Una figuraccia mondiale della Regione Molise

Una figuraccia mondiale della Regione Molise

Franco Valente

Poco tempo fa l’arch. N. Carovillano, Responsabile del Procedimento per conto della Regione Molise, pubblicava un bando mondiale per il concorso di progettazione del nuovo Palazzo della Regione Molise che sarebbe costato la non modica cifra di 117 milioni di Euro (duecento miliardi di vecchie lire).

Un concorso che si sarebbe dovuto espletare sulla scorta di un misterioso cosiddetto Master Plan che si reggeva, con tutto il rispetto per chi lo ha redatto,  su una bufala urbanistica.

Io ancora non riesco a capire con quali criteri misteriosi la Regione Molise, con l’altrettanto misteriosa  connivenza degli ordini professionali degli Ingegneri e degli Architetti di Campobasso e di Isernia, conferisca incarichi e consulenze a professionisti che mostrano perlomeno una superficialità al limite della irresponsabilità.

E non riesco a capire come sia possibile che un funzionario regionale, nella piena consapevolezza che a poche settimane dalla pubblicazione del bando si sarebbe pronunziato il TAR su una questione di estrema delicatezza che avrebbe potuto vanificare tutto, possa permettersi di attivare una procedura che mette la Regione Molise in grave difficoltà, soprattutto di immagine, in tutto il mondo.

Leggendo il bando elaborato dall’arch. Carovillano avevamo già espresso severi giudizi di legittimità tante erano le contraddizioni con le norme vigenti in materia di pubblici concorsi. Le illegittimità erano così plateali e gravi che in molti hanno rinunciato a partecipare per evitare una colossale perdita di tempo e una grande quantità denaro di fronte a un’avventura che appariva con estrema chiarezza senza via di uscita.

Purtroppo al mondo esistono ancora le persone che credono alla befana molisana e oltre una trentina di raggruppamenti degli architetti più famosi al mondo si sono imbarcati in un’avventura che ora ci espone al ludibrio mediatico mondiale.

Non tutti sanno quanto sia costoso il solo predisporre la documentazione per partecipare ad un concorso di queste dimensioni.

Un concorso per un progetto di 117 milioni di euro non è cosa di tutti i giorni.

Ora sul concorso dell’arch. Carovillano si è abbattuto un macigno grosso come l’Everest perché tutta la procedura è diventata di botto carta straccia che non è buona manco per operazioni di pulizia corporale.

Se l’arch. Carovillano avesse avuto il buon senso di aspettare qualche giorno avrebbe evitato questo disastro amministrativo incommensurabile.

Ovviamente sulla questione un silenzio di tomba!

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise ha pronunciato una esemplare sentenza sul ricorso proposto da:

Associazione “Fare Verde Onlus” in Persona di Pasquale Ciotoli, rappresentati e difesi dall’avv. Giuseppe Ruta
contro
Comune di Campobasso, Regione Molise;
e nei confronti di
Efi S.r.l., S.G.C. Srl Gia’ Eurogroup Consulting Srl
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,
della delibera di Giunta Regionale del Molise n. 1186, del 4.11.08 pubblicata sul BUR Molise del 16.12.08; della determinazione dirigenziale del Direttore Generale della Direzione Generale I n. 59 del 19.11.08 pubblicata sul BURM n. 28 della Regione Molise del 16.12.08; del protocollo attuativo 01 dell’Accordo di Programma sottoscritto dalla Regione Molise e dal Comune di Campobasso in data 11.7.08, mai pubblicato ma citato nelle premesse della citata deliberazione sub. 1; dell’Accordo di Programma tra Presidente Regione Molise – Commisssario Delegato alla ricostruzione ed il Sindaco di Campobasso , per il Comune di Campobasso, sottoscritto il 28.11.05, mai pubblicato, ma citato, per relationem, dal Protocollo Attuativo n. 1 dell’1.08.08; della delibera di G.R. n. 1187 del 4.11.08, con la quale si è proceduto alla modifica delle condizioni di contratto concordate con l’Advisor a seguito di procedura ad evidenza pubblica; di tutti gli atti agli stessi presupposti, conseguenti e connessi, compresa la deliberazione CC. n. 48 del 26.09.07.

