Nel Molise gli arcangeli sono tre (o quattro?)

Nel Molise gli arcangeli sono tre (o quattro?)

La Chiesa festeggia i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, ma che fine ha fatto Uriele, il quarto?

Franco Valente

AngeloCristo

Nella cripta di Epifanio, a S. Vincenzo al Volturno, vi è forse la più importante rappresentazione degli arcangeli del bacino mediterraneo che sia stata eseguita prima del Mille.

Sono ampiamente noti i riferimenti alla descrizione che S. Giovanni fa dell’ultimo sigillo dell’Apocalisse. Quello che viene sciolto un attimo prima della fine del mondo quando vede quattro angeli ai quattro angoli del mondo: Dopo di ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta. Poi vidi un altro angelo che saliva dall’oriente ed aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra ed il mare (Apoc. 7. 1-2).

Angeli sinistra

Ambrogio Autperto, il grande monaco-teologo di S. Vincenzo al Volturno, al tempo di Carlomagno, nell’VIII secolo, spiegava che il quinto Angelo rappresenta Cristo che si appresta a giudicare i vivi ed i morti.

Ma chi sono gli altri quattro angeli che  “trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta”?

Don Angelo Pantoni, nella sua prima grande opera sull’arte di S. Vincenzo al Volturno, sebbene nella tradizione cristiana più diffusa gli arcangeli fossero sette, sostenne che nelle quattro grandi figure volturnensi andassero identificati proprio Michele, Raffaele, Gabriele ed Uriele.

Maria in Cielo e angeli

Sui primi tre esiste un’ampia letteratura che attinge alla tradizione biblica più consolidata, mentre pochissimi sono i riferimenti ad Uriele.

Di lui si parla in un’appendice della Bibbia Volgata, nel Libro IV di Esdra: “Et respondit ad me angelus, qui missus est ad me, cui nomen Uriel” (E mi rispose un angelo che mi era stato inviato ed il cui nome era Uriele).

Uriel è anche il cherubino che viene messo a guardia del Paradiso Terrestre oppure, come lo vede Enoch, mentre veglia sul tuono e sul terrore.

Nell’Apocalisse apocrifa attribuita all’apostolo Pietro, Uriel viene visto come l’angelo del pentimento e nella cosiddetta Vita di Adamo ed Eva. Egli è l’angelo che aiuta nella sepoltura di Adamo ed Abele nel Paradiso.

14) 4 Coronati - Deesis
Uriel che suona la tromba mentre l’altro angelo arrotola il cielo come un tappeto di stelle (Coronati a Roma)

Infine, secondo una tradizione della chiesa di oriente, che si diffonde anche in Occidente, Uriele è l’angelo che suona la tromba al momento in cui il cielo viene arrotolato come un tappeto mentre inizia la fine del mondo.

Come tale viene rappresentato nell’apice della facciata interna dell’oratorio di S. Silvestro  nella Basilica dei Quattro Coronati a Roma.

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Commenti

3 risposte a “Nel Molise gli arcangeli sono tre (o quattro?)”

  1. Avatar AndreaS
    AndreaS

    Ma perchè la cripta di Epifanio non viene aperta al pubblico? Mi sembra una grande assurdità che gli scavi sono visitabili e il custode non possiede le chiavi della cripta!
    Avevo intenzione di visitare il ciclo di affreschi ma il custode mi ha risposto che è molto complicato perchè le guide non si spostano per pochi visitatori e sarebbe meglio fare un gruppo perchè in questo modo è possibile chiedere un contributo economico più sostanzioso!!!!! Mah!

  2. La questione è antica ed i problemi sono tanti.
    La cripta è un ambiente delicatissimo e le visite si possono fare solo su prenotazione per una questione di garanzia delle pitture.
    Peraltro la proprietà è del Monastero che non ha personale per assicurare un doveroso controllo durante le visite. Son tre monache che per aprire la cripta devono lasciare le loro incombenze religiose.
    Non è assolutamente vera la questione del pagamento delle visite. Peraltro non esistono neppure guide specializzate nella illustrazione delle pitture. Devo dire che, sebbene mi sia offerto gratuitamente più di una volta per fare anche corsi a ipotetiche guide, ho avuto l’impressione che l’improvvisazione è la regola nel Molise.
    E’ vero che vale la pena formare gruppi di una certa consistenza (15-20 persone) perché spiegare a due persone o a 20 persone è la stessa fatica. E una visita seria non si fa in meno di due ore e mezza.

  3. La tradizione cattolica venerava, i Sette Santi Arcangeli – ci sono tracce di culto a Palermo e in altre città italiane (Montemaggiore Belsito PA; a Roma; a Vasto, nella Chiesa di San Michele, ci sono in sette nicchie le loro sette statue -io ho le imamginette) – ora il culto è un pò decaduto. Opere pittoriche ci sono anche in Messico e nei paesi dell’America latina (es. Museo dei Gesuiti di Tepozotlan). Nel libro GLI ANGELI di M. Stanzione ed. Lev 2010, parla in un capitolo dei Sette Angeli che assistono al trono di Dio, ma non ne riporta i nomi, tranne che i tre Arcangeli Gabriele, Raffaele e Michele, in quanto dice a noi sconosciuti. Dicamo che non sono bibblici. Secondo alcune iconografie, a noi pervenute, abbiamo il nome dei Sette Arcangeli – forse per rivelazioni private (non mi è ben chiaro!) – e sono: • Michele – con spada e Lucifero sotto i piedi (vittorioso) • Gabriele – con specchio di diaspro e fiaccola (messaggero) • Raffaele – con medicina e Tobia (guaritore) • Uriele – con spada e una fiamma (forte alleato) • Barachiele – con rose da distribuire (aiutante) • Geudiele – con corona e flagello (remuneratore) • Sealtiele – in preghiera (orante) (dal dipinto di Palermo)

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