Un governatore fa diventare Dio un quisque de populo? L’artisan ne fait point les dieux. C’est celui qui les prie.

Un governatore fa diventare Dio un quisque de populo? L’artisan ne fait point les dieux. C’est celui qui les prie.

Franco Valente

Venere Venafro (1)
L’Afrodite di Venafro

Marziale (lib, VIII, ep, xxiv) : Qui finxit sacros auro vel marmore vultus, non facit ille deos; qui rogat ille facit.
Voltaire traduce: L’artisan ne fait point les dieux. C’est celui qui les prie.

Non è l’artista che fa gli Dei, ma colui che li prega.

Ho provato a rileggere qualche passo del Dizionario Filosofico di Voltaire per vedere se da cittadino molisano debba preoccuparmi per quella sciagurata iniziativa che il governatore Iorio cerca di portare a buon fine (secondo lui) affidando in eterno la cultura ad un quisque de populo, che vive solo e soltanto in funzione della stella cometa (che per lui è un miraggio concreto) di una milionaria prebenda culturale.

Questo quisque de populo ad una mia legittima critica per il suo cattivo modo di gestire la Cultura nel Molise, così scrisse pubblicamente:
“…per concludere, sai che non ti denuncerò mai perché ho troppo rispetto per la tua intelligenza, ma fermati a riflettere e blocca il tuo istinto per un momento, altrimenti come sei stato costretto a ritirarti dalla politica ti costringeranno a ritirarti dalla “cultura”.

Voltaire così conclude la voce: STATI, GOVERNI. QUAL’È IL MIGLIORE?
«In quale Stato, sotto quale governo vorreste vivere?» chiese il consigliere. «Dappertutto, fuorché nel mio paese,» rispose il suo compagno. «E ho trovato molti siamesi, tonchinesi, persiani e turchi, che dicevano la stessa cosa.» «Ma ancora una volta,» disse l’europeo, «quale Stato scegliereste?» «Quello nel quale si obbedisce solo alle leggi,» rispose il bramino. «È una vecchia risposta,» disse il consigliere. «Ma pur sempre giusta,» disse il bramino. «E dov’è mai questo paese?» chiese il consigliere.

Il bramino rispose: «Bisogna cercarlo.»

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Io violentata da Zeus nel Castello di Gambatesa

Notoriamente il nostro Governatore è come una divinità scolpita nel marmo. Tutti coloro che lo pregano (gli idolatri) cercano di autoconvincersi che egli stia ascoltando.

Anche io, fingendo di essere un idolatra, sto cercando di pregarlo a non commettere un atto culturalmente impuro.

Ma lui, essendo una statua, è l’unico essere in questa regione che non crede nell’idolatria e la mia preghiera resterà inascoltata.

Dunque, o ci convinciamo che ogni mondo è paese, oppure cerchiamo di andarcene prima possibile da questa regione.

Almeno con la fantasia.

serpentebronzo

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Commenti

5 risposte a “Un governatore fa diventare Dio un quisque de populo? L’artisan ne fait point les dieux. C’est celui qui les prie.”

  1. Gentilissimo Architetto,
    Voltaire diceva anche: “Nous laisserons ce monde-ci aussi sot et aussi méchant que nous l’avons trouvé en y arrivant (lasceremo questo mondo stupido e crudele, come lo abbiamo trovato quando ci siamo giunti)…” E non viveva in Molise, ma nella Francia dei “lumi”..
    Non se la prenda troppo..
    Cordiali Saluti
    Roberto Tomassoni

    P.S.:…Comunque non basterebbe lasciare il Molise. Come minimo, dovremmo cambiare anche nazione…

  2. ma non è detto!
    Tutto il mondo è paese. L’Italia, la nostra poveraz Italia, è sempre più in mano ai “quisque de populo”, e forse diventa necessario, almeno per correttezza culturale e filosofica, denunciaree la cosa.
    saluti

  3. L’almanacco?
    saluti

  4. Gentilissimo Roberto,
    …la ricerca continua….
    Grazie dell’attenzione.
    F.V.

  5. Caro Luigi,
    per l’almanacco garantisco una copia da parte….
    Domani ultima correzione e lunedì inizia la stampa.
    La presentazione al Mario Pagano il 18 dicembre….

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