Vi ricordate dello scandaloso Museo archeologico di Castel S. Vincenzo?

Vi ricordate dello scandaloso Museo archeologico di Castel S. Vincenzo?

Franco Valente

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Se ne è ricordato Piergiacomo, lettore di questo blog, che recentemente ha scritto un commento (vedi  http://www.francovalente.it/?p=2110)    che mi fa piacere estrarre per portalo all’attenzione di tutti.

DENUNCIA SACROSANTA che sottoscrivo con passione e con alcune categoriche puntualizzazioni.
1 – Sacrosanta la verifica del rispetto delle norme in materia di procedure di affidamento dei contratti pubblici di servizi (progettazione e direzione lavori);
2 – Sacrosanta la verifica delle responsabilità in merito agli errori progettuali o esecutivi, che però dalle immagini appaiono marginali ed ammissibili rispetto al complesso dell’opera ed alla sua raffinatezza costruttiva;
3 – INACCETTABILE il silenzio degli enti in merito all’evidente fallimento socioeconomico dell’investimento pubblico;
4 – SCANDALOSO l’abbandono in cui versa quello che dovrebbe essere un centro di promozione culturale, attrazione turistica fonte di impiego per i giovani del territorio;
Oltre tutto ciò, tengo a sottolineare quanto sia INADEGUATO l’approccio culturale a sfondo della denuncia: la condanna dell’oggetto architettonico fatto di “ferraglia” e di vetro, colpevole probabilmente di non essere un FINTO EDIFICIO STORICO, come purtroppo ancora diffusamente nelle nostre regioni si declina un sentimento di matrice postmoderna deviata nel “neoeclettismo”.
MONITO: L’UNICO MODO DI RISPETTARE LA TRIDIZIONE è ESSERE CONTEMPORANEI.
I nostri avi sono sempre stati CONTEMPORANEI, soprattutto nell’edilizia vernacolare, “l’architettura senza architetti” che ha generato i nostri preziosissimi centri storici, i quali ora, santificati, sono oggetto di quotidiana eutanasia, a causa di un romanticismo astratto, che vorrebbe proteggerli con la mummificazione o la falsificazione.

Sempre a disposizione per qualsiasi sottoscrizione contro situazioni vergognose come il Museo Archeologico di San Vincenzo.
Piergiacomo.

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L’articolo era stato commentato anche da Francescopaolo:

Prima poteva essere una ulteriore “cattedrale nel deserto”.
Solo ora che si sta ruderizzando, l’edificio comincia, in maniera direi romantica, a far parte del paesaggio ferito.
Tutte queste segnalazioni di brutture, sprechi e sciaguratezze QUASI possono trasformare la dicitura “Il Molise che sogno” in “Il Molise che vivo”, oppure “Il Molise che incubo”.

Voi credete che la segnalazione sia servita a qualcosa?

Voi credete che la Corte dei Conti abbia preso qualche determinazione?

Voi credete che la Procura della Repubblica abbia aperto qualche inchiesta?

Ma veramente credete che nel Molise sia possibile chiedere il rispetto della legge?

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Commenti

5 risposte a “Vi ricordate dello scandaloso Museo archeologico di Castel S. Vincenzo?”

  1. Avatar Roberto
    Roberto

    Per forza che il denaro pubblico non basta mai, se viene impiegato in questo modo.
    Ma non è che uno dei tanti esempi nella regione e nemmeno il più evidente.
    Peccato. Anche perchè investimenti più oculati ed una migliore valorizzazione a scopo turistico del territorio, potrebbero offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani molisani, ma sembra che la cosa, stranamente, non interessi a molti…
    Cordiali Saluti
    Roberto Tomassoni

  2. Avatar giuseppe natili
    giuseppe natili

    va di moda in in questo periodo il ritornello di un noto vaccaro politico, che la magistratura è ormai politicizzata e che non se ne puo fidare, è sacrosanto la magistratura e veramente politicizzata quella di isernia, ma di destra e della mafia in colletti bianchi legalmente autorizzata, cia franco

