Se hai famiglia, impara l’arte e buttala da qualche parte…

Se hai famiglia, impara l’arte e buttala da qualche parte…

Franco Valente

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Qualche settimana fa ho pubblicato il cartello di “Venafro città d’arte” in una selva di penose impalcature. Il giorno dopo il Comune di Venafro si è affrettato a toglierne qualcuna. Non è il massimo, ma qualcosa si è mosso.

Adesso ripropongo la questione alla luce del programma pubblicitario bestiale che il Comune di Venafro si appresta a varare.

Se le premesse sono quelle che si vedono in giro devo ritenere che dall’affissione selvaggia si passerà ai selvaggi dell’affissione.

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Ne ho parlato il 5 agosto con l’assessore Cantone davanti al bar evidenziando che da qualche tempo a Venafro sono comparsi strani veicoli (a volte di dimensioni colossali) parcheggiati in strani posti a reclamizzare i prodotti più diversi. Il tutto contravvenendo alle più elementari norme sulla circolazione della pubblicità su mezzi mobili.

Se dipendesse da me, io li abolirei. Ma a Venafro regna l’inciviltà dei consumi e tutto si può fare con la benedizione dei Vigili Urbani che, avendo cambiato nome in Polizia Urbana, ritengono che il compito della vigilanza non appartiene a loro.

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L’assessore mi ha tranquillizzato: “Da oggi la Polizia Urbana sta elevando pesanti sanzioni nei confronti di coloro che parcheggiano mezzi mobili per fare pubblicità fissa”.

Mi sono fidato.

Era una colossale bugia. Questi mezzi che in un paese civile sarebbero messi al bando, a Venafro regnano incontrastati.

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Qualcuno su Venafrano.org (che segnalava la pericolosità di questo modo di fare pubblicità)  si è difeso dicendo in sostanza che pure quelli che imbrattano la città hanno famiglia e devono campare.

Ha ragione. Teniamoci queste porcherie e facciamo campare pure loro! Purché non creino un monopolio!

Ovvero: liberalizziamo l’affissione selvaggia!

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