Quando il ciuccio non vuole bere non ci serve a cifiliare

Quando il ciuccio non vuole bere non ci serve a cifiliare

Comunicato Stampa
Venafro 14 gennaio 2010

Poiché alla vicenda dell’esproprio dell’area necessaria per la realizzazione dell’intervento per la valorizzazione dell’area esterna al castello di Venafro i signori Angiolillo, diretti interessati perché destinatari di un decreto di esproprio, hanno dato un rilievo attraverso gli organi di stampa che per molti versi ha costituito motivo di interessamento di vari politici per una soluzione bonaria mi permetto di evidenziare che:

In data 22 dicembre 2009, nella qualità di Responsabile del Procedimento, avevo fissato per il giorno 12 gennaio 2010 il materiale accesso all’area interessata dai lavori.

In data 12 gennaio 2010, aderendo all’invito verbale del Presidente della Giunta Regionale dott. Michele Iorio e del Sindaco di Venafro avv. Nicandro Cotugno di esperire un ulteriore tentativo di bonario accordo, avevo comunicato una momentanea sospensione per trovare una soluzione alternativa che permettesse comunque l’accesso all’area e la realizzazione delle opere previste nel progetto.

Nella comunicazione avvertivo che la sospensione non era interruttiva del decreto di esproprio n.1/RUP-CAST/2009 del 22 dicembre 2009 precedentemente notificato.

Avvertivo che i signori Angiolillo, proprietari della Pizzeria, sarebbero stati convocati per l’ulteriore tentativo di accordo bonario da tenersi comunque entro 7 giorni dal 12 gennaio 2010

L’assessore ai Lavori Pubblici avv. Claudio Petrecca convocava i signori Angiolillo e il loro procuratore avv. Delia Di Meo per il giorno 14 gennaio alle ore 15,00 per trovare una soluzione alternativa a quella del progetto già approvato dal Comune.

Alle ore 15,00 della giornata odierna 14 gennaio 2010, nonostante una iniziale adesione alla proposta di incontro, gli interessati non si sono presentati avendo fatto precedere l’appuntamento da una telefonata alle ore 13 con la quale comunicavano una difficoltà a completare una non ben definita perizia tecnica da esaminare durante l’incontro.

Alle ore 16,30, considerato che nessun messaggio perveniva da parte dei signori Angiolillo e da parte del loro procuratore, abbiamo considerato chiusa la seduta ed infruttuoso l’ulteriore tentativo di bonario accordo (il terzo) anche per una soluzione alternativa a quella progettata.

Di tanto ho preso atto considerando che “ad impossibilia nemo tenetur” (Nessuno è tenuto a fare le cose impossibili).

Conseguentemente adotterò tutte le determinazioni in linea con la volontà dell’Amministrazione Comunale e con le autorizzazioni rilasciate affinché si dia inizio alle opere e si proceda come per legge alla realizzazione di un’opera che rientra nell’interesse esclusivo della collettività locale, della Regione Molise e della Cultura in generale.

Arch. Francesco Valente
Responsabile Unico del Procedimento

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Commenti

5 risposte a “Quando il ciuccio non vuole bere non ci serve a cifiliare”

  1. Speravo in una soluzione veloce del problema, invece vedo che la cosa è dura.
    Forza Architetto (di nuovo, anche se non sono suo figlio).
    Saluti

  2. Caro Franco, oltre a ribadirti la bontà della soluzione alla questione dell’accesso al castello, volevo chiederti, anche se non c’entra con l’argomento,se è vero che la chiesa dell’Annunziata, in particolare il campanile, ha seri problemi di staticità. Ti ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordialità.

  3. Caro Sergio,
    se mi chiedi se il campanile dell’Annunziata abbia una struttura antisismica ti rispondo immedatamente che non è antisismica. Ciò non vuol dire che sia in pericolo di crollo.
    Come avrai notato la sua linea è visibilmente inclinata e credo che il fatto sia riconducibile alla sopraelevazione fatta alla fine del XVIII secolo quando furono sovrapposti due piani alla struttura seicentesca.
    Non sono documentato, ma probabilmente dopo il terremoto del 1805 fu realizzato una sorta di rinforzo (un contrafforte) che si riconosce chiaramente per la sua forma obliqua nella zona di attacco del campanile con la chiesa.
    Il problema più grave credo sia stato eliminato una decina di anni fa quando, su mia esplicita segnalazione, fu cambiato il modo di scampanare passando dal sistema detto all’italiana a quello detto alla francese.
    Ora le campane girano sul proprio baricentro e non si verifica più lo spostamento dell’asse del campanile con conseguente torsione della struttura.

  4. Avatar Giuseppe
    Giuseppe

    Caro Franco, scrivi:
    “Il problema più grave credo sia stato eliminato una decina di anni fa quando, su mia esplicita segnalazione, fu cambiato il modo di scampanare passando dal sistema detto all’italiana a quello detto alla francese”.

    Ti chiedo:
    – Sono cose che sento per la prima volta e non ho capito. Pensavo che per scampanare bastasse tirare la corda e far oscillare avanti e indietro la campana. Puoi spiegare più chiaramente la differenza tra il sistema italiano e quello francese.
    Grazie
    Giuseppe

  5. Caro Giuseppe,
    per fare presto ho preso la pubblicità di un costruttore di sistemi moderni (Festoni snc) dove vi sono due belle illustrazioni che chiariscono il concetto in maniera molto semplice: http://nuke.festoni.it/Campane/Sistemidiarmatura/tabid/70/Default.aspx

    L’autore del testo le chiama diversamente da come le ho definite io. Probabilmente è più corretta la sua definizione, comunque la sostanza tecnica del problema è nella esistenza o meno di un contrappeso.

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