A 150 anni dall’annessione al Piemonte di Camillo Càvur, una vergognosa mistificazione a spese del popolo meridionale.
Sarà intitolato alla “Baldesandella” (Bal.Desan.Della. – Protezione Civile spa) l’Auditorium di Isernia?
Continuano, con massicce dosi di malainformazione, i tentativi di dare un significato popolare alla violenta annessione dell’Italia Meridionale agli interessi di quella politica fallimentare gestita da Camillo Càvur, affiliato alla massoneria italiana assoggettata agli ordini di quella internazionale.
Con la scusa di questo centocinquantesimo anniversario, nel quale si celebra la definitiva distruzione della realtà storica e geografica degli antichi Italici, già fortemente penalizzata dalla secolarizzazione dello Stato Pontificio, si sta sperperando un fiume di denaro nel tentativo di dare una verginità storica ad un movimento che, nato da una concreta idea di unità nazionale, si era trasformato in una organizzazione economico-militare finalizzata al saccheggio sistematico del Sud dell’Italia e alla distruzione dello Stato delle Due Sicilie.
A Isernia,
con una Magistratura che in nome del Popolo Italiano tenta sistematicamente di archiviare una inchiesta su quel malaffare di cui è impregato il faraonico appalto dell’Auditorium del Centenario,
con il tappo messo in bocca a inetti politicanti di destra, di centro e di sinistra,
con l’apporto significativo sul piano organizzativo e programmatico della Cricca Risorgimentale Italiana (La “Baldesandella”),
si stanno sperperando 56 milioni di Euro per celebrare la morte del Sud.
Con 56 milioni di euro si sarebbero costruiti 560 appartamenti popolari.
Con 56 milioni di euro si sarebbero potuti restaurare tutti i monumenti più significativi della regione.
Con 56 milioni di euro si sarebbero potute realizzare venti sale superlative per la cultura nel Molise.
Con 56 milioni di euro si sarebbero potuti risanare parti consistenti dei più importanti centri antichi della regione.
Invece si costruisce una macchina sperperatrice nella quale, solo per accendere le luci (.. ammesso che bastino i soldi per metterle…), si dovrà affrontare una spesa pari a quella necessaria per illuminare l’intero quartiere di S. Leucio di Isernia.


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