Categoria: Curiosità molisane
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Ferdinando Caracciolo di Airola, conte di Biccari, in un’epigrafe di Rotello
ROTELLO: Perché in questa epigrafe si legge VICARI? . Marcello è stato il primo dei Caracciolo di Airola a tenere il feudo di Rotello. Secondo Masciotta sarebbe morto nel 1577, mentre pare più attendibile che sia deceduto il 24 novembre 1556. Fu componente del parlamento napoletano dal 1536 e fu il primo napoletano ad avere…
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MA CHI ERANO LE JANARE?
Credo che molti di noi si siano chiesti chi sono le “janare”. Se cercate su google esce una quantità di luoghi comuni su presunte analogie tra le janare e le streghe di Benevento. Niente di più generico, superficiale e, soprattutto, deviante. La streghe sono una cosa e le janare sono un’altra. . Per quante ricerche…
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“Fuori! Fuori! La casa è mia. Voi dovete uscire!” Così l’abate chiudeva ogni anno la fiera di S.Vincenzo al Volturno
Fuori! Fuori! La casa è mia. Voi dovete uscire! Così l’abate chiudeva ogni anno la fiera di S. Vincenzo. Non tutti sanno che Castel S. Vincenzo è un comune che è nato nel 1928 dalla fusione dei due antichi municipi di Castellone e San Vincenzo. . Sebbene nessun documento del Chronicon Vulturnense ci sia di…
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Francesco Maria Carafa della Spina, vescovo di Nola e figlio di Alfonso, duca di Montenero Valcocchiara, venne a Cupone nel 1714 a consacrare l’altare di S. Rocco
Francesco Maria Carafa della Spina fu fratello del padre di Alfonso Carafa che sappiamo essere stato sepolto nella chiesa di S. Giorgio a Petrella Tifernina e del quale ho ritrovato il busto nella chiesa di S. Domenico Maggiore a Napoli. http://www.francovalente.it/2015/02/04/la-statua-di-s-gaetano-a-napoli-e-don-alfonso-carafa-duca-di-montenero-e-rionero-e-signore-di-petrella/ Francesco Maria, forse nato a Montenero Valcocchiara, fu vescovo di Nola. Per un puro accidente,…
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Francesco Jovine – Viaggio nel Molise – 1941 – Venafro
Francesco Jovine nel 1941 ritornò in treno nel Molise per scrivere una serie di articoli per il “Giornale d’Italia”. Furono ripubblicati nel 1976 dalla scomparsa Libreria Editrice Marinelli con una prefazione di Nicola Perrazzelli del 1967. Il libro ormai è introvabile. Credo che valga la pena rileggere questa magistrale descrizione della regione nella quale Jovine…
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Rubio ha fatto una delle migliori pubblicità per il Molise sconosciuto
Ieri sera Rubio ha fatto una delle migliori pubblicità per il Molise sconosciuto facendo scoprire, insieme al grande (in ogni senso) Michele Fratino, quella cucina che non vogliamo capire essere il punto di partenza per ogni prospettiva di recupero di una tradizione ormai in via di estinzione. E’ stato come scoprire piccoli santuari dove, mentre la…
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L’architrave della chiesa del Purgatorio a Colletorto ricorda che è incerto il luogo della morte.
A Colletorto c’è una chiesa, chiamata del Purgatorio, che era la sede della confraternita del SS. Sacramento e dei Morti esistente già ai tempi di papa Paolo V che ne autorizzò l’istituzione nel 1607. . . La chiesa, come appare oggi, dovrebbe essere frutto di una totale ricostruzione che si concluse nel 1776 quando la…
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A proposito di “La Fraterna. Isernia, la fontana dei Misteri” ricevo da “Heritier d’Hetrurie” un commento che pubblico volentieri
A proposito di “La Fraterna. Isernia, la fontana dei Misteri” ricevo da “Heritier d’Hetrurie” un commento che pubblico volentieri perché serve a rianimare un dibattito su questo importante monumento, simbolo della città, ora ridotto a feticcio urbano mortificato nel ruolo di banale fondale fotografico. http://www.francovalente.it/2008/01/31/la-fraterna-di-isernia-la-fontana-dei-misteri/ “Heritier d’Hetrurie” Sono formidabili questi approfondimenti; strumenti indispensabili per coloro…
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Paolo Giordano. L’ultima dama di casa Molise
L’ultima dama di casa Molise di Paolo Giordano Nel Museo Provinciale Sannitico di Campobasso è conservato un frammento di ceramica che testimonia l’unione coniugale tra Riccardo II Gambatesa-Monforte e Tommasella di Molise. Il reperto è stato sempre “letto” in funzione degli studi sulla famiglia Gambatesa/Monforte, ma mai per narrare “l’altra metà del cielo”, ovvero la…
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Isabella di Capua, figlia di Ferrante duca di Termoli, decantata da Niccolò Franco per la sua bellezza.
