazione urbana, dalle loro origini ai nostri giorni, per Larino, Trivento e Boiano. Tre città che, pur non essendo di dimensioni demografiche straordinarie, sono tra le più importanti del Molise.

Su questi tre centri, sedi di municipi romani e di cattedre vescovili, si è scritto tantissimo dal punto di vista storico e molto poco da quello urbanistico. Peraltro mi sembra che anche le università (molisane e non) abbiano mostrato poco o nessun interesse alla questione, sicché la conoscenza di quello che sia accaduto nella storia di questi nuclei urbani è ancora tutta da scoprire.

Ancora più misteriose, per me, sono le evoluzioni architettoniche delle tre cattedrali per le quali anche i preziosi saggi pubblicati non sono sufficienti per capire cosa sia avvenuto nei secoli che vanno dal V all’XI.

In particolare l’architettura della cattedrale di Larino e la sua posizione urbanistica evidenziano una complessità di spostamenti e trasformazioni che meriterebbero uno studio più attento che si dovrebbe fare nelle fasi di restauro ma che solitamente non si fa.

Certamente rimangono fondamentali gli studi ormai ultra-trentennali di Luigi Marino (Appunti sul Duomo di Larino, Almanacco 1978) e di Maria Stella Calò Mariani (Due Cattedrali del Molise: Termoli e Larino, 1979) che rappresentano sicuramente per chiunque i pilastri di partenza ai quali rinvio per qualsiasi ulteriore approfondimento.

Qualche anno fa cercai di trovare qualcosa che non fosse stato ancora scritto e, sulla base di pochi ed insicuri documenti, mi sembrò di aver scoperto almeno una circostanza particolare sulla facciata utilizzando il rilievo pubblicato da Luigi Marino sull’Almanacco del Molise del 1978.

E’ ampiamente noto che il prospetto della basilica è chiuso in un quadrato pressoché perfetto. In questo quadrato le immagini scolpite non sono mai ripetute, esclusa una: l’Agnello Crucifero.


L’Agnello Crucifero (da M.S. Calò Mariani – foto M. Carrieri)

Vi si trova rappresentato al disotto della cuspide del timpano dello pseudo-protiro del portale centrale e nella parte centrale in alto nel contesto del Tetramorfo apocalittico.

E’ difficile che nella struttura architettonica degli edifici medioevali la scelta iconografica ed i contenuti iconologici siano affidati al caso. Esiste sempre una logica compositiva frutto di considerazioni teologiche che molto spesso ci sfuggono.

L’universo simbolico, come viene spesso definito l’apparato delle chiese romaniche e gotiche da chi si preoccupa di capirne il significato, non sempre è facile da leggere se preliminarmente non si comprende quale sia stata la sua funzione e quali siano stati gli obiettivi dei suoi committenti.

Troppo spesso siamo portati ad analizzare gli aspetti stilistici di un’opera e piace andare alla ricerca delle matrici artistiche che hanno determinato quella particolare forma, mettendo in secondo piano i significati che dietro di essi si nascondono. La ricerca dei significati è un processo che non sempre porta a risultati sicuri per una diffusa carenza di documenti che possano in qualche modo confermare le ipotesi.

Però, il tentativo di capire il senso dei segni, se non altro, costringe ad esaminare nei particolari questo tipo di architettura.

L’immagine dell’agnello svolge una funzione specifica nella tradizione ebraica e, soprattutto, in quella cristiana. Dell’Agnello si riferisce nell’apocalisse di S. Giovanni Evangelista ed è l’emblema più noto di Cristo sacrificato, anche se, in generale, è l’espressione del sacrificio umano.
Il riferimento all’agnello sacrificale è diffusissimo nell’Antico testamento e nell’arte ebraica l’agnello rappresenta il popolo che nel sacrificio vede uno dei momenti che portano alla sua salvezza.

