Lo scandalo dell’Auditorium di Isernia finisce sulla prima pagina di Repubblica: “Isernia, l’auditorium degli sprechi
da 5 a 55 milioni, e resterà incompiuto”.

L’auditorium per contratto doveva essere consegnato finito il 29 marzo 2011. Oggi è così.
Potete leggere l’articolo di Giuseppe Caporale a questo indirizzo:
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/20/news/auditorium_isernia-15143863/?ref=HREC2-4

La foto è del 19 aprile 2011. Ancora devono finire le strutture!
Il sindaco di Isernia aveva giurato che il Presidente della Repubblica sarebbe venuto il 17 di marzo a sentire l’orchestra della Scala suonare il “Va, pensiero, sull’ali dorate…”
Poi ha rinviato l’appuntamento al mese di ottobre. Probabilmente per evocare lo spirito della Cricca Risorgimentale con un concerto della Cricca Nazionale.
Adesso l’inaugurazione di uno stanzone (e nulla più) dell’Auditorium è rinviata alla fine di dicembre, sperando che una coltre di neve possa coprire i cilindri risorgimentali che rivedremo intatti alla squagliata del bianco manto a primavera 2012.
Io sono pronto a scommettere che a Natale non solo non sarà finito, ma non saranno in grado neppure di accendere l’impianto elettrico della guardiola del custode.
Così Giuseppe Caporale conclude l’articolo dopo aver intervistato Nicola Barone, responsabile tecnico della struttura ministeriale incaricata dal Governo:
All’obiezione dei costi – per lo stesso progetto – passati da cinque a cinquantasei milioni di euro, Barone è perentorio. “Ciò attiene a ciò che è successo prima del nostro arrivo – dice – quindi non posso risponderle. Sono a conoscenza di un bando comunale, un concorso per la progettazione che prevedeva che l’opera costasse cinque milioni… Quello che so è che poi lo stesso Comune ha attivato i primi rincari…“. Solo alla Ferratella, negli uffici del ministero, però il costo dell’Auditorium ha toccato quota 55 milioni. “Si può invece legittimamente dire che l’opera è eccessiva per un piccolo comune come Isernia – spiega Barone – ma queste sono scelte politiche…. C’è una commissione che ha valutato i progetti… Presidenza del Consiglio, Quirinale… Noi abbiamo provveduto cercando di chiudere il lotto dei lavori aperto e ridurre al minimo le spese“.
E l’anniversario dell’unità d’Italia si chiuderà a dicembre con la celebrazione (e inaugurazione) di un monumento allo spreco di denaro pubblico.



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