Secondo Peter Herde è S. Angelo Limosano la patria di Celestino V
Franco Valente
Santi vari in un quadro del 1593 nella Chiesa di S. Pietro Celestino a Ripalimosani
Nel 2004 è stata pubblicata in italiano la preziosa opera di Peter Herde sulla vita di Pietro Angelerio, poi divenuto papa con il nome di Celestino V.
E’ un’opera monumentale che, a mio parere, permette di capire non solo lati oscuri della vita del grande personaggio molisano, ma anche il contesto in cui si colloca la sua straordinaria avventura, le sue contraddizioni, le sue delusioni e le sue definitive decisioni.
In questi tempi in molti luoghi si cerca di celebrare l’ottavo centenario della nascita approfittando del fatto che gli studiosi (in perenne contrasto per altre questioni) perlomeno per essa hanno trovato una definitiva collocazione ponendola tra la fine del 1209 e gli inizi del 1210.
Ma, mentre sulle date comincia a trovarsi un’intesa largamente condivisa, diversa è la questione che riguarda l’identificazione del luogo di nascita.
Anche l’ipotesi della patria isernina, che aveva prestigiosi sostenitori nella Chiesa, ha cominciato a vacillare ed ora l’autorità di Peter Herde, il massimo ed indiscusso studioso di cose celestiniane, dà un colpo quasi definitivo per aver individuato con ragionevole certezza in S. Angelo Limosano il paese che possa vantarsi di aver dato i natali a Celestino V. Il tutto a conferma di quanto caparbiamente sostenuto da numerosi studiosi molisani e non.
“in uno castello che si chiama Sancto Angelo nasce lo gratioso Celestin …” Così è ridotto il castello di S.Angelo Limosano
Lo ha affermato nella sua opera omnia e lo ha ripetuto in maniera sintetica nell’Enciclopedia dei Papi (Treccani) alla voce Celestino V, da lui curata per l’edizione pubblicata nel 2008.
Herde conferma la data di nascita desumendola dalla “Vita Coelestini” che è la fonte più attendibile per affermare che Pietro, quando morì il 19 maggio 1296, aveva ottantasette anni.
Poi riassume la questione del luogo di nascita ricordando che era originario della Contea di Molise che allora costituiva, insieme alla Terra di Lavoro, una provincia del Regno di Sicilia, anche se non si è potuto affermare con certezza il luogo di nascita.
A favore di Isernia erano stati indicati due documenti che citano Celestino come cittadino di Isernia, “ma la loro autenticità è piuttosto dubbia”.
E se l’affermazione del dubbio viene da Herde, abbiamo buoni motivi per dubitare anche noi.
Ci sono invece più indizi a favore della tradizione raccolta per la prima volta nella “Vita” in lingua volgare compilata da Stefano Tiraboschi di Bergamo che, all’inizio del XV secolo, attribuisce al nucleo di S. Angelo Limosano il luogo della nascita affermando che “in uno castello che si chiama Sancto Angelo nasce lo gratioso Celestin …”
Questa tradizione è avvalorata, sostiene Herde, soprattutto dalla circostanza che Pietro, come si racconta nella “Vita Coelestini”, sia entrato giovanissimo nel monastero di S. Maria di Faifoli che è a pochissimi chilometri da S. Angelo Limosano.
I genitori, Angelerio e Maria, erano contadini ed egli era l’undicesimo di dodici figli.
Altri elementi non riportati dallo studioso tedesco contribuiscono a sostenere l’ipotesi della patria santangiolese per Celestino.
A queste si aggiunga anche la considerazione che Celestino, non appena eletto papa, non abbia disdegnato di dare riconoscimenti anche a personaggi che molto probabilmente erano di sua personale conoscenza o addirittura suoi parenti. E’ il caso di N. de Limosano che si affrettò a raggiungerlo all’Aquila per ricoprire il ruolo di notaio-scrittore pontificio al momento della sua elezione.

da Enciclopedia dei Papi – Treccani

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