Nell’iconografia cristiana l’agnello è consueto fin dai primi secoli e si trova ripetutamente in rappresentazioni funerarie. Con la croce lo vediamo diffuso nell’arte bizantina di Ravenna ed è nota la croce gemmata di Giustino II (565-578) conservata nel Tesoro di S. Pietro dove l’agnello sostituisce esplicitamente il Cristo sulla croce.
E’ famosa l’espressione di Paolino da Nola che utilizzò l’immagine dell’agnello sacrificale in una delle sue epistole: “Cristo, Agnello e pastore, che ci guida nell’Eterno, che ci ha trasformato da lupi in agnelli, che ora si fa pastore per proteggere il suo gregge, per il quale egli stesso si è fatto agnello per essere sacrificato”.

Nella facciata della Cattedrale di Larino il primo Agnello si trova collocato all’interno del timpano del portale. Non ha altre figure a lato, ma al disopra delle cornici si appoggia un grifone alato dal manto loricato che ghermisce con gli artigli anteriori un animale.
Il grifo fu utilizzato spesso nella iconografia cristiana anche in sostituzione dell’aquila per la sua capacità di sollevare i corpi per trasportarli verso l’alto.
E’ ben nota la leggenda del volo di Alessandro (che peraltro nel Molise è rappresentata in un capitello di S. Vincenzo al Volturno e nel portale laterale di S. Maria della Strada).
Quindi questo particolare punto della facciata rappresenta l’inizio dell’ascesa del Cristo sacrificato.


La facciata della Cattedrale di Larino (Luigi Marino – Almanacco del Molise 1978)

Il secondo Agnello è al disopra del rosone, in posizione simmetrica rispetto ai quattro simboli del tetramorfo che l’evangelista Giovanni vede sotto il Trono dell’Altissimo riprendendo dalla visione di  Ezechiele: “Quattro esseri che presentavano sembianze umane ma ciascuno aveva quattro aspetti e quattro ali. Le loro gambe erano diritte ed i piedi, simili agli zoccoli di un bue, lucenti come bronzo fuso. Di sotto le ali, ai quattro lati, apparivano mani di uomo. Muovendosi non si voltavano indietro, ma ciascuno procedeva davanti a sé. Davanti il loro aspetto era di uomo, a destra di leone, a sinistra di bue e di aquila per tutti e quattro”.

Quattro figure che dal II secolo in poi, sulla scorta delle interpretazioni di Ireneo di Lione, furono identificati come simboli dei quattro evangelisti. Nel leone si vide il vangelo di Marco, nell’uomo-angelo quello di Matteo, nel vitello quello di Luca e nell’aquila quello di Giovanni.

Orbene, se si tirano le diagonali di tale quadrato, il punto di intersezione corrisponde all’Agnello Crucifero nella cuspide dello pseudo-protiro del portale principale.
Se si forma un triangolo equilatero prendendo come base il quadrato della facciata, il vertice del triangolo corrisponde ad un secondo Agnello Crucifero che si trova sul rosone, al centro del Tetramorfo apocalittico.

(Continua)

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Commenti

3 risposte a “L’Agnello Crucifero, centro e vertice nella facciata della Cattedrale di Larino”

  1. Avatar Francesco Bozza
    Francesco Bozza

    Caro Franco,
    Concordo sul fatto che l’agnello “con la croce lo vediamo diffuso nell’arte bizantina di Ravenna ed è nota la croce gemmata di Giustino II (565-578) conservata nel Tesoro di S. Pietro dove l’agnello sostituisce esplicitamente il Cristo sulla croce”. Segno, dunque, della tradizione culturale, e non solo, “bizantina”?
    Per conferma, mi permetto segnalarti che anche nel portale della chiesa di S. Francesco di Limosano (quella dove, ma nella parte posteriore, è quella statua a rilievo, di cui abbiamo più volte parlato) è presente un agnello crucifero.
    Non è che servirebbe un censimento per la sua diffusione ‘molisana’?
    Molto caramente.
    Francesco Bozza

  2. Avatar Lorenzo86
    Lorenzo86

    Nella chiesa di S. Maria in Cerulis di Navelli (AQ) è stato rinvenuto negli anni ’80, durante le fasi di sgombero della zona absidale, un frammento di architrave con il simbolo dell’Agnello crucifero in posizione centrale; a testimoniare la fase più antica c’è anche una croce che sembrerebbe di fattura bizantina.

  3. Gentilissimo Lorenzo, spero di poter visitare, passando per la bellissima piana, questa particolare chiesa che ho sempre trovato chiusa.
    grazie

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