L’Amministrazione Comunale di Isernia farebbe bene a trovare qualche santo in Paradiso che fermi il tempo per far completare nei termini l’Auditorium.
Franco Valente
Il 2 dicembre, dopo una strana comunicazione del dott. Bravi, ho rilasciato la dichiarazione che segue al giornalista de “La Voce del Molise”, Paolo De Chiara.
Devo solo precisare, ad integrazione per onore di verità, che nel frattempo l’Autorità Giudiziaria ha cominciato ad interrogarmi. Da quello che ho capito l’inchiesta è complessa, ma vedremo di capire come sono andate le cose.
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Ho letto dalla stampa che il dott. Bravi, capo della Struttura di Missione di Roma, avrebbe detto che per l’Auditorium di Isernia occorrono “circa 8-9 milioni”.
La comunicazione, di per sé già sconcertante, è anche sibillina perché non chiarisce nulla.
Da qualche mese il Sindaco di Isernia preme presso il Consiglio dei Ministri per avere un altro finanziamento in quanto “ non è possibile rispettare le previsioni di progetto neanche per la galleria commerciale per la quale era previsto il rivestimento delle pareti verticali nonché le chiusure a vetro e che, per queste ultime, è possibile provvisoriamente la copertura con teli serigrafati, con l’intesa, però, che le parti realizzate a grezzo saranno completata successivamente”.
Cioè non ci sono i soldi neppure per intonacare la sale e tantomeno per mettere le finestre!
Tanto viene detto nella delibera di giunta dell’ottobre 2010 dopo la comunicazione da parte dello stesso dott. Bravi che non vi erano i soldi per completare il lotto già appaltato.
Questa inquietante comunicazione del dott. Bravi pone una questione di grande drammaticità.
L’auditorium “chiavi in mano” dovrebbe essere consegnato il 28 marzo 2010, come da contratto di appalto.
Nota:
I lavori sono stati consegnati il 14 novembre 2008 e la scadenza è stata fissata in 600 giorni. Nell’ipotesi più favorevole dovrebbe trattarsi di 600 giorni “lavorativi”, cioè con esclusione dei sabati, delle domeniche e delle feste nazionali.
Il calcolo dei giorni lavorativi porta alla conclusione che l’Auditorium dovrà essere consegnato finito entro il 28 marzo 2011.
(si veda in proposito all’indirizzo: http://www.francovalente.it/?p=6297
Per il 31 agosto è prevista la presenza del Capo dello Stato al concerto per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Invece, per rendere funzionale il primo lotto, secondo quanto dice il dott. Bravi, occorrono almeno 8-9 milioni di euro.
Mi chiedo: Ma se entro il 28 marzo l’impresa non riesce a finire neppure le opere già appaltate, come è possibile che entro lo stesso termine la Struttura di Missione appalti altri 8-9 milioni di euro per completare le opere del primo lotto?
Siamo di fronte ad un colossale imbroglio che stravolge tutte le regole sugli appalti pubblici.
Io non so quale norma dello Stato possa essere invocata dal sibillino dott. Bravi per poter appaltare senza una gara ad evidenza pubblica ben 8-9 miliardi di nuove opere.
Peraltro, a una mia legittima richiesta di esibizione del Verbale di Validazione del progetto già appaltato e alla dichiarazione della reale disponibilità delle somme impegnate per l’appalto in corso, da parte del dott. Bravi è stato opposto un netto rifiuto.
Di tanto darò informazione alla prossima udienza in camera di consiglio presso il Tribunale di Roma dove è in corso l’attività istruttoria della Magistratura a seguito dei miei ricorsi presso la Procura della Capitale.
Di una cosa io sono certo: il 28 marzo i lavori non saranno completati neppure per un misero lotto funzionale.
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