Croci stazionarie

La crocella di Monacilioni

By 6 Ottobre 2010 Gennaio 2nd, 2011 2 Comments

La crocella di Monacilioni

Franco Valente

A Monacilioni viene chiamata “la crocella” quella croce che una volta era sul sagrato della chiesa di S. Reparata che, di antica fondazione extraurbana, fu visitata il 1° di giugno del 1707 dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo di Benevento e successivamente papa Benedetto XIII.

MonacilioniS.Reparata2

Della consacrazione del nuovo altare (oggi scomparso per dare posto ai soliti altari definitivamente provvisori) rimane traccia nella lapide che ancora si conserva al suo interno a lato della nicchia di S. Francesco Saverio.
ECCLESIAM HANC CVM IPSIVS VNIGENITO
ALTARI IN HONOREM DEI EIVSQUE SS
MATRIS AC VIRGINIS MARIAE ET S. REPA
RATAE VIRGINIS ET MART. SOLEMNI RITV
DEDICANS DIE 1 IVNIJ MDCCVII SACRA
VIT F T. VINCENTIVS MARIA ORD. PRAED
EPISCOPVS TVSCVLANVS S. R. E. CARD
VRSINVS ARCHIEPISCOPVS OMNIBVS
VERO FIDELIBVS IPSAM VISITANTIBVS
DOMINICA POST OCTAVAM DEDICATIONIS
SACRA BASILCAE METROPOLITANAE AD
QVAM ANNIVERSARIAM HVIVSMODI
CONSECRATIONIS DIEM TRANSTVLIT ET
IN SINGVLIS EIVSDEM B.V.M. AC S. RE
PARATAE FESTIS CENTVM INDVLGENTIAS
DIES PERPETVO CONCESSIT

Successivamente, per la solita necessità di dare spazio alle automobili, la croce è stata spostata all’interno di un giardino che fronteggia la piazza ed oggi a malapena si riesce a vederla nel groviglio di elementi di disturbo entro la quale si trova collocata.

Sicuramente, a parte le questioni estetiche, ha perso completamente la sua funzione stazionaria quando costituiva il punto di riferimento fisico per le cerimonie processionali che si svolgevano nell’ambito delle azioni liturgiche per guadagnare quelle indulgenze cui fa cenno la lapide del cardinale Orsini.

A memoria di anziano, attorno alla croce erano sistemati alcuni sedili in pietra, anch’essi rimossi e definitivamente scomparsi.

La croce di Monacilioni rientra tra i modelli dalle braccia, rinforzate all’incrocio, con terminazione trilobata. E’ limitata, in parte sovrapponendosi ad essa, dalla solita cornice circolare decorata sul perimetro da una sequenza di foglie appena sbozzate.

MonacilioniCrocella2

Sul fronte è un Cristo con le braccia allargate in maniera da far immaginare che non sia sottoposto a trazione. Il corpo, coperto dal subligaculum, è piuttosto tozzo e i piedi inchiodati sono sovrapposti. Il capo, dai capelli che si allungano sulle spalle senza corona di spine, è leggermente reclinato ed è chiuso in un’aureola piatta.

In alto un vistoso cartiglio con l’acronimo INRI.

MonacilioniCrocella3

Sulla parte posteriore la parte centrale della croce è occupata dall’immagine  della Madonna Assunta in Cielo, seduta ed avvolta in un mantello che le copre anche la testa chiusa in un’aureola.

La croce è appoggiata a una base che sembra vagamente un mortaio sul quale sono incise le iniziali Z. V. con la data 1923 sul fronte e A.P., separate da una linea incrociata sul retro.

Non sono noti i collegamenti tra quelle iniziali ed il suo trasferimento. Sicuramente la grande colonna sulla quale il tutto si appoggia proviene dalla diruta Chiesa Madre dedicata all’Assunta.

MonacilioniCrocella4

Le quattro volute, appena accennate, sulle quali si appoggiavano le cornici di uno scomparso capitello, sembrano rinviare ad un’architettura normanna che doveva caratterizzare l’impianto a tre navate dell’antica chiesa.

Un’altra colonna della medesima chiesa dell’Assunta, in epoca più recente, è stata utilizzata per una croce devozionale eretta nel 1975 sulla carrozzabile che viene da Toro. A tanto provvidero Saverio e Lucia Leccese, come ricorda la lapide marmorea che ancora sopravvive malamente ai suoi piedi.

MonacilioniCrDev1 MonacilioniCrDev2

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  • Nicolino Di Cera ha detto:

    Se e’ possibile ; Vorrei avere una foto della crocella originale’ cioe’ quella che era esposta davanti alla cappella
    Grazie

  • Franco Valente ha detto:

    Gentile Nicolino,
    purtroppo io non possiedo alcuna immagine, ma spero che qualche collezionista, leggendo questo articolo, si faccia vivo.

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