LA DENUNCIA di P.C.L. Molise – Auditorium di Isernia, il pasticcio di Melogli
(da @ltroMolise)
di TIZIANO DI CLEMENTE* – Come è noto il P.C.L. Molise ha denunciato pubblicamente e legalmente la vicenda dell’auditorium di Isernia (inserito nelle celebrazioni dell’anniversario dell’unità d’Italia),nell’ambito della più generale battaglia contro le politiche governative e locali, che da un lato sperperano miliardi di euro per arricchire le varie cricche borghesi ed ecclesiastiche e dall’altro tagliano le spese sociali essenziali (sanità, scuola ecc.) e scaricano la crisi sui lavoratori e le masse popolari.
Si ricorda che la nostra denuncia sull’auditorium di Isernia riguarda in particolare la lievitazione dei costi da 5 milioni (previsione progettuale aggiudicata) a 41 milioni di euro (quadro economico in fase di appalto) per un’opera spropositata rispetto alla nostra piccola cittadina che serve solo ad arricchire appaltatori, progettisti e chissà chi altri…
Ma in aggiunta a tutto quanto già denunciato, poniamo all’attenzione della opinione pubblica ulteriori e recenti dimostrazioni del disastro, a spese della collettività, causato dalla giunta di destra Melogli e dal governo Berlusconi anche su tale opera, disastro che emerge dalle ultime due deliberazioni di Giunta Comunale, la n.145 del 1-10-2010 e la n.155 del 19-10-2010 aventi ad oggetto la perizia di variante della Presidenza del CDM sui lavori dell’auditorium.
Da tali deliberazioni si evince che i fondi stanziati, benché già enormemente lievitati rispetto alla previsione (il che è come detto già oggetto di inchiesta), non saranno comunque sufficienti a garantire la realizzazione dell’intera opera ed in particolare:
* rimarrà incompiuta “a grezzo” la prevista “galleria commerciale”, non sarà completata la sala principale dell’Auditorium,
* non sarà realizzato un nuovo impianto sportivo in località “Le Piane” (del costo di ulteriori circa €.4.000.000,00) che avrebbe dovuto sopperire alla perdita (sciagurata) del vecchio stadio X Settembre.
Infine emerge nuovamente l’incognita della gestione futura (ammesso che mai si avvierà): già in precedenza non si capiva bene come la struttura avrebbe potuto finanziare la sua gestione corrente, con il rischio di aver creato l’ennesima cattedrale nel deserto.
Ebbene, è evidente che, senza la galleria commerciale, viene meno anche quel minimo di “autofinanziamento” che sarebbe potuta derivare per la gestione della struttura.
Ovviamente noi continueremo le nostre battaglie contro le cricche borghesi nazionali e locali e saremo vigili perché ogni danno sia ripagato alla collettività da parte dei responsabili.
*COORDINATORE REGIONALE P.C.L. MOLISE
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