ArteCroci stazionarie

Gli angeli e una croce di S. Giovanni in una singolare crocifissione erratica a Campolieto

By 23 Gennaio 2010 No Comments

Gli angeli e una croce di S. Giovanni in una singolare crocifissione erratica a Campolieto

Franco Valente

CampltCroceValente (1)

Il tema dell’angelo che scende dall’alto verso Cristo in croce è abbastanza frequente nel basso medioevo soprattutto nelle croci astili sulmonesi. La sua funzione è stata diversamente interpretata perché l’angelo a volte viene visto come una sorta di soccorritore di Cristo nel momento più alto della sua passione, altre volte viene considerato come simbolo della sua glorificazione.

Comunque si voglia intendere la sua presenza, nella rappresentazione della crocifissione deriva dalle descrizioni particolareggiate delle varie scritture apocrife.

Valga come esempio il cosiddetto il Codice Sabaitico altrimenti detto “Interrogatorio di Bartolomeo” in cui si racconta che l’apostolo Bartolomeo dopo la sua morte abbia interrogato Cristo risorto perché gli manifestasse i misteri dei Cieli. Durante il colloquio Bartolomeo dice, tra l’altro: “Signore, quando tu andavi ad essere appeso alla croce, io ti seguivo da lontano, ti vidi appeso alla croce e gli angeli venire giù dai cieli ad adorarti”. (Codice “M” di Gerusalemme, Sabaitico, 1,5).

Un frammento di una crocifissione ora sistemato sulla facciata esterna di una casa privata di Campolieto (che in maniera approssimativa possiamo ritenere del XIV secolo) sembra essere derivato proprio dalla visione di Bartolomeo.

Si tratta di una composizione che il lapicida ha ripreso certamente da un codice miniato dove alla rozzezza del segno corrisponde un’attenta drammatizzazione dell’evento in chiave mariologica perché al dolore umano della Madre si oppone una sofferenza ormai sublimata del Figlio.

Cristo, coperto dal subligaculum (una fascia di decenza avvolta all’altezza delle anche) che arriva fino alle ginocchia, si presenta in posizione quasi eretta e tutto il peso si scarica su un suppedaneo conico sul quale i piedi sovrapposti sono inchiodati.

Nessuna trazione viene subita dalle braccia perché seguono lo schema da Y e le spalle del crocifisso sono al disopra dell’allineamento dei chiodi. Anzi, la leggera piegatura delle braccia sembra voler evidenziare un atteggiamento quasi trionfante, quasi anticipatrice della successiva resurrezione.

La gambe sottili e un corpo che mostra i segni delle costole contrastano con l’essenziale rotondità di un viso in cui la bocca sembra voler esprimere una ragionata indifferenza al dolore e gli occhi aperti tagliati a mandorla guardano di fronte quasi a voler sollecitare la riflessione che quel suo sacrificio si sia compiuto per altri e non per lui.

Il capo, dai lunghi capelli che scendono fino alle spalle, è già coronato come un re perché le spine sono state sollevate da uno dei due angeli che, vestiti di lunghe tuniche, appaiono simmetricamente in volo.

CampltCroceValente(2)

Sicuramente inconsueta è l’aureola crucisegnata del Cristo, non solo perché non contorna il capo essendo posta al disopra di esso, ma soprattutto perché contiene una cosiddetta croce di S. Giovanni (più conosciuta come croce di Malta) che evoca sicuramente presenze cavalleresche, comunque tutte da dimostrare.

Il fatto che Cristo non abbia il capo reclinato è significativo perché si riferisce al momento particolare in cui presso la croce sono Maria sua madre e Giovanni, l’apostolo prediletto. E’ dunque il momento in cui sta per pronunziare le parole “Donna ecco Tuo figlio, figlio ecco tua Madre”. Purtroppo la figura di Giovanni è completamente scomparsa e di essa rimane solo il vago profilo. Maria invece è ritratta nell’atteggiamento della madre che piange portandosi la mano sinistra al viso e trattenendo con l’altra il lembo del mantello al petto.

Leave a Reply


*