Con il ricorso, l’associazione “Fare verde onlus” ed il proprietario di un immobile, adiacente al sito oggetto dell’intervento in questione, hanno impugnato il provvedimento n.1186 del 2008, con il quale la Regione Molise ha approvato l’avviso pubblico per l’acquisizione di aree urbane per la costruzione della sede regionale e del concorso internazione di progettazione della medesima sede, sulla base “dell’impegno programmatico della Regione Molise verso la città di Campobasso” e “all’interno della specifica perimetrazione urbana di cui al protocollo attuativo 01 dell’accordo di programma sottoscritto tra la Regione e il Comune in data 11.7.2008”; nonché “in relazione al programma di trasformazione e riqualificazione urbana denominato Master plan città di Campobasso”.

Il Collegio, dopo aver rilevato la legittimazione dell’associazione “Fare verde onlus”, ha dichiarato di non condividere quanto scrive l’avvocatura nella memoria depositata il 1 aprile 2009, e cioè che “nulla vieta (alla Regione) di acquisire immobili e progetti che potrebbero rivelarsi inutilizzabili, per difetto dei presupposti urbanistico-edilizi di impiego a fini edificatori, il che sarebbe il frutto di un mero calcolo di opportunità, espressione del rischio economico-contrattuale dell’acquirente, frutto di una scelta di autonomia privata insindacabile”.
Tali considerazioni, ha detto il Collegio, possono valere, al limite, per un privato, non certo per un ente pubblico, che deve agire ed utilizzare le proprie risorse secondo i principi di ragionevolezza, buon andamento e legalità.

Il Collegio ha affermato che le amministrazioni pubbliche non possono procedere in modo contraddittorio o confuso, e cioè non possono, come nel caso di specie, procedere nell’attuazione di una localizzazione, che allo stato è in contrasto, quantomeno, con le scelte del consiglio comunale, di cui alla delibera di adozione della variante, senza che prima si sia completato, in modo legittimo, il procedimento urbanistico intrapreso, in modo da permettere detta localizzazione.
In altri termini, mentre la durata delle misure di salvaguardia riguarda i privati che vogliono esercitare le loro pretese edificatorie, le amministrazioni pubbliche coinvolte direttamente nel procedimento pianificatorio non possono, parallelamente, procedere in maniera del tutto contraddittoria con l’iter di adozione-approvazione tuttora pendente.

Per questi motivi il TAR Molise ha accolto il ricorso condannando in solido le amministrazioni resistenti al pagamento, in favore dei ricorrenti delle spese processuali ordinando che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Campobasso nella camera di consiglio del giorno 27/01/2010

La Regione Molise, ovviamente, non ha digerito la decisione del TAR Molise e in un comunicato dell’Assessorato alla Programmazione dice che farà appello:

La Regione Molise, in collaborazione e d’accordo con il Comune di Campobasso, ha da tempo avviato il percorso che porterà alla realizzazione della nuova sede degli uffici e degli organi regionali, all’interno di un più ampio piano di riqualificazione urbana dell’area interessata.

Lo specifico intervento riguarda lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, nonché tecnologico, per i quali l’ente ha riconosciuto l’opportunità del concorso di progettazione.
Il concorso, al di là delle oggettive finalità, intende rappresentare un suggestivo evento culturale internazionale di grande ritorno in termini di conoscenza e visibilità per Campobasso,  in grado di coordinare, in un quadro di unione convincente, le istanze pragmatiche di costruzione della nuova sede della Regione Molise e le diverse complesse argomentazioni urbane della città, con l’evidente fine di garantire, a favore dei cittadini, uno sviluppo sostenibile, pianificato e programmato per l’area più importante della città capoluogo.
Attraverso tale evento culturale, la Regione Molise offre alla collettività, molteplici proposte progettuali di elevata qualità provenienti da progettisti nazionali ed internazionali, che possono
rappresentare un momento di riflessione e crescita della cultura collettiva sui temi dell’architettura e della pianificazione urbana, in grado di innescare motivate e consapevoli scelte politiche, su cui confrontarsi e decidere.

Nessuna speculazione edilizia, ma un intervento edilizio misurato, attento e consapevole del contesto urbano in cui si colloca, urbanisticamente controllato ed equilibrato, conforme alle prescrizioni nell’aera di progetto destinata a zona H – Centro Direzionale e con indici di edificabilità al di sotto di quelli consentiti dal P.R.G. vigente.