Isabella di Capua, una delle due figlie di Ferrante duca di Termoli, per decisione paterna avrebbe dovuto sposare suo zio Vincenzo di Capua. Ferrante morì nel 1523 e Isabella, contrariamente alle decisioni del padre, sposò Traiano Caracciolo principe di Melfi. Sicché la sorella Maria fu costretta a sostituirsi nel matrimonio con lo zio Vincenzo.…
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Oggi è la festa di S. Gregorio Magno anche nel Molise
Entrando nella chiesa di S. Silvestro a Civitanova del Sannio, subito a destra, vi è una nicchia con una statua di papa in grandezza quasi naturale. Ai suoi piedi in epoca moderna è stata apposta una piccola targa con il nome “S. Silvestro”. Credo si tratti di un errore derivato dall’aver ritenuto che la statua…
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1972 e dintorni. Cartoline mai spedite da Castel S. Vincenzo.
Ogni tanto rimetto mano al mio disordinato archivio di foto scattate quando delle macchine digitali non si aveva alcuna idea. . . Avevo una Minolta SRT 101 e negli anni ’60 e ’70, addirittura, noi appassionati di foto, compravamo le pellicole a metri per ricaricare in casa i rollini. Poi, quando abbandonai la Minolta perché…
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Il Conte Verde e S. Stefano, oggi frazione di Campobasso, dove morì
Il paese di S. Stefano è famoso soprattutto perché qui, il 1° marzo 1383, moriva di peste Amedeo VI di Savoia, meglio conosciuto come il Conte Verde per la sua predilezione per questo colore che usò non solo per i suoi vestiti, ma anche per le divise dei suoi soldati e per gli arredi delle…
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1744. Carlo di Borbone a Fornelli e il sindaco ammazzato da un soldato svizzero.
1744. Carlo di Borbone a Fornelli e il sindaco ammazzato da un soldato svizzero. . . Mons. Celestino Galiani (1681 – 1753) nel Diario della Guerra di Velletri riferisce i particolari dell’assassinio del sindaco di Fornelli per mano di un soldato svizzero al seguito di re Carlo che da Castel di Sangro, passando per Rionero…
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.. tremulae sinuantur flamine vestes…: il mito di Europa in un antico bassorilievo in agro di Monteroduni
Ai piedi di una masseria di Monteroduni sopravvivono alcuni bassorilievi di particolare interesse che meriterebbero una maggiore attenzione. Furono pubblicati da Sylvia Diebner nel suo insuperato saggio sui bassorilievi di Isernia e Venafro (S. DIEBNER, Aesernia.Venafrum, Untersuchungen zu den römischen Steindenkmälern zweier Landstädte Mittelitaliens, Roma 1979) Non so se quelle pietre ancora sono al loro…
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L’epigrafe di Lucito. Non sempre esiste una soluzione facile.
L’epigrafe di Lucito. Non sempre esiste una soluzione facile. Da qualche tempo sto cercando di ricostruire una parte dell’itinerario di Enrico II alla volta di Benevento e Troia nel 1022 e sono convinto di aver bene individuato nella chiesa di S. Pietro di Pianisi il luogo in cui l’imperatore, al comando di un esercito di…
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L’Agnello che si libera del Demonio a Larino
Un anno fa Marcello Pastorini mi invitò a recarmi a Larino a vedere una strana pietra che egli aveva scoperto nella casa di Salvatore Malatesta nei pressi della cosiddetta Porta da Basso, a un centinaio di metri dalla Cattedrale. Si tratta di una pietra che una volta faceva parte di un edificio distrutto a…
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VINEA BENEDICTINA: Un angelo, una fiasca di vino e una sacca di farina alle sorgenti del Volturno. Era l’anno 703.
