I bandi di concorso di idee a trucco

I bandi di concorso di idee a trucco

Franco Valente

Il comune di Venafro ha bandito un concorso di idee per una generica
“Ricostruzione del nuovo plesso scolastico “L.Pilla” sito in via Maiella ovvero
adeguamento dello stesso alle vigenti normative in materia antisimica”

A parte la genericità e l’ambiguità del tema vi sono alcune clausole che rendono sicuramente poco credibile che realmente si voglia fare un concorso serio.
Ne riassumo qualcuna:

ART. 3 – PROCEDURA CONCORSUALE
3.1 – (omissis)  Al vincitore, se in possesso dei requisiti previsti
dal presente disciplinare, potrà essere affidato, con la procedura
negoziata (omissis), l’incarico di progettazione
preliminare definitiva ed esecutiva e del coordinamento per la sicurezza in fase di
progettazione,
3.2 – L’Amministrazione si riserva, altresì, la facoltà a suo insindacabile giudizio di affidare
successivamente incarichi di direzione lavori, contabilità e coordinamento per la sicurezza
dei cantieri in fase di esecuzione.

In altri termini non vi è alcun obbligo per l’amministrazione di affidare al vincitore l’incarico della progettazione esecutiva.
La commissione sarà fatta da dipendenti del Comune senza alcuna precisazione sul titolo di studio o sulla professionalità che devono possedere.
Addirittura il Presidente è di fatto il Segretario Comunale che, notoriamente, è un laureato in legge.

ART. 9 – COMMISSIONE GIUDICATRICE
La commissione giudicatrice è composta da 3 (tre) membri oltre il segretario verbalizzante
senza diritto di voto. Le decisioni saranno assunte a maggioranza semplice. Le decisioni
della commissione giudicatrice avranno carattere vincolante. I lavori della commissione
giudicatrice saranno segreti. Di tutti i lavori della Commissione sarà tenuto un verbale
redatto dal segretario verbalizzante, custodito dall’Ente Banditore. La commissione
giudicatrice è così composta:
n. 1 Presidente: il Segretario Direttore Generale dell’Ente;
nr. 2 componenti: individuati tra il personale dell’Ente;
nr. 1 segretario verbalizzante: individuato tra il personale dell’Ente;

Ma un aspetto del concorso è sicuramente poco corretto: pagando 4.000 euro il Comune diviene proprietario del progetto senza nessuna garanzia che il vincitore venga incaricato della progettazione e della direzione dei lavori!

ART. 12 – ESITO DEL CONCORSO, PREMI
II concorso si concluderà con una graduatoria di merito e con l’attribuzione di n° 1 premio
attribuito al vincitore e di importo pari ad € 4.000,00.
Tale somma, nel caso di successivo affidamento per le ulteriori fasi progettuali si intende
quale anticipo di pagamento del corrispettivo dovuto.
L’Ente Banditore, con il pagamento del premio, acquista la proprietà del progetto
presentato dal vincitore.

Adesso mi aspetto la partecipazione di Renzo Piano, Paolo Portoghesi, Mario Cucinella o Massimiliano Fuksas, così se vince uno di loro per 4.000 euro il Comune di Venafro diviene proprietario del progetto e la parcella verrà pagata al primo servizievole sciacquino che farà il progetto esecutivo.

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Commenti

2 risposte a “I bandi di concorso di idee a trucco”

  1. Avatar Gianluca
    Gianluca

    Caro Architetto,
    abbiamo seguito la vicenda dell’istituto Pilla perchè interessati a cimentarci in un concorso in Molise,ovviamente io e la mia collega non siamo nè Fuksas tantomeno Calatrava ma siamo rimasti sconcertati da ciò che anche Lei segnala;oltre alla cifra del premio piuttosto contenuta visto il lavoro da svolgere per un concorso di idee e tenendo conto del fatto che il Comune ne diviene proprietario rimango anche un pò stupito dal tempo piuttosto ridotto dalla pubblicazione del bando alla consegna degli elaborati. In Piemonte abbiamo assistito a cose similari dove però l’Ordine si è schierato apertamente contro i Comuni con mail informative in cui si invitava a non partecipare per una serie di motivi elencati.Mi sembra piuttosto offensivo nei confronti di tutti i professionisti e di chi giustamente dovrebbe rivendicare la paternità del progetto in caso di vittoria.Peccato,sarebbe stato bello provarci!

  2. Caro Gianluca,
    oggi ho provato a leggere meglio il bando e più lo leggo e più mi convinco che a Venafro siamo nel paese delle banane.
    Tu sai che non ho peli sulla lingua e non mi so trattenere dall’indagare sulle responsabilità di questo ridicolo tentativo di rendere aperto un concorso chiuso.
    Un “concorso di idee” che presuppone la presentazione anche del computo metrico fa capire che qualcuno già ha il progetto, il computo metrico, l’idea, l’incarico e, molto probabilmente, anche la quantificazione preventiva della parcella.
    Il responsabile del pateracchio è l’Assessore all’Istruzione, ex ragioniere capo del Comune di Venafro, che ha un grande problema.
    Essendo di Ceppagna sa che non potrà mai fare il Sindaco di Venafro.
    Allora gli fanno fare l’Assessore all’Istruzione nella convinzione che, essendo il livello culturale di Venafro ai minimi storici, la situazione non potrà mai peggiorare.

    Ho un figlio architetto. Gli ho consigliato di partecipare comunque. Ha messo in moto la macchina ed è partito per Roma. Poi mi ha telefonato e mi ha detto che ci proverà. Anche se per formare il gruppo pare che bisogna associarsi con Padreterni titolati.

    E’ un concorso che finirà a brodo di cice, ma non bisogna darla vinta a questi professionisti dell’approssimazione, del clientelismo, della sciatteria, della politica di bottega, dell’incultura.

    Per quanto riguarda l’Ordine degli architetti di Isernia, preferisco stendere un velo pietoso.

    Basta vedere il silenzio dell’ordine sul concorso per il palazzo della Regione. Il silenzio sullo scandalo dell’Auditorium. Il silenzio sugli incarichi regionali.

    Altro che Sicilia, Calabria o Campania….

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