L’opera pubblica sarà interconnessa alla città mediante l’attuazione di un piano particolareggiato, oggetto di concorso, il cui comparto di attuazione verrà perfezionato su iniziativa pubblica, congiunta e condivisa tra  la Regione Molise ed il Comune di Campobasso, in relazione alle proposte urbanistico-architettoniche del progetto vincitore e con il coinvolgimento e la partecipazione diretta dei cittadini al Master plan.
Si e’ gia detto e scritto che l’opera sarà costruita con tecniche ecosostenibili per la salvaguardia ambientale e con una concezione spaziale contemporanea di alto valore architettonico, strutturale ed impiantistico, che si caratterizzerà per innovazione e qualità. Un complesso edilizio bioclimatico, a basso impatto e ad alta efficienza energetica, che prevederà l’uso di materiali ecologici certificati, l’impiego di tecnologie energetiche alternative, naturali e rinnovabili, con emissioni inquinanti vicine a zero.

Il bando particolarmente attento alle esigenze ambientali, ha stimolato l’attenzione di tutti gli addetti ai lavori. Significativo l’articolo apparso sul settimanale di settore più prestigioso in Italia “ Edilizia e Territorio” pubblicato da Il Sole 24 ore che apprezzando l’iniziativa culturale recita testualmente: “Anche il Molise si iscrive al club “ politica e architettura “. Dopo il Pirellone bis di Milano firmato da Pei Cobb Freed appena inaugurato da Formigoni e gli uffici della Regione Piemonte affidati a  Massimiliano Fuksas, anche la piccola Regione del Sud punta ad attrarre una grande firma del design contemporaneo per il progetto di una nuova sede.”
La Regione con la costruzione della sede – al di là degli obiettivi di ridurre l’eccessiva frammentazione degli uffici regionali, di eliminare gli alti costi di gestione degli immobili in locazione, di soddisfare le esigenze di funzionalità, efficienza ed economicità della Pubblica Amministrazione – intende innescare significativi e strategici processi di sviluppo economico e sociale per la città. L’apporto professionale di alcune tra le migliori firme al mondo, non potrà che garantire la migliore riuscita dell’evento internazionale.
Il ricorso alla finanza di progetto eviterà costi aggiuntivi per la collettività e produrrà evidenti benefici in termini di bilancio per tutta la regione.

Lungo il percorso sarà cura della Regione e del Comune garantire momenti di raccordo con tutti gli attori della società civile campobassana e regionale (associazioni di cittadini, organizzazioni di settore, operatori economici, istituzioni a tutti i livelli, dando valore e raccogliendo le istanze, l’esigenze e le aspettative della collettività locale, in termini di rilancio economico e sociale).

A ciò serviranno gli eventi pubblici programmati, utili per promuovere e stimolare il dibattito pubblico e la partecipazione democratica della collettività locale (convegni, mostre dei progetti presentati, incontri della collettività con i progettisti nelle varie fasi del concorso, pubblicazioni).
A fronte di tutto ciò l’amministrazione regionale deve purtroppo prendere atto che contro questo strumento intellettualmente avanzato di discussione civile per la trasformazione del territorio urbano della città di Campobasso, la cui finalità è rilanciare l’immagine della città e la sua capacità d’attrazione di investimenti per lo sviluppo durevole dell’economia locale, si sono mossi interessi che stanno rallentando consistenti investimenti sul territorio, compromettendo la crescita sociale, economica e lo sviluppo occupazionale che la Regione vuole promuovere, in un momento di particolare crisi economica per la collettività locale. Una serie di ricorsi, promossi da soggetti che si definiscono “portatori di interessi della collettività campobassana”, con una rappresentazione, dei fatti e degli atti adottati, parziale e non corrispondente alla realtà, hanno portato il TAR Molise ad annullare vecchi atti che nulla hanno a che fare con il Master plan, che rappresentando un concreto processo di ammodernamento della città, è oggetto di ampio accordo tra Comune e Regione.

Alla luce di queste circostanze, pur nel rispetto delle decisioni della magistratura, la Regione non può non rilevare che esse si basano su presupposti di fatto diversi da quanto effettivamente accaduto con conseguente erroneità di tutto l’impianto motivazionale, che considera invertito l’ordine procedimentale in materia di programmazione, pianificazione e progettazione urbana, per i quali sono pienamente legittimati gli Enti pubblici territoriali.

Per questa ragione e proprio perché si confida nell’operato dei giudici amministrativi, l’amministrazione regionale, in assoluta sintonia con il Sindaco e l’amministrazione comunale  di Campobasso, ha già dato mandato all’Avvocatura di proporre appello al Consiglio di Stato contro le sentenze adottate dal TAR Molise.

Per il momento la figuraccia rimane

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