Una vacca a Sepino tiene pulito, ma non basta!

Sono stato a Sepino. E’ sempre uno dei luoghi più affascinanti d’Italia. Vi consiglio di andarla a visitare prima che i boiardi dello Stato la distruggano definitivamente.

Una volta tra i ruderi pascolavano le pecore e i prati erano favolosi. Ti veniva la voglia di amare l’archeologia pure se non ci capivi niente. Oggi un’unica vacca provvede a tenere pulita l’intera area archeologica e chi passa per Sepino capisce che solo gli animali sono rimasti a proteggere quel luogo.

Il resto è ignobile.

A Sepino vi è forse la più bella casa rurale d’Italia. Tanti anni fa fu pubblicata anche sulla Treccani. Oggi sta crollando perché i Boiardi dello Stato non sono capaci di trovare qualche centinaio di euri per rimettere in fila i coppi attraverso i quali passa la luce di un cielo limpido che fa presagire il disastro delle giornate di pioggia.

Eppure a Sepino i Boiardi dello Stato sperperano quantità imponenti di denaro pubblico per fare baracconi incredibili come quello nei pressi della porta di Terravecchia.

In questo luogo si capisce che non è vero che il Ministero non mandi i soldi nel Molise. E’ la Soprintendenza del Molise, questo organo periferico dello Stato, che li spende male.

Nei pressi della Porta di Terravecchia c’è la più alta concentrazione italiana di oscenità archeologiche.

A parte i cartelli stradali sfasciati come quelli di una periferia di un paese in guerra, da parecchi anni un’orribile recinzione di plastica rossa (…. ma ci vuole tanto a pretendere che nelle aree archeologiche le recinzioni siano almeno verdi!….) non riesce a nascondere la foresta che ha inghiottito le mura turrite appena restaurate.

Lì vicino hanno realizzato con i soldi dei contribuenti un specie di porticato con travoni di legno lamellare che potrebbero essere la parte strutturale di un ponte per carrarmati!

Uno spreco di legno per coprire quattro pietre di nessun valore che potevano essere tranquillamente rinterrate senza che la storia mondiale dell’archeologia se ne sentisse menomata. Travi spropositate che poggiano su pilastri di legno conficcati nella muratura che dovrebbero proteggere….


La tomba dei Numisi ormai mangiata dal lauro ceraso della Soprintendenza

Per non parlare della siepe in lauro ceraso (… nulla di più autoctono…!) che ha trasformato la via esterna alle mura di Porta Boiano in un ridicolo camminamento privo di qualsiasi possibilità di vedere la tomba dei Numisi.
Altre decine di migliaia di euri buttati alle ortiche!
Non so perché, ma davanti a questo scempio mi è venuta la voglia di vedere qualche bella pala eolica al centro del Foro.

Per cortesia, il Direttore generale, invece di pensare a tagliare i lampadari di Oratino, si preoccupasse un po’ di più dei danni che si determinano al patrimonio archeologico per la “mala gestio” del suo ufficio! Quello che racconta ai giornali diventerebbe un po’ più credibile: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?»

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Commenti

5 risposte a “Una vacca a Sepino tiene pulito, ma non basta!”

  1. Condivido pienamente!

  2. Quella casa rurale l’ho fotografata anch’io; fra un pò rimarranno solo le nostre foto e tante lacrime di coccodrillo…

  3. Purtroppo non è solo la splendida Altilia ad essere dimenticata in questo NOSTRO meraviglioso Molise. Potremmo vivere solo di questo: natura ed archeologia. Dimenticandoci delle industrie, che tanto più di 10 anni non durano. Ma se così fosse, non ci sarebbe il ritorno economico per Lor Signori. La natura e l’archeologia ripagano poco nell’immediato. E l’immediato è quello a cui guardano, sempre Lor Signori, ignorando il futuro…il futuro nero che ci lasceranno.

  4. caro Ernesto… parole sante. Hai visto che belle facce stanno comparendo a spese nostre su manifesti SEI metri per TRE ….?

  5. Io non sono mai stato a Sepino (sic). Ma girovagando su google earth l’ho scoperta e me ne sono innamorato. Nel frattempo prima di andarci ho cominciato a pubblicare alcuni suoi edifici in 3D su Google Earth. E’ il mio piccolo contributo per farla conoscere.

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