Il fantasma della Cricca. Ogni tanto riappare nel cantiere dell’auditorium

Il fantasma della Cricca. Ogni tanto riappare nel cantiere dell’auditorium

Franco Valente

In questi giorni il Quotidiano del Molise ha riportato la notizia che la Procura di Roma starebbe indagando sulle misteriosi procedure dell’appalto più scandaloso degli ultimi 150 anni a Isernia.

Comincio a credere che l’imbroglio sia molto più grande di come anche io possa immaginare.

La cosa che mi sembra particolarmente strana è che sto denunciando queste cose da quattro anni alla Magistratura, ma non sono riuscito a saper una virgola dell’inchiesta.

Le uniche notizie mi sono venute da carte asettiche dei Tribunali di Isernia e di Roma che mi sembrano popolati da fantasmi. Al Tribunale di Roma ci ho messo un’ora solo per trovare la stanza del Pubblico Ministero che tiene il fascicolo.

A Isernia il Sostituto-procuratore ha tentato già due volte di far archiviare il procedimento con un paio di motivazioni che mi hanno costretto ad un ricorso presso il GIP per vedere perlomeno avviata l’inchiesta.

A Roma una scheletrica richiesta di archiviazione mi ha portato ad una ennesima opposizione che, pare, finalmente abbia fatto muovere qualcosa.

Al TAR Lazio sto ancora aspettando che venga fissata l’udienza ed ho speso migliaia di euro di bolli e tasse!

L’aspetto grave delle attività delle Procure di Isernia e di Roma è relativo alla circostanza che i titolari delle indagini fino ad oggi non hanno ritenuto di sentirmi una sola volta nella qualità di persona informata dei fatti.

Silenzio di tomba dagli Uffici della Corte dei Conti di Campobasso, mentre una incredibile risposta interlocutoria mi è pervenuta da parte dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti e Lavori Pubblici di Roma.

Quest’ultima elefantiaca istituzione, alla quale mi sono rivolto, in un primo momento aveva sospeso le indagini perché non avevo usato il modulo previsto da loro per inoltrare l’esposto!

Intanto si continuano a sperperare milioni di euro per un auditorium che, a parte gli scandali denunciati, non potrà essere mai gestito e che costituirà uno dei più grandiosi disastri gestionali del comune di Isernia.

Chi vivrà, vedrà!

AuditoriumPlastico

Scritto il 05 ottobre 2010. Il Quotidiano
Verifiche della magistratura anche sulle denunce pubbliche di Franco Valente e Tiziano Di Clemente. Una bomba pronta ad esplodere. È quella dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma: vuole vederci chiaro anche sull’appalto dell’auditorium di Isernia. I “rumors” provenienti dalla Capitale parlano di novità imminenti. Alcuni nomi in qualche modo legati a questa opera sono riconducibili alla cosiddetta “cricca”. Dall’inchiesta principale la magistratura ha preso molti spunti. Si sono aperti nuovi fascicoli. Uno dei tanti raccoglie una montagna di documenti. Sulla cartella c’è scritto: Isernia. Sotto la lente della Procura capitolina non solo tutto l’iter che ha portato all’assegnazione dei lavori, ma anche alcune denunce pubbliche partite proprio dal capoluogo di provincia pentro. Nei mesi scorsi il coordinatore regionale del Partito comunista dei lavoratori, Tiziano Di Clemente, si era rivolto alla magistratura di Perugia (competente per le indagini sulla nuova P2). Non da meno Franco Valente. L’architetto venafrano, oltre a presentare un ricorso al Tar in seguito all’assegnazione dell’appalto, ha criticato il costo dell’opera: sarebbe lievitato – e non poco – rispetto alla spesa iniziale prevista. Valente ha tra l’altro messo in dubbio anche i tempi di consegna. A suo avviso sarà dura fare in tempo per l’appuntamento del 2011. Ma è pur vero che i lavori nell’area dell’ex X Settembre procedono spediti. Parallelamente va avanti spedita anche l’indagine della Procura, assicura una gola profonda che bazzica il palazzo di giustizia della Capitale

