Caro amico ti scrivo….
Domenico Caiazza
Domenico Caiazza, il maggiore conoscitore del Matese, della sua storia, del suo territorio, delle sue bellezze, dei suoi problemi, è tra gli amici con i quali condivido la passione per la terra in cui viviamo
Perciò con particolare piacere (anche se so che è stato fortemente condizionato da una antica amicizia) pubblico la nota telematica che, scritta di getto, mi ha inviato.
Caro Franco,
ieri sera ero a Venafro per recuperare un passeggero, la corriera era in ritardo ed ho pensato di fare un salto a vedere il castello. Mancavo infatti da quando erano state appena avviate le operazioni di ripristino ed iniziato lo svuotamento del fossato.
Ho parcheggiato sul piazzale col muso dell’auto verso la valle e, appena sceso e voltatomi verso il castello, sono rimasto senza fiato.
Liberato dal barbarico moderno barbacane che lo opprimeva e faceva diaframma verso il piazzale, isolato dai detriti, risorto lo snello alto pilastro che regge il ponticello, il maniero dei Pandone è tornato all’antica imponenza, riacquistando solennità e dialogo libero con il contesto.
E’ uno splendore!
Testimone splendido di tempi antichi eppur presenti nella loro eredità monumentale.
Solo un audace ( un folle?) come te poteva immaginare e tentare l’impresa che ha dato risultati spettacolari.
Beata Venafro che ti ha come cittadino e ti ascolta e lascia operare per amore del bene, del bello, della nostra storia, della nostra civiltà, della nostra identità.
Ora va riqualificato il piazzale per completare l’opera, ma sono certo che già ci hai pensato
A proposito: ho parcheggiato tra molte macchine e mentre ammiravo il castello altre ne sono arrivate e ne scendevano giovani sicchè mi pare che la riqualificazione abbia giovato anche alle attività economiche dall’area, che se ben ricordo non erano entusiaste, almeno a principio.
Altrove si opera e teorizza come segue:
beni culturali e ambientali non più considerati solo in funzione della tutela e della conservazione, ma come driver di sviluppo industriale eccezionale per la crescita dei nostri territori e di tutta la nostra economia (Giovanni Gentile, presidente Confindustria Firenze).
Un modello innovativo, in pratica, di Golden economy capace di fare estrarre da quei preziosi giacimenti sviluppo economico e scientifico e di conseguenza sociale
Tu operi per il riscatto e l’economia del nostro Sud
Ad maiora ed un abbraccio
Domenico Caiazza



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