Vastogirardi: Tra ENEL e Soprintendenza c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Questa mattina ho fatto una magnifica passeggiata in uno dei paesaggi più belli d’Italia: Vastogirardi.

Tra l’altro Vastogirardi ha un’amministrazione comunale particolarmente sensibile all’ambiente, ma si trova contro avversari incredibili: L’ENEL e la Soprintendenza!

La prima per eccesso di iniziative, la seconda per indifferenza allo sfregio ambientale.

Leggete cosa scrive l’Enel:
Enel Distribuzione cura, inoltre, la formazione e sensibilizzazione dei dipendenti, la promozione di pratiche ambientali sostenibili presso i fornitori e gli appaltatori, nonché le attività di informazione dei cittadini e delle istituzioni sulla gestione ambientale.

Enel rispetta l’ambiente oggi per le generazioni di domani.


Guardate, invece, cosa fa:

Ma questo è niente di fronte alla sciatteria dei boiardi della Soprintendenza ai Beni Culturali.

Il Tempietto sannitico di S. Angelo è un esempio clamoroso di disinteresse sciagurato del Ministero.

Sotto certi aspetti si tratta di un comportamento freudiano nella piena consapevolezza di non avere alcuna capacità di fare cultura. Basta vedere il pannello che spiega le peculiarità del monumento:

Senza dire del disordine e della sciatteria generale che indica un completo disinteresse nei confronti di chi ama l’ambiente. Per farvi un’idea guardate i cartelli di cantiere.

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Commenti

2 risposte a “Vastogirardi: Tra ENEL e Soprintendenza c’è solo l’imbarazzo della scelta.”

  1. Il tuo commento… Concordo. Già qualche anno fà avevo constatato i ”simpatici” pannelli divulgativi (come pure a Castel S.Vincenzo). Vorrei tanto una sovrintendenza ”autoritaria” che sappia dettare le linee guida per una perfetta conservazione del patrimonio, ieri psseggiando nel borgo di CB passavo da un grigiore di intonaci a sgargianti infissi di allumio, portoni non consoni ai portali e cassette postali di ogni genere.
    Scusate il mio estremismo.

  2. Caro Fabio,
    sono pienamente d’accordo con te!
    Se continuiamo a votare sindaci analfabeti e arruffoni che non distinguono un castello da un cassonetto dei rifiuti la colpa è nostra! Si gioca tutto lì, nella cabina elettorale, in quei 5 o 6 secondi …L’importante è avere la pancia piena di cavatelli e salsicce… della cultura ai politici non interessa nulla! Non sanno nemmeno cosa sia la decenza e il rispetto verso chi ci ha preceduti lasciandoci un patrimonio unico e inimitabile che si sta letteralmente sgretolando sotto i nostri occhi!
    Le persone di buon senso che amano il Molise e amano Campobasso sono stanche di vedere i monumenti maltrattati in questo mondo, gli infissi in alluminio, le chiese imbrattate stile San Giorgio e via dicendo. Ma sta a noi aprire gli occhi quando ci vengono a fare promesse elettorali!
    Un cordiale saluto,
    Gabriella Di Rocco

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