da @ltromolise
LA DENUNCIA – Auditorium di Isernia, altri aspetti da chiarire
di TIZIANO DI CLEMENTE* – Anche il Molise è vittima delle inique manovre governative nazionali e regionali, che scaricano sulle masse popolari i costi della crisi e del deficit statale causato anche dalle varie cricche borghesi ed ecclesiastiche, in termini di tagli alla sanità, alla scuola, alla previdenza e di attacco senza precedenti ai salari e all’occupazione.
Anche ad Isernia appare spropositato e poco legato ad esigenze collettive un auditorium che dal quadro economico  costa 41 milioni a fronte di scuole non a norma, tagli alla sanità ecc.
Rendendoci interpreti del malcontento popolare isernino, come è noto, già il 5 giugno scorso già inviammo un esposto alla Procura di Perugia (titolare dell’inchiesta sulla “cricca” circa il filone degli appalti sui festeggiamenti del 150 esimo dell’unità d’Italia), per verificare se esistesse un qualche collegamento anche rispetto alla vicenda dell’Auditorium di Isernia (sollevata dall’Arch. Valente partecipante alla gara progettuale), fornendo una serie di elementi che rendemmo noti all’epoca.
In attesa dell’esito di tale esposto, avendo raccolto ulteriori elementi, abbiamo deciso di integrare l’esposto e di investire (anche noi in aggiunta all’Arch. Valente) la Procura di Isernia di tale vicenda.  Gli ulteriori elementi che abbiamo sviluppato riguardano infatti il ruolo del Comune di Isernia ed in particolare quello del sindaco Melogli e dell’ex assessore Castiello poi dirigente nominato “intuitu personae”.
1. Con delibera n. 84 del 19 aprile 2005 la Giunta Municipale (Melogli sindaco e Castello assessore) stabiliva i nomi dei membri della commissione per l’esame degli elaborati partecipanti al concorso e con delibera G.C. n. 121 del 13 giugno 2006  approvava il progetto vincente con lavori a base d’asta € 4.997.259,01;
2. Nel novembre 2006 muore il titolare del progetto vincitore (Prof. Culotta) e si crea anche il “giallo” (ancora da chiarire) denunciato dall’arch. Valente circa una presunta attività misteriosamente imputata al professore dopo la sua morte;
3. Nel maggio 2007 l’assessore Castiello decade da assessore e vi sono le nuove elezioni: ma Melogli è di nuovo sindaco e ripesca il dott. Castello come dirigente del settore “Viabilità ed ambiente”.
4. da ottobre 2007, spuntano, nell’auditorium di Isernia, a fianco di Melogli e  Castiello, l’ing. Fabio De Santis (responsabile unico del procedimento), Mauro della Giovampaola  (coordinatore direzione lavori), coinvolti nella inchiesta della “cricca”, e Riccardo Micciché (responsabile del procedimento) fratello di quel Fabrizio Micciché (della Giusilenia SRL sotto “cosa nostra” di Agrigento, con curriculum di ingegnere,  parrucchiere ed esperto in coltivazione di erbe;
5. L’OICE (associazione dei professionisti del settore) il 14-11-2007 indirizza una nota diretta anche a Prodi e Di Pietro all’epoca Ministero competente, a Balducci (della cricca), contestando la violazione dell’art.53 del codice dei contratti anche per l’auditorium di Isernia per mancata predeterminazione del progetto definitivo nell’appalto (alias il trucco per far lievitare il quadro economico); ma perviene risposta negativa dalla preposta Forleo, la stessa che farebbe parte del “sistema gelatinoso” secondo il gip di Firenze. Anche un interrogazione
6. Anche da alcuni atti parlamentari (seduta n. 273 del 21/12/2007 – senatore Valentino), risultano rilievi circa i metodi di aggiudicazione (anche per la gara dell’auditorium di Isernia) che lasciavano ampi margini di discrezionalità (forieri di arbitrarietà decisionali) e insufficiente tempo di pubblicizzazione del bando;
7. Così il Quadro Economico a firma del Sindaco Melogli, del Responsabile del Procedimento ing. Fabio De Santis,  e del dott. Giulio Castello (ex assessore diventato progettista) non è più di 5 milioni ma diventa magicamente di ben 41 milioni di euro (di cui 2.529,600,00 euro per gli amici progettisti), violando anche la clausola per cui con uno scostamento dei costi superiore al 15% rispetto al progetto approvato, si sarebbe avuta la decadenza del progetto vincitore e la restituzione del premio.
8. Intanto si aggiudica già il primo appalto primo stralcio di € 21.320.000,00. base d’asta con Bondi che benedice l’opera.
9. Come senon bastasse Melogli inizia ad avanzare pubblicamente richieste di altre somme, sino ad arrivare da 41 a 56 milioni e fare dichiarazioni confuse e contraddittorie;
10. Emerge – a nostro avviso – anche una sorta di “conflitto di interessi” controllore e controllato tra il Castiello dirigente e comandante della Polizia Municipale e il Castiello – direttore operativo dei lavori dell’auditorium- , tra il Castiello assessore che ha partecipato all’approvazione dell’iter quale politico ed il Castiello tecnico progettista che firma il quadro economico lievitato magicamente da 5 milioni a 41 milioni.
11. E’ emersa anche una “sorpresa geologica” che invece era ben prevedibile – stante gli atti regionali resi noti- che pure ha contribuito a lievitare i costi, senza contare i dubbi sul rispetto della destinazione del suolo ove sorgeva lo stadio “X settembre” (vincolo per donazione per finalità sociali-sportive fatto nel dopoguerra da un privato come giò rappresentato nell’esposto inoltrato alla Procura di Perugia cui si rinvia.

Tutti questi aspetti saranno da noi sottosposti al vaglio della Procura di Isernia  con apposito esposto, ad integrazione di quello già inoltrato alla Procura di Perugia ed attendiamo su ciascuno dei suddetti punti, ancora una risposta dal sindaco di destra Melogli che sinora ha saputo solo fornire notizie non vere e contraddittorie.

*COORDINATORE REGIONALE P.C.L. MOLISE

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