Chi è il misterioso personaggio nella Dormitio Virginis di Riccia?
Franco Valente
Nella chiesa dell’Assunta di Riccia, opportunamente blindato, vi è un quadro ligneo dedicato alla “Dormitio Virginis” che è stato attribuito a Silvestro Buono, un artista napoletano allievo di Antonio Solario, altrimenti detto Lo Zingaro. Qualcuno ha voluto andare oltre ritenendo che la data di esecuzione possa essere il 1480, anno in cui il Buono pare sia morto.
Non so se questa attribuzione possa essere certificata con sicurezza, ma l’opera è sicuramente tra le più interessanti della regione non solo per le qualità pittoriche e stilistiche, non solo per essere tra le rare rappresentazioni della scena della morte della Madonna, ma anche per il particolare di un personaggio che appare a lato del feretro di Maria che in genere, salvo eccezioni, non si vede nelle rappresentazioni analoghe.
Il tema del trapasso di Maria ha affascinato pittori di ogni epoca soprattutto per il tentativo di sintetizzare il tema all’assunzione di Maria Vergine al Cielo, una delle problematiche più importanti nel dibattito teologico cristiano risolto dalla Chiesa che vi ha messo una pietra sopra con la proclamazione solo negli anni Cinquanta del secolo scorso del dogma dell’Assunta.
Dal modo in cui l’avvenimento della morte di Maria è stato figurativamente trattato è possibile ritenere che nella Chiesa non vi sia stata univocità di interpretazioni: se Maria sia stata assunta in Cielo con tutto il corpo o se alla Gloria di Dio sia salita solamente la sua anima.
E’ noto che nell’arte antica l’anima venisse rappresentata sotto la forma di un bambino che esce dal corpo al momento del decesso. In tale modo, per esempio, Giotto la rappresenta nella celebre Dormitio ora conservata al Berlino Gemäldegalerie (http://www.metaforum.it/forum/showthread.php?t=11214)

http://www.metaforum.it/forum/showthread.php?t=11214
Con lo stesso significato l’anima di Maria appare nell’affresco cinquecentesco di Alessandro Casolani nella Collegiata di Radicondoli. Allo stesso modo nella originale Dormitio di Vigone (Torino) dove la sequenza del distacco dell’anima e il ricongiungimento a Cristo viene rappresentata in tre diverse scene collegate. (http://www.comune.vigone.to.it/images.asp ).
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Foto Adamini (http://www.comune.vigone.to.it/images.asp)
In questo caso a lato del catafalco di Maria appare, come a Riccia, un personaggio che però sembra vestire gli abiti di soldato.
La presenza dell’ebreo nella scena della Dormitio si trova anche in un bellissimo e monumentale affresco del 1536 realizzato da Jacopo Siculo nell’abside di San Giovanni Battista a Vallo di Nera (PG) (da un commento di “Berenice”)
Una bella rappresentazione trecentesca di una Dormitio si trova a Piove di Sacco (Padova) dove il nostro misterioso personaggio non appare, ma il corpo di Maria viene preso in cielo tra le braccia di Cristo in una mandorla mantenuta da sei angeli in volo. Qui gli apostoli sono tredici perché Giuda è sostituito da Mattia e vi è aggiunto S. Paolo che nella tradizione successiva fu considerato un apostolo anche se egli mai incontrò Cristo.

http://www.itinerariveneti.it/cariparo/padova/Il%20centro%20storico%20di%20Piove%20di%20Sacco.htm
Anche nella rappresentazione di autore sconosciuto della Dormitio nella cripta di Irsina, datati alla fine del XIV secolo, ad esempio, appare analogamente per quanto appare nella pittura di Riccia, il personaggio disteso ai piedi del letto di morte di Maria.

Si veda al proposito http://www.irsina.net/citt%C3%A0darte/affreschi.htm dove però l’autore del commento ritiene si tratti dell’angelo che taglia le braccia del demonio che cerca di rapire l’anima di Maria.
Ma veniamo alla Dormitio Virginis di Riccia.
Nella scena appaiono undici apostoli. Mancano Giuda Iscariota e S. Tommaso, ma è aggiunto S. Paolo che nel quadro dovrebbe essere l’ultimo sulla destra.

