Guardate come vengono sperperati i nostri soldi

Neanche le mutande coprono la vergogna che si allarga ai piedi del castello di Venafro.

Franco Valente

Qualche tempo fa, dopo aver pubblicato l’immagine delle mutande messe dall’architetto al castello di Venafro ricevetti una telefonata rigorosamente anonima dalla quale ho desunto che qualcuno si è arrabbiato. Nulla di più.

Oggi ho la certezza che in effetti quelle mutande, come dicevo, servivano a coprire una violenza che si stava e si sta ancora consumando ai piedi del castello.


La sequenza dello sciagurato intervento.
Lo scasso iniziale


Il casotto in cemento


La fase del completamento prima del colpo finale

Sono tornato sul posto per vedere cosa stava combinando l’architetta del Ministero per i Beni Culturali, progettista e direttrice dello scandaloso intervento che definire osceno (ovviamente dal punto di vista architettonico, paesaggistico e culturale) è solo un eufemismo per nascondere che allo scempio si unisce lo sperpero di denaro pubblico.

L’aspetto più vergognoso del sacrilego intervento (sempre dal punto di vista dei sacerdoti del restauro) è quello che si sta facendo in questi giorni.

Se si prova a guardare dietro le mutande del castello si scopre che l’architetta progettista e direttrice dei lavori, ora sta completando il disastro con una forma di perversione architettonica che aggiunge la beffa al danno.


E’ incredibile: uno strato di tessuto-non tessuto messo a protezione del pietrisco di cava riversato dopo lo scasso del fossato!

Dopo le mie proteste sulla distruzione del fossato quattrocentesco e della preziosa documentazione storica a seguito della costruzione del casottino (casotto-casino) di cemento, l’architetta ha fatto una cosa incredibile.

Dopo aver sventrato quella parte di fossato con l’escavatore e dopo aver riversato qualche metro cubo di pietrisco di cava davanti al casottino, ha fatto stendere uno strato di telo detto “tessuto-non tessuto” e su di esso sta facendo riversare uno strato di terra.

Il cosiddetto telo “tessuto-non tessuto” è una sorta di morbido panno sintetico che si mette in un’area archeologica quando si deve rinterrare uno scavo e si vuole ottenere una protezione dello strato scoperto e contestualmente segnalare, a chi un domani vorrà di nuovo scavare, a quale livello era arrivata la ricerca archeologica.

Pensando alle mutande messe al castello dalla nostra architetta e sapendo che non esiste alcuna motivazione archeologica, mi viene da pensare che il “tessuto-non tessuto” applicato sul pietrisco sia una specie di assorbente o una sorta di pannolone steso per dare una certa sicurezza psicologica  (come dice la pubblicità di questi apparati igienici) a chi freudianamente lo ha fatto indossare al monumento.


E adesso si riversa terra vegetale per coprire la vergogna della vergogna!

Certa cosa è che la Soprintendenza ai Monumenti del Molise, invece di pentirsi e demolire quell’ignobile casotto al momento in cui era ancora possibile, con la strafottenza che le è consueta, insiste nell’errore.

TANTO PAGHIAMO NOI CITTADINI MENTRE, VI ASSICURO, LA CORTE DEI CONTI NON FARA’ NULLA PER AVVIARE UN’AZIONE IN DANNO DEGLI AUTORI DI QUESTO MISFATTO ARCHITETTONICO CON SPERPERO DI DENARO PUBBLICO!

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Commenti

Una risposta a “Guardate come vengono sperperati i nostri soldi”

  1. Avatar alessandro
    alessandro

    Gentile Franco,
    ogni volta che mi arrivano le tue newsletter resto terrorizzato per qualche secondo e poi, dopo aver deglutito a forza, decido di aprire il link e tra notizie buone e cattive mi domando spesso come e’ possibile che l’essere umano sia l’artefice e al tempo stesso il distruttore delle cose belle – e’ possibile che la gente pensi solo ad arricchirsi e il piu’ delle volte a danno della comunita’ ?
    Mi hanno veramente rotto…..

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