  3. Avatar TIZIANO DI CLEMENTE
    TIZIANO DI CLEMENTE

    Mi sono sempre battuto sin dagli anni ’90, per la “socializzazione” del sito di San Vincenzo al Volturno. Non era la finta proprietà pubblica (cioè quella privata del gretto burocrate statale e degli interessi privati che incarna) ma quella collettiva e sociale, dove tutti potevano mettere a disposizione del bene comune (il sito) le loro idee e controllarne democraticamente l’attuazione e la gestione, dal “cittadino comune” all’associazione politica o culturale, alle persone scientificamente competenti siano o meno dipendenti dello stato.
    Le competenze professionali incardinate nel ministero e quelle esterne dei singoli dovevano cioè agire in sinergia al servizio della colettività e sotto il suo controllo democratico e partecipato. Ricordo che queste capacità vi erano: dal prof. Hodges, all’Arch. Valente, alle competenze interne al Ministero dei Beni culturali ed altre che potevano coinvolgersi.
    Ricordo l’dea del Prof. Hodges, quella del “museo vivente”, cioè che fosse in grado di far rivivere sul sito, in un qualche modo, l’atmosfera del tempo, in contrapposizione al casermone-baraccone adibito a cimitero di reperti peraltro di difficile accesso e fruibilità. Bruttezza a parte come da foto.
    Ricordo anche che proposi il recupero dal degrado di un Palazzo antico (di proprietà dei De Iorio), sito peraltro in uno dei punti più belli del centro storico di Castel San Vincenzo con bel vedere sulla pianura di Rocchetta, per adibirlo ad “appendice” del “museo vivente” sul sito; proposi di creare ed inserire una biblioteca comunale nel contesto del sito -anche in sinergia con il patrimonio ambientale del Parco Nazionale-.
    per parte mia credo di aver capito una cosa: fin quando la legge del profitto sarà la molla del nostro “vivere civile” rimarrà sempre difficile realizzare questi “sogni”.
    Si scatenò infatti la guerra di tutti contro tutti sul fiume di miliardi pubblici di vecchie lire che intanto scorreva, facendo della cultura una merce, sotto l’egida di pezzi della borghesia ecclesiastica campano-ciociara in concorrenza tra loro. Ovviamente gli inetti pseudo amministratori comunali esprimevano solo la loro totale nullità e, tra una passatella e l’altra al bar, attendevano di sapere il potente di turno a cui votarsi, cioè quello uscito vincitore nella lotta spartitoria de qua. Regione e Provincia, ovviamente in modo colto e raffinato, assecondavano i contendenti chi da una parte chi dall’altra.
    Il risultato? quello evidenziato nelle foto dall’Arch. Valente.
    Ricordate più o meno cosa disse Albert Einstein ad un nazista suo compagno di studi, dopo aver ascoltato un suo demenziale e delirante discorso di idolatria verso Hitler? “Vi sono due cose infinite: l’universo e la stupidità umana. Sul primo ho dei dubbine. Sulla seconda sono certo”.

    Legge del profitto a parte, le foto- denuncia mostrate dall’Arch. Valente non mostrano l’ennesimo prodotto della infinita stupidità umana?

  4. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Quel Museo è servito a dar tono alla moglie di Federico Marazzi, tale Raffaella, una piccola sua ex studentessa (credo 20 anni di differenza)….serve a qualcosa dirlo?

  5. …Che tristezza!! Sta diventando sempre più triste e forse anche inutile sottolineare le brutture che ci sovrastano…..La nullità dei personaggi che ci rappresentano, un cratere di persone che quasi bisogna augurarsi che non facciano nulla, così almeno non sventrano irrimediabilmente l’ ambiente e tutto ciò che di buono ci hanno lasciato i nostri e i loro predecessori. Il nostro Molise, un territorio interessantissimo (che ammetto di non conoscere tanto) che avrebbe bisogno di un manipolo di persone passionali per poter essere rivalutato anche nella sua dignità…..grazie Franco!

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