VINEA BENEDICTINA: Un angelo, una fiasca di vino e una sacca di farina alle sorgenti del Volturno. Era l’anno 703. Franco Valente Nel 703, Paldone, Tatone e Tasone, due fratelli ed un cugino, principi beneventani, probabilmente per motivi di natura politica decisero di allontanarsi dalla famiglia e dalla terra nativa senza far capire che…
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Castelmauro. Una pietra capovolta ricorda Giambattista Lomellino, un vescovo che si portava dietro una icona bizantina.
Castelmauro. Una pietra capovolta ricorda Giambattista Lomellino, un vescovo che si portava dietro una icona bizantina. La Madonna della Luce di Marcos Batha Il 2 maggio 1577 il padre domenicano Serafino Razzi passava per Isernia e annotava nel suo diario di viaggio: Visitai in questo dì Monsignor Giovambattista Lomellino, Vescovo, il quale mi mandò a…
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Due zampognari a S. Felice del Molise
Due zampognari a S. Felice del Molise S. Felice del Molise è un paese a me quasi sconosciuto. Ci sono stato una sola volta nel 2009 e di gran fretta. Credo che valga la pena ritornarci per capire meglio la sua storia. L’allora sindaco Rosida Norelli mi fece visitare quello che rimane dell’antico castello, poi…
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A S. Martino in Pensilis il leone mangia l’uva.
A S. Martino in Pensilis il leone mangia l’uva. A S. Martino in Pensilis c’è un problema che dovrebbe essere risolto: dove era l’antica chiesa di S. Nicola? Capisco che è un problema di poco conto rispetto alla storia dell’universo, però l’argomento potrebbe essere utile per capire meglio come si sia evoluta la struttura urbana…
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Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i provisores castrorum di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo. (Terza ed ultima parte).
Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i provisores castrorum di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo. TERZA ED ULTIMA PARTE Prima parte http://www.francovalente.it/2013/04/21/tracce-di-templari-molisani-borrellus-templarius-agneus-de-matricio-e-robertus-de-busso-i-loro-nomi-si-ritrovano-tra-i-provisores-castrorum-di-epoca-federiciana-in-calabria-in-campania-e-in-ab/ Seconda parte http://www.francovalente.it/2013/04/22/tracce-di-templari-molisani-borrellus-templarius-agneus-de-matricio-e-robertus-de-busso-i-loro-nomi-si-ritrovano-tra-i-provisores-castrorum-di-epoca-federiciana-in-calabria-in-ca/ Oblatio di Borrello conte di S. Eustachio in Pietrabbondante e S.…
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Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i “provisores castrorum” di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo. (Seconda parte)
Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i “provisores castrorum” di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo. Prima Parte www.francovalente.it/2013/04/21/tracce-di-templari-molisani-borrellus-templarius-agneus-de-matricio-e-robertus-de-busso-i-loro-nomi-si-ritrovano-tra-i-provisores-castrorum-di-epoca-federiciana-in-calabria-in-campania-e-in-ab/ SECONDA PARTE (In caso di utilizzazione di questo saggio, si prega di citare la fonte) Tuttavia i rapporti tra Federico…
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Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i “provisores castrorum” di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo.