Un anziano S. Pietro, al centro della scena, veste abiti liturgici coperti da un piviale.
Sta leggendo da un libro che tiene nelle mani ed è assistito da S. Giovanni che regge un aspersorio ed un secchiello con l’acquasanta.
In alto quattro arcangeli sono in posizione orante verso un angelo centrale che sembra brandire una spada. Maria è secondo il solito distesa in un catafalco racchiusa in un mantello nero che le avvolge la testa come un cappuccio.
Davanti a lei, disteso a terra e con le braccia protese verso l’alto, il nostro misterioso personaggio.
Per capire il senso della pittura dobbiamo necessariamente attingere al testo apocrifo del cosiddetto Giovanni che descrive nei particolari cosa sia accaduto al momento della morte della Madonna.
Notoriamente il fatto è accaduto ad Efeso dove sarebbe dovuto essere presente solo l’apostolo Giovanni che in quella città avrebbe poi scritto l’Apocalisse dopo la prigionia a Patmos.
Nel testo apocrifo dello pseudo Giovanni si racconta, invece, cha la morte di Maria sarebbe accaduta a Gerusalemme dove, alla vigilia della sua morte, avrebbe ricevuto la visita di S. Pietro.
Essendone rimasta meravigliata gli chiese per quale motivo si trovasse a Gerusalemme e mentre lo interrogava una nube condusse davanti alla porta della sua camera tutti i discepoli di Cristo, ad eccezione di Tomaso, detto Didimo del Signore. Entrarono e, dopo averla salutata, l’adorarono dicendo: «Salve Maria, piena di grazia! Il Signore è con te ».
Secondo il racconto di Giovanni questi sono i nomi dei discepoli del Signore che furono trasportati sulla nube: Giovanni evangelista e Giacomo suo fratello, Pietro e Paolo, Andrea, Filippo, Luca, Barnaba, Bartolomeo e Matteo, Mattia detto Giusto, Simone Cananeo, Giuda e suo fratello, Nicodemo, Massimiano e molti altri che non era in grado di elencare.
Maria domandò ad essi quale fosse il motivo per cui si trovavano a Gerusalemme. S. Pietro rispose ponendo la domanda a lei perché ognuno di essi era in altre città e all’improvviso furono portati a Gerusalemme.
Ognuno di essi disse da dove era stato prelevato e che erano meravigliati di trovarsi là. Maria disse loro che prima che Cristo venisse crocifisso, lo aveva pregato perché il giorno della sua morte tutti i discepoili si trovassero presso di lei. All’ora terza della domenica, come lo Spirito santo era disceso sugli apostoli in una nube così discese Cristo con una moltitudine di angeli che cantavano dal Cantico dei cantici: «Come un giglio tra le spine, così l’amica mia tra le figlie ».
Tutti i presenti caddero bocconi e per tutto lo spazio di un’ ora e mezzo nessuno poté alzarsi.
Dopodiché l’anima di Maria fu assunta in cielo.
Mentre la nube saliva, tremò tutta la terra e, in un istante, tutti gli abitanti di Gerusalemme che assistettero alla morte di Maria furono posseduti da Satana e decisero di bruciare il corpo di Maria. In quel momento una grande luce li abbagliò e cominciarono a scontrarsi gli uni con gli altri.
Gli apostoli, colpiti da tanto splendore, s’alzarono e, recitando i salmi, iniziarono il trasporto del corpo santo dal monte Sion alla valle di Giosafat.
A questo punto Giovanni racconta di un episodio che accadde durante il trasporto del feretro:
Erano giunti a metà strada allorché un Ebreo, di nome Ruben, voleva gettare a terra il venerabile feretro con il corpo della beata Maria.
Ma le sue mani rimasero secche all’ altezza di un cubito e, volente o nolente, discese fino nella valle di Giosafat piangendo e gridando: le sue mani restavano, infatti, dirette verso il feretro e non riusciva a ritrarle.
Prese dunque a supplicare gli apostoli affinché lo salvassero con le loro preghiere e fosse fatto cristiano. Allora gli apostoli piegarono le ginocchia e supplicarono il Signore di perdonarlo. E subito, guarito, rese grazie a Dio, baciò i piedi della regina di tutti i santi e degli apostoli, nello stesso luogo fu battezzato e iniziò a predicare il nome del Signore nostro Gesù Cristo.
Gli apostoli deposero il corpo nella tomba con grande onore, piangendo e cantando pieni di amore e di dolcezza. Poi un’improvvisa luce celeste li circondò e caddero a terra, mentre il corpo santo fu assunto in cielo dagli angeli.
L’ebreo Ruben
Dunque il racconto apocrifo dello pseudo Giovanni ci aiuta a capire che il misterioso personaggio disteso a terra con le braccia alzate altri non è che Ruben, l’ebreo che aveva tentato di buttare a terra il corpo di Maria mentre gli apostoli lo trasportavano verso la valle di Giosafat per la sua sepoltura.

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