Tracce di templari molisani: Borrellus templarius, Agneus de Matricio e Robertus de Busso. I loro nomi si ritrovano tra i provisores castrorum di epoca federiciana in Calabria, in Campania e in Abruzzo. (In caso di utilizzazione di questo saggio, si prega di citare la fonte) Prima Parte Non si hanno notizie di avvenimenti particolarmente importanti…
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“…panem et legumina et parum aque sumentes”. Pane e fagioli nella dieta dei monaci di S. Vincenzo al Volturno
“…panem et legumina et parum aque sumentes”. Un documento della Cronaca del Volturno ricorda che il pane e i fagioli erano nella dieta dei monaci di S. Vincenzo al Volturno. Verso la metà del XII secolo i monaci di S. Vincenzo al Volturno ebbero cura di raccogliere in un’unica cronaca tutti i documenti più significativi…
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Giancarlo Pavat interviene sul labirinto di Colli a Volturno
Giancarlo Pavat interviene sul labirinto di Colli a Volturno. Qualche tempo fa pubblicai alcune note su una piccola pietra che si trova collocata sull’antica chiesa di S. Leonardo a Colli a Volturno. http://www.francovalente.it/2012/09/16/il-labirinto-di-gerusalemme-a-colli-a-volturno/ Giancarlo Pavat mi ha scritto un commento che volentieri pubblico con il rilievo che merita. Buongiorno, mi chiamo Giancarlo Pavat, sono…
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A Rotello una delle più antiche rappresentazioni della fiaba di Cappuccetto Rosso
Forse a Rotello una delle più antiche rappresentazioni della fiaba di Cappuccetto Rosso Molti ritengono che la favola di Cappuccetto Rosso sia stata creata da Charles Perrault nel 1697 e che, con un finale diverso, sia stata raccontata nel 1812 anche dai fratelli Grimm che vi aggiunsero l’intervento del cacciatore. In realtà la storia di…
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Un angelo, una fiasca di vino e la farina alle sorgenti del Volturno. Era l’anno 703.
Un angelo, una fiasca di vino e la farina alle sorgenti del Volturno. Era l’anno 703. Andando alla ricerca di storie che permettano di capire se il vino sia stato da sempre un alimento importante nel Molise, non si poteva trascurare il Chronicon Vulturnense dove di vino e di vigne si parla spesso. Ma in…
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Un musicista marchigiano in quella strana Abbazia di S. Angelo del Pesco
Un musicista marchigiano in quella strana abbazia di S. Angelo del Pesco. Confesso di essere caduto dalle nuvole quando mi è arrivata una mail inviatami da Paolo Paoloni, studioso di musica antica da Tolentino nelle Marche. Dalla corrispondenza del prof. Paoloni rubo lo stralcio di un saggio che sta per pubblicare e che spero, appena…
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Quilli iurni: Nel 1171 tra S. Pietro Avellana e Capracotta due delle parole più antiche della lingua italiana.
Quilli iurni: Nel 1171 tra S. Pietro Avellana e Capracotta due delle parole più antiche della lingua italiana. Il memoratorium, per dirla in latino, è una “notitia brevis pro modernis et fucturis temporibus … ad memoriam retinendam” ovvero è una notizia breve da tenere nella memoria per i tempi moderni e futuri. Se ne fa…
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Isernia più o meno 32 anni fa.
Isernia più o meno 30 anni fa. Quando facevamo le fotografie in bianco e nero. Foto di Franco Valente
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Il Vino nel Molise.
Il Vino nel Molise. Vincenzo di Capua, la Tintilia e altre uve nel castello di Gambatesa. Frosolone. Tralci d’una sull’altare della Madonna delle Grazie e i Santi Biagio, Francesco e Antonio. Sec.XVII. (seconda parte) Nel tempo il gusto, anche nel bere, è profondamente cambiato. E’ noto che i vini che beviamo oggi non hanno nulla…
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Vincenzo di Capua, la Tintilia e altre uve nel castello di Gambatesa.
Vincenzo di Capua, la Tintilia e altre uve nel castello di Gambatesa. Con tutto il rispetto per l’Università del Molise e per le ricerche di altri studiosi che hanno portato a ritenere (non so su quali definitive basi) che la Tintilia sia stata importata nel XVIII secolo dai Borbone nel nostro territorio o che…
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Una veduta di Napoli in un quadro di Nicola Giuliani e nel Castello di Venafro.
A Dante Gentile Lorusso il merito di aver dato una svolta determinante per la conoscenza di un gran numero di artisti che nell’Ottocento hanno caratterizzato la storia artistica del Molise (D. GENTILE LORUSSO, Attraversamenti – Sulla cultura artistica nell’Ottocento molisano, Campobasso 2010. Artisti molisani di cui pochissimi sapevano l’esistenza. Tra essi ricorda Nicola Giuliani. In…